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I traumi dentali sono scesi in Arena a Verona
Nel mese di Giugno Verona ha avuto l'onore di ospitare il 16mo Congresso Internazionale di Traumatologia Dentale. Per tre giorni nell'arena scientifica si sono presentati i migliori specialisti e ricercatori mondiali su questa specifica disciplina.

Ben 700 partecipanti, oltre 300 ospiti stranieri provenienti dai 5 continenti, ben 40 nazioni presenti, e perfettamente organizzato dal Prof. Giacomo Cavalleri e dalla Società Italiana di Traumatologia Dentale, Presidente Prof. Elisabetta Cotti e Presidente eletto Dr. Alessandro Marcoli, affiliata alla International Association on Dental Traumatology che ogni bennio tiene un Congresso Mondiale.

Erano 16 anni che non tornava in Europa, dal memorabile Congresso Mondiale organizzato dal Prof. Damaso Caprioglio a Firenze e che a Verona era presente in veste di Presidente onorario .
I traumi dentali colpiscono oltre il 30% dei bambini e giovani sia per i denti decidui che permanenti e sono sopratutto interessati i denti anteriori superiori.
L'incidenza è sempre più in aumento, causata da incidenti nei giochi, nelle palestre e traumi stradali (bici - moto - auto), e da atti di violenza e molte volte purtroppo anche da violenze sui minori.
Data la complessità della patologia dei traumi, essi rappresentano una difficile patologia interdisciplinare che coinvolge tutte le specialità odontoiatriche dalla Odontoiatria Infantile alla Ortodonzia dalla Conservativa ed Endodonzia alla Protesi e Implantologia, dalla estetica alla Chirurgia, dalla Medicina legale alla Psicologia.
Rappresenta l'urgenza per eccellenza fra tutte le patologie oro facciali pediatriche.
La Traumatologia dentale richiede quindi centri ed odontoiatri specializzati, rapidità di intervento, e molte volte già direttamente nel luogo ove si è verificato il trauma, e poi ogni trauma deve essere seguito con regolarità nel tempo, e sapere valutare anche i danni e le complicanze che possono subentrare a distanza di tempo.
Si sono succeduti come relatori i più eccellenti e famosi studiosi internazionali.
Il Prof. Lars Anderson (Kuwait University) ha sottolineato che il costo totale dei Traumi ad esempio per la Svezia è di circa il 4% del Pil, che il 5% di tutti i traumi sono del cavo orale, e che per molte di queste lesioni la prognosi si decide già sul luogo dell'incidente ed in seguito alle prime procedure adottate.

Purtroppo il primo soccorso molto spesso viene prestato da persone che non hanno la competenza necessaria.
Ad esempio molti pazienti nel caso di avulsioni dentarie o perdita di un dente, quasi sempre incisivi superiori, non hanno ricevuto nella prima ora cure odontoiatriche da personale qualificato e che i denti avulsi non sono stati conservati in modo adeguato; (cioè in soluzione fisiologica, o latte o saliva).
Occorre poi tener presente che l'impatto psicosociale del trauma sia come problematiche a breve termine (short term anxiety) sia a lungo termine (post traumatic stress).
Nei costi occorre valutare i costi sociali dei traumi. In Svezia ad esempio il costo annuale dei Traumi in età scolare è di 9 milioni di corone svedesi pari a 12 milioni di dollari, senza tenere conto delle conseguenze anche alla famiglia ed alla intera società.
Occorre quindi prevenire i Traumi dentali, ma è sempre molto difficile.
Occorre poi un corretto management dei traumi da parte dei professionisti (dentisti - infermieri, medici generici e se possibile anche del pubblico (bambino - genitori- insegnanti).
È sempre fondamentale stabilire la prognosi sul luogo ove è accaduto il trauma.
Occorre infatti sapere ospedalizzare immediatamente i casi più gravi (compromissione vie aeree - emorragia non controllata, perdita di coscienza ecc.)

A seguire poi ove invece occorre una terapia immediata come nelle avulsioni dentarie.
Il dente perso va conservato in ambiente liquido.
Le ricerche di Blomlöf hanno dimostrato che se conservato in latte il dente si può reimpiantare vitale entro 3 ore dal trauma, se conservato in soluzione fisiologica o nella saliva il tempo si riduce a un'ora.
Il primo tessuto a soffrire e degenerare è il legamento periodontale cioè quello che tiene fisso il dente all'osso alveolare. Ha un periodo di vitalità solo di 1 ora, segue poi il tessuto della polpa dentaria (nervo-arteria-vene).

Occorre quindi che queste notizie vengano diffuse. Occorre unire le risorse per informare la popolazione per salvare i denti avulsi per tauma.
La International Dental Traumatology Association (I.A.D.T.) ha preparato delle ottime linee guida per ogni tipo di trauma, si trovano nel suo sito su Internet e sono di facile reperibilità.
In tal modo sia i dentisti che altri possono facilmente conoscerle ed applicarle.
Ma per ora la conoscenza è scarsa. Occorre aumentare la consapevolezza.
La cosa più difficile è come arrivare alle persone. Servono conferenze, risorse, per insegnarle nelle scuole, ma oggi gli esperti di comunicazione hanno suggerito che il metodo migliore è Internet (84%), anche Facebook, seguono poi il dentista e la Tv (50%).
Occorrono poi dei Dental Trauma Center funzionanti 24 ore su 24, dei numeri telefonici di emergenza ed a conoscenza di tutti per avere una consulenza telefonica, informazioni immediate sui traumi e come curarli.
In diverse nazioni attraverso i numeri telefonici di Pronto Soccorso e Intervento ad esempio 911 - 112 etc.) si possono conoscere i numeri telefonici per la consulenza dentale di emergenza.
È stata fatta una inchiesta mondiale dalla I.A.D.T. con un questionario specifico.
Esiste un elenco organizzato e scritto del servizio attivo dei traumi dentali? No 66% Si 34%.
È possibile ricevere aiuto giorno e notte , anche nei week end entro 1 ora? 53% Si 24% solo di giorno.
Di notte per i traumi dentali dove vanno i pazienti? In ospedale
In Cina esistono i dentisti urgentisti o dentisti per l'urgenza (emergency dentist 24 h / 24)
Fra le nazioni più attrezzate risultano gli U.S.A. - Giappone - Cile - Cina, Danimarca - Svezia.
In Italia si è iniziato a creare questi centri ma sono ancora pochi così pure la società italiana di traumatologia dentale sta svolgendo una campagna di informazione e sensibilizzazione riguardo tutte queste problematiche.
Sono stati distribuiti 5.000 poster nelle scuole, palestre, a medici e dentisti con chiare semplici e precise indicazioni per l'emergenza sui traumi dentali.
Un altro grande campo di ricerca che ha suscitato enorme interesse da parte di tutti i partecipanti è stata la relazione del Prof. Hargreaves (Università Minnesota USA) che ha presentato le sue ultime ricerche sui nuovi approcci alla rigenerazione pulpare.
Notevoli successi si sono registrati in campo odontoiatrico dalla ingegneria tissutale e dalla tecnologia che utilizzano le cellule staminali postnatali.

Sono stati compiuti sensibili progressi nella procedura clinica di rigenerazione pulpare, ovvero far tornare vitale un dente necrotico rigenerando il complesso funzionale polpa - dentina.
Sono state illustrate le procedure di recupero endodontico, il loro potenziale di guarigione ed i fattori predittivi di successo, sia con studi sperimentali che clinici.
La tecnica si basa sull'utilizzo di cellule staminali indifferenziate immesse in particolari fattori di crescita, ed una impalcatura formata da una struttura tridimensionale, che rappresenta il luogo ove avviene la neoformazione.
Il follicolo dentale è pieno di cellule staminali mesenchimali nel dente immaturo.
La rivascolarizzazione è un principio di ingegneria tissutale.
Si basa sul prelievo di cellule staminali dalle papille apicali del canale pulpare, a cui vengono aggiunti farmaci quali il Desometazone B glicero fosfato e l'ascorbato 2 fosfato.
Si possono ottenere odontoblasti ed osteogenia e con l'uso di un idrogel immesso nel canale radicolare, mescolato con cellule staminali.
Martin Trope di Chapel Hills (Usa) ha usato invece con successo una pasta antibiotica formata da 3 componenti il Ciprofloxacin, la aminocilina e la metronidazide tutti solubili nell'acqua.
Si apre in tal modo nei prossimi anni la possibilità di recuperare vitali numerosi denti con necrosi pulpare in seguito a trauma evitando nel tempo la perdita degli stessi o per riassorbimento radicolare e per anchilosi.
Molto seguita è stata pure la relazione del Prof. Vittorino Andreoli famoso splecialista in Neurologia e Psichiatria che ha trattato l'approccio psicologico nei traumi dentali.
Infatti il trauma dentale è prima di tutto un importante e grave trauma psicologico.
La persona infatti si ritrova proprio nel suo sorriso, nel suo viso.
Oggi addirittura è cambiato il rapporto fra adolescente e genitori.
Vi è infatti competitività ad esempio fra madre e figlia.
Il sorriso nel tempo invecchia e pone la distanza tra 50 anni e 20 anni e gli anziani fanno di tutto per recuperare estetica e bellezza dei propri tessuti; in primis il viso ed il sorriso e quindi i denti, onde ritornare ad ottenere una piena estetica di relazione.
Nella nostra cultura il volto e la bocca e l'espressione della faccia hanno una enorme influenza comportamentale.

Il viso è ricco di simboli: rivela l'animo, la nostra personalità, si ottiene simpatia.
Quindi un trauma dentale, con la bocca sanguinante, denti persi o fratturati, ha un impatto psicologico grave e forte sul soggetto.
Ne consegue che la divisione fra corpo e mente e la lontananza fra di loro si va sempre più riducendo, Si parla di denti, bocca, viso ma è parte della persona: non si può quindi più separare la persona con una sola parte del Corpo.
Il volto è la dimensione che ci identifica quasi in Dio.
Il volto è la storia visiva della nostra personalità.
Noi lavoriamo su esso.
Nel trauma dentale la mente raccoglie tutti questi dati, ne vaglia il riscontro e l'impatto, attraverso l'immaginazione e la paura.
L'immaginazione non vede la realtà e può portare a distorcerla, aggravarla e peggiorarla.
La paura ci rende incapaci di controllo, ci porta a comportamenti anomali.
Se si vuol capire la violenza si deve prima capire la paura.
Oggi vi è un altro grave problema: gli adolescenti non sanno vedere il futuro e vivono solo il presente.
I traumi dentali colpiscono con frequenza sopratutto loro e quindi il trauma psicologico è molte volte grave e devastante , perchè vivono il trauma come qualcosa che li colpisce ora ed è difficile spiegare loro e convincerli che dopo uno o due anni il loro sorriso migliorerà .
Vi è infatti la difficoltà di proiettare nella dimensione futura il concetto di speranza.
Poichè la personalità di un soggetto dipende molto dalla estetica del volto e del sorriso, il trauma dentale lo porta ad un concetto e ad una sensazione di grave minorazione.
A volte occorre quindi anche attivare una terapia antidepressiva e ci vuole sovente una fase di riabilitazione psicologica sapendo quanto sia difficile riabilitare un depresso.
Nei casi di traumi gravissimi il soggetto può interpretare e vedere il trauma come la morte nei vari stadi, quella fisica, quella psicologica perché vede perduta per sempre la propria personalità, la morte sociale, con la perdita delle relazioni, poiché è come se non esistesse.
Un vecchio ha per esempio diritto di vivere anche con il volto.
Il dentista ha quindi il doppio compito di curare il corpo e lo spirito, sapere dare sicurezza, motivare bene per essere gratificati dal paziente.

Da segnalare ancora altre eccellenti relazioni, quali quella del Prof. Nicola Perrini sulla risposta dei tessuti al trattamento dei traumi dentali. Con una eccellente ed eccezionale documentazione istologica l'oratore ha portato una casistica clinica quarantennale con follow up a 15 - 25 anni, specificando ogni tipo di trattamento differenziato per ogni tipo di trauma.
In particolare per quanto concerne l'endodonzia dei traumi ha presentato una valida documentazione di risultati duraturi e stabili con la terapia con idrossido di calcio sia nelle apexogenesi che nelle apicificazioni.
Il Dr. Adamo Munari ha invece trattato dei restauri diretti ed indiretti dei denti traumatizzati ribadendo sempre il concetto di limitare al massimo l'ulteriore asportazione di tessuti dentali durante la fase di ricostruzione, sia per la giovane età dei pazienti, sia per le forti aspettative estetiche e di stabilità nel tempo.
In effetti i miglioramenti delle caratteristiche fisico cliniche delle resine composite, la possibilità di ottimi reincollaggi dei frammenti dentali, individuano una nuova demarcazione del confine tra protesi e conservativa a vantaggio di quest'ultima.
Il Prof. Leif Backland (Loma Linda - Usa) ha esposto interessanti ricerche con la metodina endodontica con il MTA con eccellenti risultati sia nelle apexogenesi che nelle apecificazioni nei denti permanenti immaturi colpiti dai Traumi.
Degna di particolare interesse la relazione del Prof. L. Sennerby (Svezia) sulle soluzioni implantoprotesiche nei traumi.
È infatti importante la pianificazione corretta del momento esatto per posizionare l'impianto, in raffronto della crescita nei giovani pazienti.
Il risultato estetico è in relazione con la quantità di osso che sostiene i tessuti molli marginali.
Il Prof. P.F. Nocini (Università di Verona) ha presentato il trattamento delle fratture dento-alveolari complesse dimostrando l'utilità della radiografia tridimensionale, con la tecnica Cone Bean C.T. presentando poi i vari protocolli disgiunti in rapporto ai diversi tipi di lesioni traumatiche.
Ognuno di essi è sempre progettato per ripristinare contestualmente estetica e funzione ed infine ha esposto l'utilizzo di osso autologo e le tecniche di distrazione osteogenetica.
Infine ha suggellato questo magnifico congresso mondiale la Lectio Magistralis del Prof. Jens Andreasen, il Maestro di tutti, sul tema: “Si possono prevedere le complicanze nella guarigione?”
Parlando separatamente dei traumi ai tessuti duri e di quelli di sostegno, l'oratore per ogni tipo di patologia ha specificato le varie complicanze che si possono evidenziare e soprattutto le varie possibilità di evitarle del tutto o ridurle drasticamente.
Infine ha presentato le moderne linee guida già presenti sul sito Internet della I.A.D.T. e la facilità di consultazione sia per i professionisti specialisti che per i pazienti.
Sono state preparate dai migliori esperti mondiali del settore e permettono di reperire per ogni tipo di trauma velocemente tutte le indicazioni prognostiche e terapeutiche.
A latere la presentazione di ben 50 oral presentations e di 130 poster provenienti da altrettante cliniche Universitarie Internazionali.

Al Prof. Giacomo Cavalleri, alla Presidente Prof. Elisabetta Cotti ed al Presidente eletto Dr. Sandro Marcoli ed a tutto il Consiglio Direttivo ancora un plauso ed un vivo complimento per la perfetta organizzazione e la splendida riuscita del Congresso.

Damaso Caprioglio
Past President I.A.D.T.
e Presdiente Onorario del
XVI Congresso I.A.D.T.


Didascalia: da sinistra i Proff. Perrini, Cozzani, Caprioglio Bakland, Dorigo , Andreasen




  
 

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