Caso Clinico
Il Futuro dell'Odontoiatria Digitale: un case report su tecnologie avanzate e personalizzazione del trattamento, il Full Arch
Odt. Giovanni Rossi

Odontotecnico ed esperto di elettronica

Odt. Giovanni Rossi

INTRODUZIONE 

Nel cuore del mio laboratorio, tra il ronzio costante delle stampanti 3D e l'aria carica di innovazione, ho recentemente affrontato una sfida che ha ridefinito i confini della mia passione per l'odontoiatria digitale. Sono Giovanni Rossi, un giovane odontotecnico che ha trovato nella stampa 3D non solo una professione, ma una vera e propria vocazione. Oggi, voglio condividere con voi il viaggio entusiasmante che mi ha portato a realizzare un Full Arch su impianti, con una protesi stampata in 3D e meticolosamente ricoperta in composito. Questa storia inizia con un paziente che si è presentato nello studio del Dr. Diego Penna con una sfida tanto complessa quanto stimolante: l'ultimo dente residuo nell'arcata superiore, un faro solitario in una bocca che implorava per una soluzione completa e armoniosa. La visione del paziente, unita alla mia esperienza e al mio desiderio incessante di spingere i confini della tecnologia, ha acceso una scintilla di possibilità. Il viaggio verso la soluzione perfetta ha preso il via con la chirurgia guidata, una tecnica che mi affascina per la sua precisione quasi artistica. L'uso delle dime scomponibili "stackable" ha rappresentato un momento di svolta, permettendomi di navigare attraverso la complessità del caso con una precisione e una fiducia che solo la tecnologia più avanzata può offrire. Ogni strato rimosso o aggiunto mi avvicinava sempre di più alla meta, in un balletto di precisione e innovazione (Fig. 1, Fig. 2). 


visualizzazione della simulazione 3d del posizionamento degli impianti
Fig.1.
visualizzazione 3d del nuovo impianto
Fig.2.

La decisione di utilizzare connessioni IPD MUA Multi Unit Non Engaging (IPD DentalGroup-Abutment Compatibili) ha arricchito ulteriormente il processo, offrendomi la flessibilità necessaria per adattare la protesi in modo che si integrasse perfettamente, non solo con l'aspetto fisico, ma anche con la vita del paziente. Questa scelta, benché tecnica, nasconde un profondo impegno verso il benessere del paziente, un principio che guida ogni nostra azione professionale (Fig. 3). Quando ho osservato la protesi completa per la prima volta, stampata con precisione e poi delicatamente ricoperta in composito, ho sentito un misto di orgoglio e umiltà. Questo non era solo il culmine di un trattamento odontoiatrico, ma la manifestazione fisica della mia passione e dedizione. Ogni dettaglio, dalla selezione dei materiali alla cura nella finitura, era un riflesso del mio viaggio personale nell'odontoiatria digitale (Fig. 4). Condividere questo risultato con il clinico e il paziente è stato un momento che ricorderò per sempre. Vedere la sua espressione trasformarsi, da timida speranza a gioia incontenibile, mi ha ricordato perché ho scelto questa carriera. L'odontoiatria digitale e la stampa 3D non sono solo avanzamenti tecnologici; sono strumenti che, nelle mani giuste, possono trasformare vite. Guardando al futuro, sono elettrizzato dalle infinite possibilità che la stampa 3D porta all'odontoiatria. Ogni giorno nel mio laboratorio è un'opportunità per esplorare, innovare e, soprattutto, fare la differenza nella vita delle persone. La mia storia con l'odontoiatria digitale è appena all'inizio, e sono impaziente di vedere dove questa straordinaria avventura mi porterà.


connessioni IPD MUA Multi Unit Non Engaging (IPD DentalGroup-Abutment Compatibili)
Fig.3.
protesi completa
Fig.4.

IL CASO CLINICO SVOLTO 

Il trattamento ha sfruttato tecnologie e materiali d'avanguardia, tra cui RealGuide (3Diemme) per la chirurgia guidata, Exocad per la progettazione dei componenti, e la stampante 3D Dental Makers LB4K 2.0 (DentalMakers Italia), utilizzando materiali specifici per garantire la massima qualità del risultato finale (Fig. 5). Il processo ha iniziato con la scansione delle arcate e l'estrazione del dente residuo, proseguendo con la progettazione e la stampa 3D di una dima chirurgica scomponibile e di una barra di rinforzo personalizzata. La realizzazione di una protesi tipo Toronto Bridge ha completato il trattamento, offrendo al paziente una soluzione ottimale sotto tutti gli aspetti (Fig. 6, Fig. 7, Fig. 8, Fig. 9, Fig. 10, Fig. 11).


stampante 3D Dental Makers LB4K 2.0 (DentalMakers Italia)
Fig.5.
Protesi finita e toronto bridge 1Protesi finita e toronto bridge 2Protesi finita e toronto bridge 3Protesi finita e toronto bridge 4Protesi finita e toronto bridge 5
Protesi finita e toronto bridge 6
Fig. 6, 7, 8, 9, 10, 11.


La componente protesica MultiUnit e TiBase per MultiUnit sono tutti rigorosamente IPD DentalGroup (IPD AbutmentCompatibili.com). I MUA MultiUnit con la loro ricopertura in TiN coating permette una perfetta stabilità tissutale e un mimetismo cromatico perfetto; il TiBase, anche esso ricoperto in TiN Coating, permette di mimetizzare il componente anche sotto a strutture stampate o con trasparenze e offre una grande sicurezza di adesione grazie alla sua geometria ottimizzata. Un aspetto cruciale di questo trattamento è stato l'uso della chirurgia guidata, che ha permesso un'accurata pianificazione e posizionamento degli impianti con una precisione senza precedenti. Il punto di forza di questa tecnica è l'introduzione delle dime scomponibili, o "stackable", che rappresentano una vera innovazione nel campo. Queste dime permettono di eseguire la chirurgia in fasi multiple, con la possibilità di aggiungere o rimuovere strati per accedere in modo controllato alle diverse fasi del procedimento. Questo sistema, non solo garantisce una maggiore precisione nell'installazione degli impianti, ma riduce anche il tempo chirurgico, minimizzando il disagio per il paziente e accelerando il recupero. L'impiego delle dime stackable dimostra come l'odontoiatria possa beneficiare in modo significativo dell'avanzamento tecnologico, migliorando l'efficienza e l'esito dei trattamenti. La decisione di utilizzare connessioni MUA Multi-Unit Non Engaging (IPD DentalGroup - Abutment Compatibili) è stata guidata dalla necessità di ottimizzare la flessibilità e la funzionalità del trattamento. Queste connessioni offrono una soluzione efficace per gestire la distribuzione delle forze masticatorie, particolarmente vantaggiosa in riabilitazioni complesse come quella realizzata con il Toronto Bridge. La scelta di abutment non engaging ha inoltre favorito una migliore gestione delle discrepanze angolari, facilitando il posizionamento degli impianti e l'adattabilità delle strutture protesiche (Fig .12, Fig. 13). Il trattamento ha portato a risultati eccellenti, migliorando significativamente la qualità di vita del paziente. La protesi tipo Toronto Bridge si è integrata armoniosamente, offrendo un aspetto naturale e duraturo (Fig. 14).


dettaglio del posizionamento della protesi all'interno della bocca
Fig. 12.
posizionamento degli impianti
Fig. 13.
trattamento completato e protesi posizionata
Fig. 14.


DISCUSSIONE E CONCLUSIONE

Questo caso clinico evidenzia in modo chiaro il potenziale trasformativo delle tecnologie digitali e della stampa 3D nell'odontoiatria contemporanea. La precisione offerta dalla chirurgia guidata, abilitata in particolare dall'uso innovativo delle dime scomponibili "stackable", insieme alla scelta strategica degli abutment MUA Non Engaging (IPD DentalGroup - AbutmentCompatibili), rappresenta solo la punta dell'iceberg di ciò che queste tecnologie possono offrire. Personalmente, ritengo che la stampa 3D sia destinata a rivoluzionare l'odontoiatria in modi che stiamo appena iniziando a comprendere. Questa tecnologia, non solo migliora la precisione e l'efficienza dei trattamenti, ma apre anche la porta a nuove possibilità di personalizzazione che erano precedentemente impensabili. Per il medico, offre una maggiore sicurezza nelle procedure e una riduzione dei tempi operativi; per il laboratorio odontotecnico, significa la capacità di produrre lavori più precisi e personalizzati con una riduzione dei tempi di attesa; e per il paziente, si traduce in trattamenti più rapidi, meno invasivi e su misura, che migliorano significativamente l'esito e la soddisfazione del trattamento.

Guardando al futuro, prevedo che la stampa 3D diventerà una componente standard e indispensabile dell'odontoiatria. Questo, non solo per la fabbricazione di dispositivi protesici, ma anche per la creazione di modelli chirurgici, strumenti personalizzati e addirittura per l'ingegneria tissutale. Il vantaggio clinico e tecnico che questa tecnologia porta è immenso e, man mano che continueremo a esplorarne le possibilità, sono convinto che vedremo miglioramenti notevoli non solo nelle capacità tecniche, ma anche nell'accessibilità e nella qualità complessiva dell'assistenza odontoiatrica per i pazienti in tutto il mondo. In conclusione, l'esperienza descritta in questo case report, non solo dimostra l'efficacia del flusso di lavoro digitale e della stampa 3D nel trattamento odontoiatrico personalizzato, ma sottolinea anche il mio ottimismo per il futuro. La tecnologia continuerà a evolvere, e con essa, le nostre capacità di fornire cure di qualità superiore. Come professionista nel campo, sono entusiasta di far parte di questa evoluzione e di contribuire a plasmare l'odontoiatria del domani.
 

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