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Dental Tech - Dime chirurgiche senza boccole: i vantaggi per il chirurgo

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Top Contributor DDU
18 Marzo 2020

Dental Tech - Dime chirurgiche senza boccole: i vantaggi per il chirurgo

DentalTech intervista il Prof. Jaafar Mouhyi, esperto di #DigitalSurgery uno dei più importanti utilizzatori della chirurgia guidata senza boccole.  

 

Quando ha iniziato ad utilizzare la chirurgia guidata?

Più di 20 anni fa, perché sono stato un utilizzatore precoce e successivamente, un beta tester dei primi sistemi e software di chirurgia guidata che erano disponibili nel mercato.

Quali sono le limitazioni correlate all’uso di dime chirurgiche convenzionali?

Se per dime chirurgiche convenzionali si intendono le classiche guide caratterizzate dalla presenza di boccole centrali, direi che i principali problemi per l’utilizzatore sono rappresentati da: nessuna visibilità del campo operatorio, nessuna possibilità di accesso ai tessuti molli e duri (per esempio, è impossibile preservare la mucosa cheratinizzata, laddove necessario, non si possono eseguire interventi di rigenerazione ossea minore nè utilizzare membrane), scarsa efficienza nell’irrigazione delle frese e difficoltà nell’utilizzo di osteotomi e nel posizionamento di impianti conici.

Quali sono, invece, i vantaggi delle dime senza boccole?

Il principale vantaggio è che il clinico impiega una dima caratterizzata da una struttura aperta, e posiziona gli impianti guidato, ma senza incorrere in tutte le limitazioni funzionali che caratterizzano le dime chiuse e con boccole. L’esperienza chirurgica non si discosta molto rispetto a quanto il chirurgo è abituato a fare, quando lavora freehand; tuttavia, l’inserimento è guidato. L’irrigazione è perfetta, la visibilità e di conseguenza l’accessibilità al campo chirurgico sono buone, pertanto è possibile lavorare flapless ma anche sollevare un lembo, laddove utile o necessario. Il sistema è utilizzabile con le frese standard della maggior parte delle case implantari, senza la necessità di acquistare kit di frese lunghe dedicate. Infatti le guide sono laterali alla cresta ossea e non al di sopra di essa: il manipolo è guidato. Questo permette di lavorare bene anche dove lo spazio è poco, come nei settori posteriori. Una guida convenzionale, con boccola, non permette il posizionamento dell’impianto in molti casi, per mancanza di spazio. Infatti, con le dime tradizionali, per poter posizionare un impianto da 13 mm di lunghezza, occorre poter disporre di uno spazio di almeno 52 mm. Invece, eliminando la boccola, lo spazio richiesto per inserire un impianto di 13 mm scende a 29 mm. Infine, l’inserimento della fixture attraverso una boccola metallica o una classica dima in resina può comportare un rischio di contaminazione della superficie implantare. Eliminare la boccola libera l’impianto da ogni contatto pericoloso.

Quanti casi realizza, ogni anno, con guide senza boccole?

Circa 100/ 150 casi l’anno, almeno così è stato negli ultimi 4 anni; faccio molta più guidata ora, di quanta non ne facessi prima, perché l’esperienza chirurgica con questo sistema è soddisfacente. Inoltre, la grande accuratezza e facilità d’uso degli strumenti oggi a nostra disposizione (scanner intraorali, software di pianificazione) semplifica il flusso di lavoro, rendendolo accessibile a tutti.

Cosa suggerirebbe al giovane chirurgo che vuole iniziare ad utilizzare questo sistema?

La cosa migliore è cominciare con casi di edentulia parziale, piccoli casi, perché come per tutti i sistemi esiste una breve curva di apprendimento, prima di poter passare a riabilitazioni più estese come le full arches. L’impiego di queste dime chirurgiche aiuta il giovane nel posizionare gli impianti, riducendo lo stress correlato al rischio di malposizionamento delle fixture, o peggio, alla violazione di strutture nobili (seno mascellare, nervo alveolare, ecc). Complessivamente, iniziare non è difficile, ma occorre conoscere le basi della moderna implantologia ed implanto-protesi, che non possono essere dimenticate; inoltre, una generica formazione sui concetti di odontoiatria digitale (x esempio sulla pianificazione con software e stampa 3D) è senz’altro da raccomandare. Affidarsi ad un aiuto esterno è comunque sempre possibile, in tutte le fasi, e serve ad imparare. Per cominciare, se il chirurgo non se la sente di acquistare un software di pianificazione e realizzare in prima persona il progetto, è possibile semplicemente caricare in cloud (in questo caso, sul portale Twinsys online) i files DICOM derivati dalla CBCT ed i files STL derivati dalla scansione intraorale o dalla scansione desktop di modello in gesso; nel caso si lavori in area estetica, è senz’altro utile caricare anche un wax-up con l’occlusione. Questi files vengono agevolmente caricati sul portale, e tutto il lavoro di pianificazione e modellazione della dima viene a questo punto eseguito da professionisti (dentisti ed odontotecnici) altamente qualificati. Il chirurgo può in ogni caso intervenire, modificando il progetto. Un altro vantaggio per il giovane chirurgo, è che al termine della progettazione ed una volta accettata la proposta di pianificazione, egli riceve il file STL della dima chirurgica da stampare, insieme con un PDF che contiene tutte le informazioni, passo dopo passo, sulla sequenza di frese da utilizzare. Questo è un aiuto importante durante la chirurgia.

Pubblicato su Infodent Marzo 2020 - Rubrica Dental Tech pag 22