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Dental Tech - Indicazioni, limiti ed evoluzione della diagnostica tridimensionale in odontoiatria

31 Marzo 2020

Dental Tech - Indicazioni, limiti ed evoluzione della diagnostica tridimensionale in odontoiatria

Dr. Marco Colombo, DDS*

* Laureato in Odontoiatria e Protesi Dentaria presso l’Università degli Studi dell’Insubria. Socio attivo della Digital Dentistry Society. Membro fondatore del Roll Flap Team, gruppo di ricerca autonomo autofinanziato. Autore di diverse pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali ed internazionali su argomenti inerenti all’odontoiatria digitale ed alla chirurgia implantare. La sua attività di ricerca è mirata allo studio dei tessuti perimplantari e allo sviluppo di nuove tecnologie digitali.

 

La Cone Beam Computed Tomography (CBCT) rappresenta oggi lo standard diagnostico tridimensionale (3D) in ambito dento-maxillo-facciale grazie alla possibilità di eseguire scansioni modulabili, a costo ridotto e limitando notevolmente la dose efficace di radiazioni. Le attività radiologiche diagnostiche complementari fanno parte della pratica clinica quotidiana di ogni odontoiatra. La divisione tra esami radiografici di “primo livello” (rx endorali, ortopantomografia, teleradiografie) e di “secondo livello” (tomografie computerizzate, TC) risulta ad oggi ancora valida; tuttavia, sono sicuramente cambiate le indicazioni e soprattutto le modalità di esecuzione di queste ultime tipologie di esame. Ciò è stato possibile grazie allo sviluppo tecnologico delle apparecchiature 3D CBCT, comparse inizialmente sul mercato nel 1996 grazie al lavoro di un gruppo di ricercatori italiani del Policlinico Universitario di Verona. Le CBCT rappresentano oggi lo standard in ambito dento-maxillo-facciale grazie alla possibilità di eseguire scansioni modulabili in base al quesito diagnostico, mediante apparecchiature con un costo considerevolmente ridotto rispetto a strumentazioni TC ospedaliere, ma soprattutto riducendo notevolmente la dose efficace di radiazioni a cui esponiamo i nostri pazienti. Come tutte le indagini radiologiche infatti anche la CBCT non e esente dal causare un danno biologico attraverso l’emissione di radiazioni ionizzanti; tuttavia, nelle apparecchiature più recenti, questo danno e stato notevolmente ridotto rendendo più semplice la giustificazione dell’esame stesso. La valutazione della dose efficace dipende da innumerevoli variabili tra cui soprattutto le impostazioni che vengono utilizzate durante ogni specifica acquisizione; dalla letteratura una stima indica valori compresi tra 40 e 200 μSv1,2, considerando come valori di riferimento i circa 20 μSv di una ortopantomografia ed i 1000 μSv di una TC multislice ospedaliera. Oltre alla diminuzione del danno biologico al paziente ed alla riduzione dei costi dell’apparecchiatura, l’altro aspetto che ha facilitato enormemente la diffusione delle CBCT nella pratica clinica quotidiana e stata la possibilità di modulare l’esame in base al quesito diagnostico. La radiografia 3D trova sicuramente la sua maggiore applicazione nello studio delle strutture dento-alveolari al fine di poter programmare correttamente una riabilitazione implanto-protesica (Figura 1) o l’estrazione chirurgica di un elemento dentale di cui debbano essere chiariti i rapporti anatomici con le strutture contigue. Anche lo studio di lesioni ossee rappresenta una indicazione all’esecuzione di un esame CBCT tuttavia, nel caso di neoformazioni che coinvolgano tessuti molli questa metodica presenta ancora una ridotta risoluzione di contrasto tra le varie strutture rispetto a TC multi-slice. La maggior parte delle apparecchiature CBCT presenti oggi sul mercato permettono di ottenere risoluzioni spaziali inferiori al decimo di millimetro. Questa caratteristica unita alla possibilità di esporre a radiazioni solo piccoli volumi corrispondenti a 2-3 elementi dentali ha permesso di aggiungere alle indicazioni della CBCT quella endodontica. In caso di elementi con lesioni recidivanti, anatomie endodontiche complesse, sospetto di fenomeni di riassorbimento radicolare (Figura 2) o di fratture, la CBCT può fornire al clinico informazioni aggiuntive per poter pianificare al meglio il trattamento endodontico. Anche in ortodonzia l’utilizzo di protocolli specifici permette con una sola acquisizione CBCT di ottenere tutte le informazioni riguardo a strutture scheletriche, tessuti molli e vie aeree senza distorsioni e sovrapposizioni (Figura 3). Tuttavia, e opinione condivisa che l’utilizzo della CBCT in ortodonzia vada attentamente giustificato su basi individuali, a seconda della situazione clinica, pesando attentamente rischi e benefici; l’uso su pazienti in età pediatrica che risultano più sensibili al danno da radiazioni ionizzanti deve avere una corretta giustificazione. Concludendo e indubbio che le metodiche 3D CBCT forniscano oggi una possibilità di migliorare la diagnosi e di conseguenza il piano di trattamento esponendo inoltre i nostri pazienti ad un danno biologico molto minore rispetto al passato. La continua evoluzione di questa metodica permetterà di estendere le sue indicazioni cliniche anche ad altri settori della pratica odontoiatrica; tuttavia, devono sempre essere considerati i principi di giustificazione e di ottimizzazione che devono essere applicati ogni volta che si sottopone il nostro paziente a radiazioni ionizzanti.

Fig. 1. Molti software di visualizzazione CBCT permettono di “simulare” l’inserimento implantare al fine di ottimizzare i volumi ossei e di rispettare le strutture nobili.

Fig. 2. Valutazione di lesioni mediante utilizzo di acquisizioni CBCT ad alta risoluzione consentendo l’accurata analisi tridimensionale dell’anatomia endodontica.

Fig. 3. Rendering volumetrico delle cavità nasali utilizzato negli studi morfo-funzionali delle vie respiratorie in ortodonzia.

 

BIBLIOGRAFIA

Ludlow JB, Timothy R, Walker C, Hunter R, Benavides E, Samuelson DB, Scheske MJ. Effective dose of dental CBCT-a meta analysis of published data and additional data for nine CBCT units. Dentomaxillofac Radiol. 2015; 44 (1): 20140197. 2. Ludlow JB, Timothy R, Walker C, Hunter R, Benavides E, Samuelson DB. Correction to Effective dose of dental CBCT--a meta analysis of published data and additional data for nine CBCT units. Dentomaxillofac Radiol. 2015; 44 (7): 20159003.

Pubblicato su Infodent Maggio 2019 - Rubrica Dental Tech pag 19