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La tecnologia digitale per aumentare la predicibilità del trattamento protesico complesso

Ritratto di marioimburgia_62626
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1 Marzo 2017

La tecnologia digitale per aumentare la predicibilità del trattamento protesico complesso

Dr. Mario Imburgia
Odontoiatra, Palermo
Aree di esperienza: scanner, protesi digitale, materiali estetici, smile design, fresatori 

 

Il paziente si presentava alla mia osservazione lamentando elevato discomfort e mobilità di una protesi totale rimovibile pre-esistente (Fig. 1-3).

Fig. 1

Fig. 2

Fig. 3

Inoltre, il paziente lamentava un scarsa estetica e difficoltà nell’atto masticatorio. La richiesta terapeutica era una riabilitazione completa fissa dell’arcata superiore, che potesse migliorare l’aspetto estetico e funzionale, cercando, tuttavia, di adottare una soluzione che potesse contenere i costi economici. Il paziente richiedeva, inoltre, l’utilizzo di procedure volte alla minimizzazione del trauma chirurgico e di adottare protocolli terapeutici che prevedessero sempre la presenza di un restauro protesico, seppur provvisorio. Tale richiesta era vincolante per l’eventuale accettazione del piano di cura.

A seguito dell’esame obiettivo e radiografico veniva proposto un piano di trattamento implantare  dell’arcata superiore preceduto da una preparazione iniziale completa volta alla rimozione dei fattori causali a carico dell’arcata inferiore.

A seguito della valutazione estetico-funzionale si decideva di utilizzare la vecchia protesi rimovibile del paziente come riferimento iniziale, prevedendo però alcune modifiche da un punto di vista estetico; tale valutazione veniva fatta mediante il Digital Smile Design- DSD (Fig. 4).

Fig. 4

Tramite un software di chirurgia guidata veniva pianificato l’inserimento degli impianti (Fig. 5,6),

Fig. 5

Fig. 6

ed una volta ricevuta la mascherina chirurgica ottenuta mediante stereolitografia (Fig. 7),

Fig. 7

si procedeva alla realizzazione di un modello pre-chirurgico mediante dispositivi di connessione per il posizionamento di analoghi da laboratorio (Fig. 8).

Fig. 8

Tale procedura consentiva di realizzare un provvisorio pre-chirurgico per il carico immediato (Fig. 9).

Fig. 9

La procedura chirurgica veniva eseguita in maniera flapless (Fig. 10,11),

Fig. 10

Fig. 11

ed il provvisorio era integrato mediante metodica chairside (Fig. 12, 13).

Fig. 12

Fig. 13

Dopo un congruo periodo di guarigione, si eseguiva una rivalutazione radiografica, funzionale ed estetica.

Ritenendo il provvisorio un punto di riferimento affidabile, si procedeva alla scansione dello stesso ed alla sua replica per la realizzazione di un restauro monolitico in ossido di zirconio parzialmente stratificato (Fig. 14).

Fig. 14

Tale tecnica consentiva di ridurre significativamente i costi senza però inficiare la resistenza meccanica del restauro protesico.

Veniva effettuata una sottrazione calibrata della sola porzione vestibolare lasciando full contour le porzioni palatali ed occlusali (Fig. 15,16,17).

Fig. 15

Fig. 16

Fig. 17

Veniva effettuata solo una prova funzionale e di fitting della struttura (Fig. 18)

Fig. 18

alla quale seguiva la seduta di consegna (Fig. 19, 20, 21, 22).

Fig. 19

Fig. 20

Fig. 21

Fig. 22

L’utilizzo della tecnologia in questo caso ha consentito di potere eseguire in maniera semplificata un trattamento complesso, offrendo al paziente ed al team odontoiatrico i seguenti vantaggi:

1) Previsualizzazione delle modifiche estetiche relativamente ad restauro pre-esistente;

2) Progettazione computer-guidata per procedura flapless riducendo il discomfort post-operatorio;

3) Integrazione del provvisorio semplificata;

4) Copia delle caratteristiche estetico/funzionali nel definitivo

5) Realizzazione di un restauro monolitico solo parzialmente stratificato garantendo la morfologia del provvisorio funzionalizzato.

6) Contrazione dei tempi e dei costi di trattamento

Il caso è stato eseguito in collaborazione con il Dr. Giovanni Cricchio. Si ringrazia il laboratorio Martucci (Valderice, TP) per aver curato la parte odontotecnica.