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Covid-19, dentisti: peggiorano le condizioni di salute orale degli italiani ma 1 su 5 teme di non potersi permetterele cure. In arrivo un’App per i controlli a distanza

15 Giugno 2020

Covid-19, dentisti: peggiorano le condizioni di salute orale degli italiani ma 1 su 5 teme di non potersi permetterele cure. In arrivo un’App per i controlli a distanza

La difficoltà ad accedereai servizi odontoiatrici durante la quarantena ha peggiorato la condizione di salute orale di molti italiani e in particolare delle fasce più deboli, peggio che nel 2011: un italiano su 5 tra i 35 e i 70 anni, nel prossimo futuro in caso di necessità, teme che non potrà permettersi le cure odontoiatriche e vede a rischio le sue condizioni di salute orale. Ilpreoccupante scenario arriva dai risultati di un’indagine Key-Stonesull’impatto della crisi economica dovuta alla pandemia sulla salute orale degli italiani, presentatiin occasione del convegno digitale “Gengive inForma in tempo di Covid-19” della Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP).

 

Luca Landi, presidente SIdP “La crisi attuale rischia di esserepiù grave diquella didieci anni fa quando furono due milioni e mezzo gli italianicostretti a rinunciareal dentista. Arischio sono soprattutto le fasce più deboli, ma un aiuto potrebbe arrivare dallateleodontoiatria, anche se visitare i pazienti di persona resta essenziale”. Proprioper arginare i danni alla salutepubblica che deriverebbero da un abbandono delle cure e dei controlli odontoiatrici, SIdP sta mettendo a punto un’appche consenta uno scambio di informazioni tra il paziente e lo specialista,  che dopo un colloquio telefonico potràindividuare chi ha bisogno immediato della visita e chi invece può essere seguito da casa.

Finito il lockdown gli italiani tornano dal dentista per riprendere le cure interrotte, ma il prossimo futuro non sembraessere roseo né per i pazienti né per gli odontoiatri. Sono infatti 3 milioni coloroche durante il lockdown hanno visto peggiorare le patologie parodontali anche per la scarsa attenzione dedicata all’igiene orale e il timore è che la situazione economicapossa indurregli italiani a rinunciare alle cure e ai controlli. Lo rivelano i dati di un’indagine Key-Stone,secondo cuiunosu cinque,nel prossimo futuroin caso di necessità,teme di non avere soldi a sufficienza da destinare avisite e controlli daldentista, o preferirebbe rinviarlidi almeno un anno. I 70 milioni di visite erogate ogniannopotrebbero dunque essere destinati a diminuire di un terzoa discapito della salute orale soprattutto delle fasce più deboli.

La crisi economica provocata dalla pandemia di Covid-19 rischia di ripercuotersi pesantemente anche sulla salute oralecon effetti che potrebbero essere ancora più gravi rispetto a quelli del 2011, quandofuronocirca 2,5 milioni gli italiani costretti a rinunciareal dentista-affermaLuca Landi, presidente SIdPIn particolare per quei pazienti e quelle fasce della popolazione più fragili il rischio reale è che in un momento di incertezza anche economica come quella attuale, decidano di rinunciare o rimandare controlli e visite dal dentista, peggiorando ulteriormente le loro condizioni”.

“I70 milioni di visite erogate nel 2019dai 39.000 studi dentistici italiani –interviene Nicola Marco Sforza, presidente eletto SIdP-rischiano di diminuirefinoaun terzo ancheperle necessarie procedure di sicurezza da adottare, fra la riduzione al minimo della permanenza in sala d’attesa e la sanificazionedegli ambientifra un paziente e l’altro: ciò determina di fatto un aumento dei tempi necessari di ogni visita”.

“Esiste ancheun diffusoe comprensibiletimore di un aumento delle parcelle.Ma un incremento delle tariffe comporterebbe un ulteriore problema di accessibilitàa cure semplici ed efficaci per mantenerele gengive in salute–riprende Landi -Ridurre la priorità che devono avere la prevenzione, l’igiene orale e le visite di controllo sarebbe dunqueun disastro per la salute pubblica perle implicazioni anche sistemiche delle patologie gengivali,di cui le fasce più deboli sarebbero le prime a fare le spese. In Italia il 93%delle prestazioni odontoiatriche è erogatainfattida studi privati e il servizio sanitario nazionale risponde alle esigenze dei cittadiniin minima parte, pertanto non arginare l’abbandono dei controlli e delle procedure odontoiatriche vorrebbe dire abdicare al nostro ruolo di responsabilità sociale. Siamo però fiduciosi, perchécomunque i dati della nostra ricerca ci indicano che moltissimi italiani non rinuncerebbero alle cure odontoiatriche nonostante l’incertezza della situazione economica e il nostro obiettivo è far crescere questa percentuale e la consapevolezza che le cure odontoiatriche rappresentano un servizio indispensabile per la comunità intera”sottolinea Landi.

Proprioper questo gliesperti della SIdP stanno cercando di potenziare le possibilità di teleconsulto, valutate positivamente dal 40% degli italiani,sebbene uno su tre abbia timore di non essere in grado di utilizzarlo adeguatamente. “La SIdP ha già da tempo messo a disposizione dei pazienti un’app per autovalutare il proprio rischio di avere o sviluppare una malattiagengivale, adesso stiamo valutando come integrarein questa applicazione anchela possibilità di fare un controllo a distanza dei pazientigià in cura.L’obiettivo è promuovere la partecipazione a un servizio di teleodontoiatriache, grazie adei questionari e allefotografiestandardizzate che il paziente invia all’odontoiatra renderebbe possibileun check digitale. Questo permetterebbe un controllo a distanza adeguato e un contenimento dei costi, riducendo il numero delle visite senza un peggioramento nella qualità dell’assistenza: alcune ricerche scientifiche hanno dimostrato per esempio che a seguito di un interventodi chirurgia odontoiatrica come ad esempio l’estrazione di un dente,icontrolli fatti da remoto, via telefono, possono ridurre il rischio di complicanze allo stesso modo di un incontro in presenza. Questo sistema è però applicabile solo per quei pazienti che hanno già ricevuto una diagnosi clinica attraverso una visita in personae che sono inseriti in un sistemadi richiamo e prevenzione”concludono gli esperti.