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Dental Tech - D-FAB: la rivoluzionaria stampante 3d di DWS Systems

30 Novembre 2021

Dental Tech - D-FAB: la rivoluzionaria stampante 3d di DWS Systems

Maurizio Costabeber*

*Maurizio Costabeber è un esperto mondiale, imprenditore e leader nel settore della stampa 3D e della prototipazione rapida da oltre 20 anni. È stato pioniere e ha lanciato il primo modello di stampante desktop 3D nel 1993, ha successivamente introdotto la prima stampante desktop 3D SLA, E-DARTS, nel 1998 ed è fondatore ed attuale CEO di Digital Wax Systems (DWS) Srl, azienda produttrice di stampanti 3D a Thiene, in Italia. Maurizio ha conseguito il suo M.B.A. presso la CUOA Business School di Altavilla Vicentina, in Italia, ed è autore di oltre 100 brevetti nel campo della stampa 3D. La sua stampante 3D DFAB ha recentemente vinto un Red Dot Award for Product Design (categoria Best of the Best) nel 2018 e un Big See Product Design Award in Slovenia nel 2019, mentre la stampante 3D XFAB ha portato a casa il premio Compasso d'Oro (menzione d'onore ) nel 2018.

Intervistiamo Maurizio Costabeber, CEO e fondatore di DWS Systems, vera e propria leggenda nel mondo del #3Dprinting a livello mondiale. Con lui parliamo di stampa 3D in odontoiatria, e di un prodotto straordinario che l’azienda vicentina è pronta a lanciare nel mondo: la stampante DFAB.

Come è nata l’idea della DFAB?

Il concetto alla base di DFAB nasce una decina di anni fa, a seguito di esperienze pluriennali maturate attraverso l’implementazione di soluzioni specifiche per la stampa 3D per il laboratorio odontotecnico. La prospettiva di impiegare materiali sempre più complessi, unitamente alla necessità di comprimere l’intero flusso di lavoro in meno di mezz’ora, hanno generato le basi per l’ideazione del processo TSLA, alla base dell’intera linea di prodotto. Guardando oltre le esigenze del mercato, abbiamo scelto di rivoluzionare anche l’esperienza utente, conferendo a DFAB l’esclusiva attitudine ad essere utilizzata senza competenze specifiche, rendendola perfetta per l’utilizzo chairside.

Quali sono le difficoltà incontrate nello sviluppo del prodotto?

Lo sviluppo di DFAB è durato 8 anni ed è costato molto in termini di innovazione: basti pensare che le tecnologie incluse in questo processo hanno prodotto ad oggi oltre 120 brevetti e questo dato spiega in maniera inequivocabile il valore innovativo di questo prodotto. Le difficoltà principali che abbiamo incontrato sono state l’eccezionale livello di integrazione fra tecnologie, l’altissima affidabilità richiesta dall’applicazione ed il livello qualitativo del risultato finale, ovvero l’ottenimento del restauro dentale perfetto in meno di 30 minuti.

Quali sono le caratteristiche innovative e tecnologiche che avete inserito nella metodica DFAB?

L’esclusività di DFAB si basa su tre pilastri fondamentali: la stampa ad alta velocità di materiali estremamente viscosi, l’utilizzo di cartucce monouso e la caratterizzazione del restauro durante la fase di stampa. Queste tre caratteristiche, già uniche nel loro genere, sono state integrate in un unico flusso di lavoro: un’innovazione nell’innovazione. Il metodo TSLA evolve la stereolitografia convenzionale, caratterizzata dal materiale in forma liquida e statica, ad un flusso di materiale a ricircolo continuo che scorre su un piano inclinato: l’azione dinamica permette una fase di stampa più veloce e soprattutto l’utilizzo di materiali altamente viscosi, quali compositi e ceramiche. La metodica Photoshade sfrutta l’azione dinamica TSLA per dosare ulteriori pigmenti durante la fase di stampa, permettendo la costruzione dell’oggetto in gradiente di colore.

Come si concilia la metodica DFAB rivolta prevalentemente ai dentisti con quella XFAB rivolta agli odontotecnici?

Le due metodiche sono assolutamente complementari, ancorchè differenti tra loro in termini prestazionali e di applicazione. È infatti frequente assistere all’utilizzo di entrambe le metodiche da parte dello stesso utilizzatore. In generale, la linea XFAB rappresenta la soluzione tipica per l’odontotecnico, con una gamma di oltre 25 materiali specifici e le capacità di produrre manufatti di qualsiasi dimensione. DFAB può essere utilizzata sia dal laboratorio che desidera accedere a una gamma di materiali più sofisticati, magari sfruttando la possibilità di caratterizzare il restauro già in fase di produzione, che dal dentista innovatore che decide di adottare una sistematica integrata in grado di produrre il restauro nell’arco di una sola visita. Per entrambe le realtà, DWS si pone come fornitore in grado di offrire la tecnologia più sofisticata, soddisfacendo le diverse necessità senza compromessi.

Qual è la missione di DWS?

 Da oltre 30 anni, DWS è un’azienda completamente orientata a rivoluzionare i processi di produzione additiva, fornendo soluzioni altamente integrate per la manifattura digitale.

Perché avete scelto la strada di integrazione verticale e di sistema chiuso ad altri?

Il nostro obbiettivo è garantire ai nostri clienti il migliore prodotto possibile con la massima ripetitività e affidabilità. A nostro parere, l’unico modo per realizzare questo obbiettivo è sviluppare l’intero ecosistema in maniera integrata, evitando le variabili introdotte da prodotti di terze parti. Sebbene questa filosofia richieda ingenti investimenti e competenze interdisciplinari di altissimo livello, ci permette di offrire ai nostri clienti livelli qualitativi e prestazionali difficilmente raggiungibili.

Con quali materiali ceramici ottenete i restauri?

Introducendo un materiale certificato per restauri già nel 2013, DWS è stato un pioniere nel settore della stampa 3D dentale. Ad oggi disponiamo di una completa gamma composta da tre materiali restorativi: un materiale a matrice vetro-ceramica di fascia premium per restauri definitivi ad alta traslucenza, un composito ibrido per restauri definitivi e un materiale composito per provvisori a lungo termine.

Che precisione c’è nella metodica DFAB?

DFAB è dotata della più recente tecnologia laser sviluppata da DWS nel corso di oltre trent’anni. La metodologia SLA a scansione vettoriale assicura la più alta precisione e risoluzione del settore. Le comuni stampanti 3D, a causa della tecnologia dei proiettori DLP o LCD e del relativo “effetto pixel”, presentano evidenti limiti nella risoluzione delle forme organiche di cui fanno parte tutte le geometrie restorative. Al contrario, il laser della DFAB stratifica il materiale seguendo traiettorie continue di grande precisione, tracciando contorni perfetti e linee di margine assolutamente pulite ed assenti da tassellatura. La precisione di posizionamento del laser DFAB è nell’ordine di 3 micron negli assi XYZ.

Quando potrete avere materiali come, ad esempio, ceramici con ossido di zirconio?

Il reparto di ricerca e sviluppo DWS lavora già da alcuni anni su materiali avanzati, tra cui zirconia liquida ed altri compositi di nuova generazione. Presentati in alcune manifestazioni fieristiche e convegni specializzati, esempi di restauri in zirconia sinterizzata e scaffolds in idrossiapatite sono stati realizzati con successo attraverso la tecnologia TSLA di DFAB. Oltre alla normale programmazione di sviluppo, stiamo affrontando le relative fasi internazionali di certificazione e a seconda delle differenti normative in questione, prevediamo di rendere disponibili alcuni di questi materiali nell’arco dei prossimi mesi.

Che tipo di manutenzione è necessaria per questa metodica?

La ridotta presenza di parti in movimento e l’innovativo design delle cartucce monouso fanno sì che DFAB sia praticamente esente da manutenzione. Inoltre, l’esperienza trentennale di DWS nella produzione di sorgenti laser per stereolitografia, in condizioni di lavoro normali indica un’aspettativa di utilizzo fino a 10 anni senza sostituzione.

 

Pubblicato su Infodent Dicembre 2021 - Rubrica Dental Tech