L’ODONTOIATRIA DIGITALE va considerata come “Nuova Disciplina” che “integra” e “supporta” il cambiamento in ogni branca dell’ODONTOIATRIA, tenendo saldamente affondate le proprie radici nell’evidenza storica e bibliografica.
A supportare questa innovativa affermazione una casistica clinica realizzata con procedure clinico-tecniche semplificate e ripetibili. La “confermata” predicibilità di successo nelle riabilitazioni a ridotta estensione e considerate di “semplice risoluzione”, si riscontra anche nei casi considerati multidisciplinari, dove la ridotta formula dentaria, le compromissioni parodontali, le esigenze di ripristino gnato-funzionale con alte aspettative estetiche, li rendono di definizione complessa. In questo editoriale, seconda parte delle tematiche su “funzionalizzazione ed estetica”, si farà riferimento ad una casistica risolta con piani di trattamento integrati da procedure digitali semplificate. L’attività sistematica e le competenze di Odontoiatra, Odontotecnico, e Digital Service, attori principali della Terapia, realizzano ed applicano in modo consequenziale le fasi di analisi-valutazione-diagnosi a mezzo prototipo, funzionalizzazione-estetica-validazione a mezzo provvisorio, e replica-ottimizzazione a mezzo manufatto definitivo, in modo da utilizzare al meglio le possibilità della tecnologia digitale come rilievo-comunicazione-replica del “DATO”.
“Mentre scrivo, con la mente rivolta ai diversi impegni da assolvere nei prossimi giorni, tra il comporre le argomentazioni di una lezione al Master Universitario, il revisionare la casistica per “La Conferenza” all’EXPO 2018 Digital, ed il comunicare su quali trattamenti i miei Coautori dovranno argomentare in questo editoriale, sono ancora distratto dalle frequenti “pubblicazioni” di commenti che sui social riempiono i forum rivolti a temi sul “DIGITALE”.
Lo “IOS” (acronimo di Intra Oral Scanner), sembra essere l’argomento più gettonato, insieme alla realizzazione di manufatti protesici metal free con tecnologia CAD/CAM. Richiesta di consigli, funziona, non funziona, quale funziona meglio, lo hai provato, quali risultati, la “corona chiude, calza, e occlusione e punti di contatto?”, il colore corrisponde, e sul modello, lo scanner legge, si, no, forse , ma non in tutti i punti, e sotto gengiva e magari in campo umido?, ho fatto la “prova” ed il dimostratore dice, anzi forse garantisce, ma poi non ho avuto riscontro, non funziona, ma chi dice funziona si accontenta di una precisione “low profile”?, il Cad/Cam ?, non mi fido, non riscontro stessa precisione e corrispondenza. Queste sono solo alcune delle molteplici affermazioni e domande che si possono in modo reiterato leggere quando “IL DIGITALE” viene chiamato in causa in Odontoiatria.
Vorrei solo fare alcune riflessioni: ma chi parla di IOS, o chi sceglie di “provarlo”, si è mai chiesto come funziona, in che lingua comunica, come riceve i dati ed in che modo li trasferisce? Come potrebbe essere utile alla propria routine quotidiana? Ha creato i presupposti per integrare nei propri flussi di lavoro una nuova tecnologia? In parole semplici ha il proprio odontotecnico “allineato” in decisione e competenza a tale cambiamento? Ed ancora chi lo seguirà nella fase di apprendimento, nella gestione di allineamento dei dati, e nel capire e realizzare procedure specifiche? Forse queste riflessioni non sono state fatte prima della “prova consulente”, e nemmeno prima di esprimere pareri sommari. Cominciamo nel dire che le tecnologie di costruzione di manufatti protesici Cad/Cam, sono ormai accreditate da esperienze decennali ed hanno il riscontro di un’ottimale predicibilità di successo dall’evidenza bibliografica odontoiatrica.
Per quanto riguarda lo IOS, consideriamo subito che è uno strumento non invasivo, non fa male, permette un’immediata visione di immagini 3D per il confronto con il paziente, invia dati velocemente a distanza, in modo plurimo e identico, questo solo per iniziare. Certo, perché bisogna iniziare da questo, per gradi, in modo progressivo, per poter capire, progredire e fare, quindi, la “prova” su un caso complesso e magari di implantoprotesi non è poi cosi “indicato” per farsi una corretta opinione di quanto la tecnologia ci potrà essere di supporto.
Per quanto riguarda le polemiche di confronto tra analogico e digitale, potremmo già considerarle argomento superato e sterile, utile solamente a sostenere posizioni di schieramento, più che di reale volontà di confronto culturale. Solo un esempio, qualche chirurgo orale si potrebbe permettere di sostenere che lo strumento piezoelettrico, anche se oggettivamente meno veloce nell’incisione ed asportazione ossea, rispetto ad una “normale” fresa, possa essere considerato NON funzionale, o peggio ancora NON utile? Certo che no, la sua specificità di azione e possibilità tecnologica ha introdotto nuovi parametri di sicurezza chirurgica, permettendo di realizzare interventi con procedure diverse e meno invasive.
L’ODONTOIATRIA DIGITALE ha un grande potenziale, ma non è solo tecnologia, non è solo IOS, è un nuovo contenitore culturale, fatto di nuove competenze, procedure e figure professionali. Ovviamente molto è ancora da sviluppare, ma ci ha già dimostrato validi presupposti su cui porre le basi per studi futuri. All’ennesima domanda di chi le si rivolge con ostentata “Negatività”, ma funziona?, ci aiuta? è già pronta ma non sente, è come un bambino che urla, piange, per farsi notare, possiamo permetterci di non ascoltarlo? Vediamola come un promettente atleta, ancora non strutturato, e quando spiegherà le ali, non tarpiamogliele, permettiamogli di volare, perché sulla terra ci sono tante bellezze, ma la visione dall’alto è tutt’altra cosa”.
