Nel 2026 l’accesso alle cure dentali in Italia resta fortemente condizionato da fattori economici. Il Servizio sanitario nazionale garantisce assistenza universale, ma la copertura odontoiatrica è limitata a prestazioni di base, urgenze e categorie vulnerabili (come minori e soggetti in condizioni di fragilità sociale o sanitaria). Per la maggior parte degli adulti, le cure odontoiatriche vengono erogate in regime privato e sono quindi sostenute direttamente dai pazienti.
Frequenza delle visite e rinunce per motivi economici
Secondo il 37° Rapporto Italia, il 22% della popolazione non si reca mai dal dentista e il 34,5% vi si rivolge solo in caso di necessità o dolore. Solo il 23,7% dichiara di effettuare visite regolari, mentre appena il 13,6% esegue controlli annuali. Il dato più significativo riguarda la barriera economica: il 59,6% degli italiani afferma di non potersi permettere le cure dentali quando necessarie e il 28,2% ha rinunciato a trattamenti nell’ultimo anno per motivi di costo.
Prevenzione, spesa e disuguaglianze
Parallelamente si osservano segnali di maggiore attenzione alla prevenzione: il 74% degli italiani ha effettuato almeno una seduta di igiene orale professionale negli ultimi 12 mesi (in crescita rispetto al 63% del 2024). La spesa media dichiarata per cure odontoiatriche è scesa da circa 550 euro nel 2024 a 430 euro nel 2025. Permangono tuttavia marcate differenze socio-economiche e territoriali: nelle regioni del Sud e nelle Isole l’accesso alle cure è inferiore alla media nazionale e risulta più basso tra chi ha reddito e livello di istruzione ridotti. I dati ISTAT mostrano che solo il 16% delle famiglie ha sostenuto spese odontoiatriche nell’ultimo anno. Tra le famiglie più benestanti la quota sale al 25%, mentre tra quelle economicamente più fragili scende al 9%. Nel 2022 la spesa complessiva per cure dentali è stata stimata in circa 5,65 miliardi di euro, confermando il peso della spesa privata nel settore.
Impatto sugli studi dentistici
La limitata capacità di spesa delle famiglie incide direttamente sull’attività degli studi odontoiatrici privati. La tendenza a rivolgersi al dentista prevalentemente in caso di urgenza riduce la domanda di trattamenti programmati e percorsi di prevenzione, modificando il mix delle prestazioni richieste.
Ne derivano:
- maggiore pressione sui margini economici;
- incremento delle richieste di rateizzazione dei pagamenti;
- crescente attenzione dei pazienti al rapporto costo-prestazione.
In un sistema in cui la maggior parte delle cure odontoiatriche è erogata privatamente, la stabilità economica degli studi è strettamente legata alla capacità di spesa delle famiglie.
Nel 2026 la barriera finanziaria rappresenta ancora un ostacolo significativo all’accesso alle cure dentali in Italia. Le limitazioni della copertura pubblica e le disuguaglianze socio-economiche continuano a influenzare sia i comportamenti dei pazienti sia l’equilibrio economico degli studi dentistici. L’evoluzione del settore dipenderà dall’eventuale ampliamento delle politiche di accesso, dal rafforzamento della prevenzione e dalla capacità del sistema odontoiatrico di adattarsi a una domanda sempre più sensibile ai costi.

