Finanziato dal Ministero dell'Università e della Ricerca italiano e dal programma Next Generation EU, il progetto 3DCer4Dent riunisce le università di Perugia, Torino e Catania insieme al Politecnico di Torino. La sfida: garantire che corone e restauri stampati in 3D rispettino le tolleranze rigorose necessarie per impianti dentali più duraturi e clinicamente sicuri. Ecco Artec Micro II. Con una precisione di 5 micron, lo scanner acquisisce impianti completi in pochi minuti grazie al suo piatto rotante completamente automatizzato.
I ricercatori posizionano semplicemente una corona sulla piattaforma e Micro II restituisce modelli 3D altamente dettagliati, pronti per l'ispezione all'interno di Artec Studio o di qualsiasi altro software standard di settore.
I risultati sono già stati decisivi. I dati ad alta precisione di Micro II hanno permesso al team di Perugia di identificare chiare differenze di accuratezza tra due nuovi materiali ceramici per la stampa 3D dentale. Uno ha prodotto impianti con deviazioni significativamente inferiori. Questo è importante, poiché anche piccoli errori dimensionali nell'interfaccia corona-dente possono provocare infezioni batteriche e il fallimento dell'impianto.
"I dentisti lavorano con resine che subiscono un ritiro significativo. È lì che stiamo cercando di dare un contributo con Micro II" ha dichiarato la Professoressa Associata Elisabetta Zanetti, responsabile del progetto. "La parte davvero critica è l'interfaccia tra la corona e la parte residua del dente".
Dopo aver validato il proprio approccio, il team prevede di testare ulteriori materiali in zirconio e di espandere la ricerca all'analisi di impianti medici in senso più ampio, con Micro II al centro delle proprie attività di ricerca.

