Conoscere la MEO: basi e principi fondamentali
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Volto di donna in primo piano con segni per trattamenti di medicina estetica
Perché non è più possibile non essere informati sulla Medicina Estetica Odontoiatrica.

Autore: Dr. Michele Cassetta


 

Dal 30 maggio 2023, data di entrata in vigore della Legge 34, gli Odontoiatri possono praticare trattamenti di medicina estetica non invasiva e minimamente invasiva al terzo superiore, al terzo medio e al terzo inferiore del volto.

Da circa tre anni, quindi, è cambiato l’approccio all’estetica del volto: non più solo il sorriso, ma tutto ciò che ne rappresenta la cornice. Non mi stancherò mai di ricordare quanto le prestazioni di medicina estetica possano essere utili e indispensabili per migliorare e perfezionare quelle di natura prettamente odontoiatrica. È chiaro che la possibilità di praticare terapie estetiche in prima persona resta sempre una scelta individuale del professionista. Ma l’approvazione di questa Legge impone, per tutti gli Odontoiatri, almeno la conoscenza di tali possibilità, per non avere perdite di reputazione sul piano dell'autorevolezza professionale e conseguenze di natura medico-legale. In poche parole: si può decidere di non praticare la medicina estetica del volto, ma non si può decidere di non conoscerla.

Facciamo un esempio pratico: immaginiamo che una paziente chieda di risolvere o ridurre un gummy smile molto pronunciato. Non conoscendo le possibilità offerte dai trattamenti di natura estetica, le venga proposta come soluzione un determinato trattamento (paradontale/chirurgico/protesico/ortodontico), omettendo l'informazione che potrebbe esserci una soluzione alternativa, con iniezioni di tossina botulinica in modalità Off-Label, oggi consentite. Immaginiamo che la paziente si sottoponga al trattamento, ma scopra più tardi dell'esistenza della soluzione conservativa farmacologica con la tossina botulinica, che non le è stata presentata come alternativa terapeutica, nel momento dell'acquisizione del consenso informato. A mio parere, a tre anni dal passaggio della Legge 34, questa situazione potrebbe rappresentare un problema sia di natura medico-legale che di autorevolezza e coerenza professionale. Non mi stupirei se la paziente restasse delusa dalla capacità di aggiornamento dello Studio al quale da anni ha affidato a cura della sua bocca e del suo sorriso.

Pur lasciando naturalmente libera la scelta di praticare la medicina estetica o di inserirla nello Studio, ogni Odontoiatra deve sentire l’obbligo e il senso di responsabilità di apprendere, almeno approssimativamente, le terapie estetiche oggi possibili e le nuove conoscenze collegate.

 

Conoscenze cliniche

Sono numerosi i trattamenti possibili a livello del volto: peeling, biorivitalizzazioni, bioristrutturazioni, trattamenti con filler di acido ialuronico e altri materiali (ad esempio, idrossiapatite di calcio e acido polilattico), tossina botulinica, fili di trazione, terapie fisiche (ad esempio, ultrasuoni focalizzati, radiofrequenze e laser terapia). I percorsi formativi, per chi desidera acquisire le nuove competenze cliniche, sono diversi: Scuole, Academy, Master Universitari, corsi effettuati da liberi professionisti. L'importante è scegliere con attenzione, privilegiando l'esperienza didattica dei formatori e puntando sui percorsi che offrano una rilevante parte pratica e una valida assistenza nel post formazione, per gestire in sicurezza piani di trattamento più complessi ed eventuali complicanze, guidati da Docenti e Tutor.

 

Conoscenze fiscali

Le prestazioni di medicina estetica del volto vanno fatturate con Iva al 22%. È necessario pertanto conoscere le modalità di fatturazione e le possibili esenzioni in casi particolari. Infatti sta sempre nella valutazione dell'Odontoiatra determinare se un eventuale inestetismo incida sul benessere psicologico del paziente e se il trattamento estetico sia l'unico modo per fargli raggiungere un equilibrio psicofisico, rappresentando così una prestazione sanitaria esente Iva. Dal punto di vista puramente fiscale, comunque, la fatturazione con Iva al 22% potrebbe rappresentare un vantaggio, ai fine del recupero del pro rata. È necessario affrontare il tema con il proprio commercialista, che suggerirà la modalità più corretta di gestione.

 

Conoscenze comunicative

La medicina estetica del volto ci pone di fronte a nuove tipologie di pazienti, che cercano di soddisfare un bisogno estetico e vanno gestiti comprendendo in modo preciso le loro conoscenze e aspettative. È possibile anche incontrare pazienti dismorfofobici, che non saranno mai completamente soddisfatti dei risultati delle nostre terapie e pertanto la capacità di riconoscerli e la necessità di curare l'aspetto relazionale giocano un ruolo fondamentale. Si tratta di acquisire nuove modalità di comunicazione e sapere come presentare i piani di trattamento e i loro risultati, senza suggestionare, ad esempio, con previsualizzazioni di esiti finali, che potrebbero portarci all'obbligatorietà dei risultati e non dei soli mezzi.

Tra le nuove conoscenze comunicative ci sono anche quelle relative alla comunicazione interna, per informare i propri pazienti della possibilità di effettuare nello Studio trattamenti di medicina estetica del volto e di comunicazione esterna, per intercettare nuovi pazienti. Qui il campo può essere particolarmente scivoloso e il consiglio è sempre quello che, attivando strategie di comunicazione digitale su Internet e sui Social, affidarsi ad esperti che conoscano molto bene le leggi che governano la pubblicità sanitaria e i vari articoli del Codice Deontologico collegati. Ricordando che non è possibile una comunicazione esterna che di basi su messaggi suggestivi e sulla gratuità delle prestazioni e che le possibili sanzioni ordinistiche sono comunque in capo all'Odontoiatra e non all'agenzia di marketing di turno che ne ha curato la comunicazione.

 

Conoscenze assicurative

È consigliabile, per chi desideri praticare personalmente la medicina estetica del volto, stipulare una nuova polizza assicurativa idonea o estendere la propria esistente per le prestazioni di natura estetica. In entrambi i casi è importante valutare con attenzione il tipo di polizza e le relative coperture, cercando possibilmente un nomenclatore di prestazioni incluse. Tali polizze sono comunque indispensabili anche qualora si decida di frequentare corsi di formazione pratica.

 

Conoscenze del Team Odontoiatrico

La caratteristica vincente dell'attività odontoiatrica è che si lavora in Team: ASO, Igienisti, consulenti, personale amministrativo fanno parte di un movimento che il paziente deve sentire coeso e aggiornato. Per portare la medicina estetica del volto in uno Studio Odontoiatrico è necessario coinvolgere tutte le figure che quotidianamente vi collaborano. Questo anche per presentarsi coerenti agli occhi dei pazienti che, abituati a vedere coesione ed organizzazione nelle prestazioni odontoiatriche, coglierebbero l'incongruenza di vedere il Team disallineato sulle nuove prestazioni estetiche, che completano e perfezionano quelle odontoiatriche. La formazione ASO è fondamentale e ogni Studio che desideri proporre la medicina estetica del volto, dovrebbe partire dal domandarsi quale sia la strada più efficace per poter creare questo tipo di conoscenza.

 

In conclusione, la Legge 34/2023 sta cambiando la professione odontoiatrica perché consente agli Odontoiatri trattamenti che prima non potevano essere messi in atto. Questo fa sì che non sia più possibile non conoscerne la natura, pur restando naturalmente possibile la scelta di non metterli in pratica personalmente. Tra i pazienti si sta velocemente diffondendo la consapevolezza che lo Studio Odontoiatrico sia in grado di erogare prestazioni di medicina estetica e del volto e sarebbe necessario interrogarsi sull’effetto che avrebbe sul paziente la percezione che lo Studio, al quale lui si affida, non ne conosca neppure le possibilità.

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Autore: Dr. Michele Cassetta
Medico chirurgo, odontoiatra e docente universitario.
Dr. Michele Cassetta
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