Il beneficio rilevato è moderato e non riguarda tutti i parametri parodontali. Profondità di sondaggio, livello di attacco clinico e accumulo di placca sono infatti rimasti sostanzialmente stabili. I risultati suggeriscono quindi un possibile effetto antinfiammatorio, da interpretare come complemento alle normali misure di igiene orale.
Il trial ha coinvolto 134 adulti con una lieve infiammazione gengivale, ma senza segni di parodontite. I partecipanti sono stati suddivisi casualmente in due gruppi e, per sei settimane, hanno assunto due caramelle gommose due volte al giorno. Nel gruppo sperimentale il prodotto conteneva il postbiotico, mentre nel gruppo di controllo veniva somministrato un placebo con la stessa composizione di base.
Durante il periodo di osservazione, le normali abitudini di igiene orale sono rimaste invariate. Non sono state fornite nuove indicazioni sullo spazzolamento e non sono stati eseguiti trattamenti parodontali aggiuntivi, così da valutare l’effetto della formulazione in condizioni vicine alla quotidianità.
Il principale parametro analizzato era il sanguinamento al sondaggio, o BOP. Sono stati inoltre monitorati l’indice gengivale, la profondità di sondaggio, il livello di attacco clinico, il controllo di placca e il volume salivare.
Cosa è emerso dopo sei settimane
Nell’analisi complessiva, il sanguinamento al sondaggio si è ridotto in entrambi i gruppi. La differenza tra postbiotico e placebo, però, non è risultata statisticamente significativa. Il quadro è cambiato dopo l’esclusione dei partecipanti che avevano assunto farmaci antinfiammatori non steroidei durante il trial. Questi medicinali possono attenuare l’infiammazione gengivale e rendere più difficile distinguere l’effetto reale del prodotto.
In questa seconda analisi, condotta su 116 partecipanti, il BOP è sceso dal 17,6% al 12,3% nel gruppo postbiotico. Nel gruppo placebo è passato dal 18,9% al 16,6%, senza una riduzione statisticamente significativa rispetto al valore iniziale.
Anche l’indice gengivale è migliorato. Nel gruppo sperimentale il valore medio è diminuito da 1,3 a 1,1. Gli altri parametri sono rimasti quasi invariati. Profondità di sondaggio, livello di attacco clinico, accumulo di placca e volume salivare hanno mostrato variazioni minime.
Un possibile effetto sull’infiammazione
Secondo gli autori, la riduzione del sanguinamento potrebbe dipendere da un’azione sulla risposta infiammatoria dell’organismo più che da un miglioramento del controllo di placca.Lo studio, però, non ha valutato direttamente il microbiota orale, i livelli di immunoglobulina A o i biomarcatori presenti nel fluido crevicolare. Il meccanismo resta quindi da chiarire.
Anche la forma del prodotto potrebbe avere inciso sui risultati. La masticazione prolunga il contatto con i tessuti orali e stimola la salivazione. Eppure il volume salivare non è risultato significativamente diverso tra i due gruppi.
La risposta sembra migliore con meno placca
Le analisi esplorative hanno mostrato un effetto più evidente nei partecipanti con un indice di placca iniziale inferiore al 60%.
In questo sottogruppo, il sanguinamento al sondaggio è passato dal 15,9% al 10,2% nel gruppo postbiotico. Tra chi presentava livelli di placca più elevati, invece, il beneficio è risultato meno marcato.Il dato è interessante, ma va letto con cautela. Le analisi sui sottogruppi sono state effettuate dopo la raccolta dei dati e non erano l’obiettivo principale dello studio. Il prodotto, inoltre, non ha ridotto in modo sostanziale la placca. Non può quindi sostituire lo spazzolamento, l’igiene interdentale o i richiami professionali.
Un beneficio presente, ma moderato
La riduzione del BOP nel gruppo sperimentale è pari a circa il 30% in termini relativi. La differenza assoluta supera di poco i cinque punti percentuali.
Non è un risultato trascurabile, ma neppure sufficiente per dimostrare un beneficio parodontale a lungo termine. Gli stessi ricercatori descrivono l’effetto come modesto e potenzialmente limitato sul piano clinico immediato.
Lo studio non dimostra che le caramelle gommose prevengano la parodontite. Non chiarisce neppure se il beneficio si mantenga oltre le sei settimane. Durante il periodo di osservazione non sono emerse differenze significative negli eventi avversi tra il gruppo postbiotico e quello placebo.
Restano però diversi limiti. Il risultato principale è diventato significativo solo dopo l’esclusione dei partecipanti che avevano assunto antinfiammatori. La popolazione studiata era composta esclusivamente da adulti giapponesi e alcune variabili, tra cui dieta, capacità masticatoria e rischio di carie, non sono state valutate.

