INFODENT_8-9_2026

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Chronoaging e Photoaging in MEO
Donna con segni e rughe sul viso
Il Dott. Prof. Michele Cassetta illustra l'importanza di conoscere le cause dell'invecchiamento cutaneo del volto.

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Nel corso di una prima visita in medicina estetica odontoiatrica è necessario valutare la qualità della pelle del volto. Per gli Odontoiatri questa è sicuramente una nuova frontiera che richiede competenze e conoscenze nuove.

 

La pelle

Dopo la muscolatura scheletrica, la cute è uno dei maggiori organi per estensione e peso (circa il 15% del peso corporeo) e nel corpo umano ha una superficie compresa tra 1,5 e 2 m2 circa, con un peso di circa 10 kg. Tra le proprietà della pelle vi sono l'autoriparazione (si rigenera in seguito ad una lesione) e l'estensibilità (si adatta perfettamente alle variazioni della dimensione corporea che subentrano nel corso della vita). La pelle ha diverse funzioni importanti che includono: sensorialità, termoregolazione, assorbimento, protezione, escrezione, secrezione, produzione (vitamina D)

La pelle si compone di 3 strati:

  • Epidermide
  • Derma
  • Ipoderma

 

Epidermide

È lo strato più esterno, composto a sua volta da più strati, dall'alto verso il basso: Strato Corneo, Strato Lucido (trovato solo nei palmi delle mani e nelle piante dei piedi), Strato Granuloso, Strato Spinoso, Strato Basale. I cheratinociti compongono oltre il 90% dell'epidermide e producono la cheratina che costituisce lo strato corneo della nostra pelle. Questo strato è importante perché mantiene l'acqua o l'umidità e blocca le sostanze nocive. Dallo strato basale si formano nuove cellule, che si spostano gradualmente verso lo strato corneo. Nello strato basale dell'epidermide e nei follicoli piliferi si trovano i melanociti che producono melanina, la molecola che dà il nostro pigmento cutaneo.

 

Derma

Il derma rappresenta lo strato intermedio della pelle, l'area spesso trattata nel corso dei nei trattamenti slow-aging perché si trovano fibroblasti e collagene. Il derma è separato in due strati: il papillare, disposto superiormente, e il reticolare, inferiormente. Mentre lo spessore epidermico rimane costante per tutta la vita, lo spessore del derma varia con l'età. La cellula dominante nel derma è il fibroblasto, che è abbondante nel derma papillare. I fibroblasti sintetizzano la maggior parte dei componenti della matrice extracellulare dermica (ECM), che include proteine strutturali come collagene ed elastina, glicosaminoglicani come l'acido ialuronico. Lo strato reticolare si trova sotto lo strato papillare ed è costituito da una fitta rete di fibre di collagene disposte in strati e tra le quali ci sono molte fibre elastiche. Questa disposizione permette alla pelle di allungarsi ma tornare alla sua forma originale, quando le forze di stretching vengono rimosse.

 

Ipoderma

Sotto il derma e l'epidermide si trova lo strato più profondo della pelle, l'ipoderma, noto anche come strato di grasso sottocutaneo, che collega il derma agli organi sottostanti. 
Lo strato sottocutaneo è composto principalmente da tessuto connettivo fibroso e da cellule adipose intrecciate con vasi sanguigni. Le sue funzioni includono l'isolamento, la conservazione dei lipidi, l'ammortizzazione del corpo e la regolazione della temperatura.

 

Chronoaging e Photoaging

La pelle del volto è spesso il primo indicatore dell'età e della salute generale. Due fenomeni principali che influenzano l'invecchiamento cutaneo sono il chronoaging e il photoaging. Sebbene entrambi contribuiscano all'aspetto invecchiato della pelle, sono due aspetti distinti, ciascuno con le proprie cause e manifestazioni. 
Con una corretta comprensione e un approccio mirato alla cura della pelle, è possibile mitigare gli effetti di entrambi i processi, mantenendo la pelle del viso sana e giovane più a lungo.

 

Chronoaging

Rappresenta il processo naturale di invecchiamento della pelle legato al passare del tempo, influenzato da fattori genetici e biologici e porta a una serie di cambiamenti fisiologici nella pelle, uguale in tutte le sedi del corpo:

  • Riduzione della produzione di collagene ed elastina: con l'età, la pelle produce meno collagene, una proteina che fornisce struttura e supporto, e elastina, che conferisce elasticità.
  • Perdita di idratazione: la capacità della pelle di trattenere l'umidità diminuisce, portando a secchezza e a una texture ruvida.
  • Comparsa di rughe e linee sottili: l'invecchiamento porta alla formazione di rughe, in particolare nelle aree più esposte ai movimenti facciali.
  • Alterazioni nella pigmentazione: la pelle può sviluppare macchie senili o discromie a causa della distribuzione irregolare della melanina.

 

Photoaging

Rappresenta il risultato dell'esposizione ai raggi ultravioletti del sole e ad altre fonti di luce. Questo tipo di invecchiamento può manifestarsi in modi diversi:

  • Danneggiamento del DNA: i raggi UV possono danneggiare le cellule della pelle a livello genetico, accelerando il processo di invecchiamento.
  • Iperpigmentazione: l'esposizione al sole può causare la formazione di macchie scure e lentiggini, note come cheratosi attinica.
  • Rughe profonde e rilassamento cutaneo: il photoaging è associato a un aumento delle rughe profonde e a una perdita di elasticità più marcata rispetto al chronoaging.
  • Texture irregolare: la pelle può apparire ruvida e irregolare a causa della formazione di cheratosi e altri inestetismi.

A questi due fenomeni si aggiungono i segni determinati dagli stili di vita e dall'ambiente, che hanno un forte effetto negativo sull'invecchiamento cutaneo del volto: fumo, abuso di alcool, inquinamento, scarsa attività fisica, cattiva alimentazione, mancanza di sonno.

Tra le strategie che possono essere messe in atto per ottenere uno slow-aging, vi sono:

  • Protezione solare: l'uso quotidiano di una crema solare con un adeguato fattore di protezione (SPF) è essenziale per prevenire il photoaging.
  • Idratazione: prodotti idratanti e sieri contenenti acido ialuronico possono aiutare a contrastare la perdita di idratazione associata al chronoaging.
  • Trattamenti professionali: peeling chimici, terapie di superficie, iniettivi a base di biorivitalizzanti e bioristrutturanti.

 

Le rughe

Una classica manifestazione dell'invecchiamento del volto sono le rughe: pieghe sulla superficie della pelle, che consistono in un cedimento delle strutture cutanee. Esistono vari tipi di rughe, in funzione delle cause che le hanno determinate e della loro localizzazione a livello del volto.

  • Rughe d’espressione: sono, in genere, le prime ad apparire sul volto, a partire dai trenta anni circa, e si devono alla ripetuta azione di tensione e rilassamento dei muscoli mimici. Tra le più note vi sono le cosiddette “zampe di gallina”, le rughe del contorno occhi, ma spesso sono marcate anche le rughe d’espressione della fronte o peribuccali.
  • Rughe gravitazionali: nascono dalla forza di gravità e dal fatto che gli strati più interni della pelle presentano uno strato adiposo, unitamente alle modificazioni nella struttura ossea dovute alla vecchiaia, fa sì che si manifestino queste rughe.
  • Rughe attiniche: dipendono dall’esposizione ai raggi solari o, più precisamente, alle radiazioni ultraviolette, quindi anche quelle delle lampade solari. È quel tipo di ruga che si manifesta con piccoli solchi e linee;
  • Rughe o grinze da sonno: si manifestano in conseguenza dell’assunzione prolungata di una certa postura notturna, che provoca l’insorgere di rughe su diverse aree del volto, dalle guance alla fronte. Inizialmente tendono a scomparire presto, ma col passare del tempo, mentre la cute perde di elasticità, diventano progressivamente permanenti.
  • Rughe frontali: sono le classiche rughe d’espressione orizzontali della fronte.
  • Rughe glabellari: anch’esse sono rughe d’espressione, e si formano nella zona sopra il naso, in mezzo alle sopracciglia.
  • Rughe perioculari: si trovano nella zona del contorno occhi, e costituiscono le “zampe di gallina”, così chiamate per la loro forma caratteristica.
  • Rughe (pieghe)  nasogeniene: si generano a partire dal naso, o più precisamente dalle narici, e arrivano all’angolo del labbro, o rima labiale, in maniera obliqua;
  • Rughe perilabiali: si trovano agli angoli delle labbra, e sono anch’esse tipiche rughe d’espressione e comprendo il “codice a barre”, le rughe verticali del labbro superiore.
  • Rughe (pieghe) labiomentali: partono dal labbro inferiore e arrivano fino al mento.

La conoscenza dei meccanismi di invecchiamento cutaneo del volto consente di sviluppare strategie di slow-aging e di mantenimento, personalizzate sul singolo paziente, in base alle sue aspettative e ai livelli di compliance.

 


 

Dott. Prof. Michele Cassetta

Medico Chirurgo, Odontoiatra, Docente Universitario 
 

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