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Concordato Preventivo Biennale 2026-2027
illustrazione di stretta di mano con documento sullo sfondo e calendario
Conviene davvero allo studio dentistico? Vantaggi, limiti e aspetti da valutare prima di aderire.

Negli ultimi mesi il Concordato Preventivo Biennale (CPB) è tornato al centro del dibattito tra commercialisti e professionisti. Per gli studi odontoiatrici la domanda è sempre la stessa: aderire è davvero conveniente oppure è preferibile mantenere il regime ordinario?

La risposta non può essere univoca. Il CPB non è una misura "buona" o "cattiva" in assoluto, ma uno strumento di pianificazione fiscale che deve essere valutato sulla base delle caratteristiche economiche dello studio, delle prospettive di crescita e della prevedibilità dei risultati nei due anni successivi.Con il rinnovo del biennio 2026-2027 e i chiarimenti contenuti nella Circolare n. 4/E del 6 luglio 2026, il quadro operativo è diventato più definito, rendendo ancora più importante un'analisi preventiva insieme al proprio consulente fiscale.

 

Che cos'è il Concordato Preventivo Biennale

Introdotto dal D.Lgs. n. 13/2024, il Concordato Preventivo Biennale è uno strumento volto a favorire l'adempimento spontaneo degli obblighi tributari. In pratica, l'Agenzia delle Entrate propone al contribuente un reddito imponibile sul quale determinare le imposte per i due periodi d'imposta successivi. Il professionista può decidere se accettare o meno la proposta, ma non può modificarla. L'obiettivo è offrire maggiore certezza fiscale, riducendo il contenzioso e incentivando un rapporto più collaborativo tra contribuente e Amministrazione finanziaria.

 

Perché interessa anche gli studi odontoiatrici

Lo studio dentistico moderno è una realtà imprenditoriale complessa. Oltre all'attività clinica, il titolare deve gestire personale, investimenti tecnologici, costi di laboratorio, acquisti di materiali e programmazione finanziaria. In questo contesto conoscere in anticipo il reddito sul quale saranno calcolate le imposte può rappresentare un elemento di stabilità, soprattutto per gli studi che presentano un andamento economico regolare e facilmente prevedibile. La situazione cambia, invece, quando lo studio si trova in una fase di forte sviluppo, sta aprendo una nuova sede, investe in tecnologie costose oppure prevede variazioni significative dei ricavi. In questi casi il CPB richiede valutazioni più approfondite.

 

Quando il Concordato può rappresentare un'opportunità

Per molti studi odontoiatrici il principale vantaggio del CPB non consiste tanto nel possibile risparmio d'imposta, quanto nella prevedibilità del carico fiscale. Sapere in anticipo quale sarà la base imponibile consente di pianificare con maggiore precisione investimenti, distribuzione degli utili, acquisti di attrezzature e gestione della liquidità. Il Concordato può risultare particolarmente interessante per gli studi che registrano ricavi stabili, hanno un'organizzazione consolidata e non prevedono cambiamenti sostanziali nel volume di attività durante il biennio. A questo si aggiungono le tutele previste dalla disciplina, che limitano alcune tipologie di accertamento durante il periodo di efficacia del concordato, rafforzando il principio della collaborazione tra contribuente e Fisco.

 

Quando è opportuno essere più prudenti

Esistono però situazioni nelle quali aderire potrebbe non rappresentare la scelta migliore. Uno studio che sta ampliando il proprio organico, investendo in nuove tecnologie o aprendo una seconda struttura potrebbe registrare variazioni significative della redditività rispetto alle previsioni iniziali. Anche eventi straordinari, come acquisizioni di studi, cambiamenti nell'attività professionale o importanti investimenti organizzativi, possono modificare gli equilibri economici e rendere meno conveniente un reddito definito in anticipo. Per questo motivo la convenienza del Concordato non può essere valutata esclusivamente sul piano fiscale, ma deve essere inserita in una più ampia analisi economica e gestionale.

 

Le novità per il biennio 2026-2027

Il nuovo ciclo del Concordato presenta alcune modifiche operative rispetto alla prima applicazione dell'istituto. Tra le principali novità vi sono gli aggiornamenti della metodologia utilizzata per elaborare la proposta, l'approvazione del nuovo modello CPB e il differimento del termine di adesione al 31 ottobre 2026, disposto dal Decreto-Legge n. 38/2026. Si tratta di un'estensione che offre ai professionisti più tempo per confrontarsi con il proprio commercialista e valutare con attenzione la proposta ricevuta.

 

Una scelta che richiede una valutazione personalizzata

La domanda "conviene aderire?" non ha una risposta valida per tutti. Per alcuni studi odontoiatrici il Concordato Preventivo Biennale può rappresentare uno strumento efficace di pianificazione fiscale e finanziaria. Per altri, soprattutto se caratterizzati da una forte variabilità dei ricavi o da importanti progetti di crescita, potrebbe risultare meno vantaggioso. Ciò che emerge con chiarezza dalle recenti indicazioni dell'Agenzia delle Entrate è che il CPB non dovrebbe essere considerato un semplice adempimento burocratico. È una decisione strategica che coinvolge la fiscalità dello studio per due anni e che merita un'analisi approfondita, basata su dati economici attendibili, sul punteggio ISA e sulle prospettive di sviluppo dell'attività. Per il titolare di uno studio dentistico, il confronto con il consulente fiscale resta quindi il passaggio decisivo per comprendere se la proposta formulata dall'Amministrazione finanziaria rappresenti un'opportunità concreta oppure sia preferibile proseguire con il regime ordinario.

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