Tra i nodi centrali emergono il mancato inserimento degli odontotecnici tra le professioni sanitarie, le nuove regole organizzative per gli studi, la nascita della specializzazione forense e la regolamentazione della medicina estetica. Per tutti i professionisti della salute orale si prospetta una stagione di riforme chiave per la sicurezza delle cure.
Odontotecnici e professione sanitaria: i motivi del no in Commissione
La discussione parlamentare ha visto la bocciatura dell'emendamento che proponeva il riconoscimento dell'odontotecnico come professione sanitaria. L'Onorevole Marta Schifone, relatrice del provvedimento, ha spiegato che il rifiuto si basa sul parere contrario del Ministero della Salute e sui rigidi vincoli normativi imposti dall'Europa, che vietano l'ampliamento ad ulteriori ordini professionali sanitari. Resta fermo l'obiettivo di attualizzare il Decreto regio del 1928 per modernizzare la categoria, ma mantenendo i perimetri e le competenze cliniche nettamente distinti da quelli degli odontoiatri.
Sulla questione è intervenuto anche il Presidente nazionale ANDI, Corrado Bondi. Secondo l'associazione, l'aggiornamento formativo degli odontotecnici deve allinearsi ai decreti attuativi della legge 132/2025 in materia di Intelligenza Artificiale, tutelando la sfera civile e penale per i sistemi ad alto rischio. Le nuove competenze digitali non devono però intaccare la responsabilità esclusiva dell'odontoiatra. Il dentista rimane l'unico profilo abilitato alla progettazione clinica e alla prescrizione dei dispositivi medici su misura, escludendo ogni sovrapposizione tra mansioni tecniche e cliniche.
Direzione sanitaria e gestione del rischio clinico negli studi odontoiatrici
Il Ddl 2700 interviene in modo stringente anche sui modelli organizzativi delle strutture odontoiatriche per contrastare l'abusivismo professionale. Il testo conferma l'obbligo di affidare la direzione sanitaria esclusivamente a un odontoiatra iscritto all'Albo. Questa misura intende promuovere una collaborazione multidisciplinare interna che migliori la gestione del rischio clinico e innalzi gli standard di sicurezza per il paziente. La responsabilità professionale viene rivista organicamente con l'introduzione di nuovi adempimenti legati alle coperture assicurative e all'applicazione di specifici protocolli operativi.
Odontoiatria forense e registri per la medicina estetica del viso
Tra le novità di maggiore rilievo clinico e legale spicca l'istituzione della formazione specialistica in odontoiatria forense. Questa figura permetterà di qualificare periti e consulenti tecnici d'ufficio (CTU) specificamente competenti nella valutazione del danno e nella gestione del contenzioso legato alla responsabilità professionale del dentista. Il provvedimento introduce inoltre registri dedicati presso gli Ordini dei Medici e degli Odontoiatri, in linea con il DL 34/2023, per mappare i professionisti abilitati ai trattamenti di medicina estetica del distretto oro-facciale, garantendo percorsi formativi idonei e sicuri.
Infine, un ulteriore emendamento specifica che la delega governativa comprenderà il riordino complessivo degli ordini delle professioni sanitarie. Questo intervento mirerà ad adottare i necessari correttivi relativi alle competenze e alle scadenze dei mandati degli organi ordinari e straordinari. L'azione di rappresentanza dei professionisti resta vigile e attiva sui lavori della Commissione, in attesa che il testo affronti la definitiva discussione e il voto dell'Aula parlamentare per comprenderne le reali ricadute.

