Tre giornate, oltre 20 relatori e un programma costruito attorno a un tema sempre più centrale nella pratica clinica: l’estetica del sorriso come risultato di competenze diverse, non come prestazione isolata. È questa l’impostazione del XVI Congresso nazionale IAED, in programma dal 22 al 24 ottobre 2026 all’Acquario di Genova.
Il calendario mette insieme odontoiatria restaurativa, ortodonzia, protesi, chirurgia, implantologia e tecnologie digitali. Una scelta coerente con l’evoluzione della domanda clinica. Il paziente chiede un sorriso armonico, ma il risultato dipende dalla capacità di integrare diagnosi, funzione, biologia e pianificazione. Il rischio, altrimenti, è ridurre l’estetica a una sequenza di procedure tecniche scollegate.
Il congresso si aprirà giovedì 22 ottobre con tre corsi precongressuali, programmati dalle 14 alle 18 presso l’NH Marina Hotel. Pier Carlo Frabboni, per Straumann, affronterà la documentazione e la preparazione dei casi di estetica; Stefano Gelli e Fabio Ferri, per New Ancorvis, parleranno di digitale su impianti, sviluppo di strategie e applicazioni cliniche; Valeria Maccanti, per Dental Trey, si concentrerà invece sull’estetica periorale del viso e del sorriso.
Già questa prima giornata chiarisce il taglio dell’evento. La fotografia clinica e la raccolta dei dati, la gestione digitale dei casi implantari e il rapporto tra sorriso e tessuti periorali vengono trattati come parti dello stesso processo decisionale. È un’impostazione utile, perché la qualità del risultato estetico dipende spesso più dalla pianificazione che dalla singola tecnica esecutiva.
Interdisciplinarietà e nuove tecnologie
Venerdì 23 ottobre il programma scientifico entrerà nel vivo con la lectio magistralis di Luigi Galasso, dopo i saluti delle autorità. La prima sessione sarà dedicata ai restauri ad alto valore estetico e al dialogo tra approccio analogico e digitale, con Antonio Cerruti e un panel composto da Franco Brenna, Henry Salama, Andrea Franzò e Tomaso Conci.
A seguire, Giovanna Maino e Mattia Fontana affronteranno il rapporto tra ortodonzia e interdisciplinarietà, con Roberto Perasso alla moderazione e Luca Barlone e Daniele Celli nel discussion panel. Il tema è particolarmente attuale: nei casi estetici complessi, l’ortodonzia può ridurre l’invasività restaurativa e creare condizioni più favorevoli per la fase protesica, ma richiede tempi, coordinamento e una comunicazione chiara con il paziente.
Ramon Gomez Meda interverrà sull’estetica nei casi interdisciplinari, mentre Alessandro Pozzi presenterà le nuove tecnologie chirurgiche e protesiche. La mattinata si chiuderà con una tavola rotonda, formula che il programma ripropone in diversi momenti per favorire il confronto tra relatori.
Nel pomeriggio di venerdì l’attenzione si sposterà sulle protesi e sulla progettazione digitale. Marco Degidi ed Eriberto Bressan discuteranno il rapporto tra protesi e tessuti molli, con Luca Solimei moderatore e Ioana Datcu e Stefano Gelli nel panel.
Pier Carlo Frabboni tornerà poi sul tema della progettazione digitale del sorriso. Il digital smile design è ormai entrato nella comunicazione con il paziente e nella pianificazione interdisciplinare, ma resta uno strumento, non una garanzia automatica di qualità. La simulazione deve essere sostenuta da diagnosi, fattibilità biologica e controllo delle aspettative, soprattutto quando il progetto digitale viene utilizzato anche come leva commerciale.
Filippo Tomarelli chiuderà la parte scientifica della giornata con una relazione sull’impatto delle riabilitazioni implantari degli incisivi superiori sul sorriso del paziente. Il tema concentra alcune delle maggiori difficoltà dell’implantologia estetica: posizione tridimensionale, gestione dei tessuti, profilo di emergenza e stabilità nel tempo. Tommaso Mascetti e Vincenzo Musella parteciperanno alla discussione.
Ceramica, atrofie ossee e tessuti molli
Sabato 24 ottobre il congresso riprenderà con una sessione sull’estetica in ceramica, affidata a Davide Bertazzo e Renato Alcidi, con Roberto Della Neve moderatore e Daniele Rondoni e Davide Dainese nel panel.
Pietro Ferraris e Giovanni Nicoli affronteranno poi la gestione del sorriso nei pazienti con gravi atrofie ossee. È un ambito nel quale la ricerca del risultato estetico deve confrontarsi con limiti anatomici, complessità chirurgica e sostenibilità biologica. La presenza di un discussion panel con Federico Rivara e Fabio Currarino potrà offrire spazio a un confronto sulle indicazioni e sui confini terapeutici.
La sessione conclusiva sarà dedicata alle ricostruzioni dei tessuti duri e molli supportate da tecniche digitali, con Chicco D’Amato e Marco Redemagni. Leonardo Dassatti, Eugenio Longo e Paolo Gambino parteciperanno al confronto finale, prima della tavola rotonda e della chiusura del congresso, prevista alle 13:30.
L’estetica misurata sulla clinica
Il programma IAED evita di confinare l’estetica dentale alla sola odontoiatria cosmetica. I temi scelti mostrano quanto il sorriso dipenda dall’interazione tra discipline, dalla qualità dei tessuti, dalla posizione degli elementi dentari e dalla capacità di prevedere il comportamento clinico nel tempo.
Per i professionisti, il valore dell’incontro sarà soprattutto nella possibilità di confrontare protocolli differenti e valutarne indicazioni, limiti e trasferibilità nella pratica quotidiana. La tecnologia occupa uno spazio rilevante, ma il messaggio più utile resta un altro: il digitale migliora il progetto quando è guidato da una diagnosi solida. Non può sostituirla.

