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GenAI e odontoiatria: l'esperienza UniPa
Studentessa e docente dell'UniPa
L'AI entra nella formazione odontoiatrica per sviluppare diagnosi differenziale e autonomia professionale.

L'intelligenza artificiale generativa entra nella formazione odontoiatrica universitaria. All'Università degli Studi di Palermo (UniPa), nell'ambito delle attività coordinate dalla professoressa Giuseppina Campisi, sono state sviluppate chatbot dedicate alla Patologia Orale con l'obiettivo di supportare gli studenti nello sviluppo del ragionamento clinico e della diagnosi differenziale. Come riportato da IlSicilia.it, questi strumenti non sostituiscono il docente, ma affiancano la didattica tradizionale, consentendo agli studenti di approfondire i contenuti dei corsi attraverso un'interazione dinamica e personalizzata. Le chatbot utilizzano infatti gli stessi materiali didattici e riferimenti bibliografici adottati nei percorsi formativi universitari, garantendo coerenza con il programma accademico.

Uno degli aspetti più innovativi del progetto riguarda l'allenamento alla diagnosi differenziale. Gli studenti vengono guidati nell'analisi di segni e sintomi, nella formulazione di ipotesi diagnostiche e nella correlazione tra anamnesi, fattori di rischio ed evidenze cliniche. In alcuni casi il percorso parte dalla semplice descrizione di una lesione orale, senza il supporto immediato di immagini, favorendo così l'uso corretto della terminologia medica e lo sviluppo delle capacità di osservazione. L'applicazione della GenAI risulta particolarmente interessante nell'ambito della medicina orale e della diagnosi precoce delle patologie del cavo orale, comprese le lesioni potenzialmente maligne e il carcinoma orale. Attraverso casi simulati, gli studenti possono esercitarsi in un contesto sicuro, migliorando progressivamente le proprie competenze decisionali.

 

I vantaggi percepiti dagli studenti

Secondo quanto emerso dall'esperienza dell'Università di Palermo, gli studenti apprezzano particolarmente la possibilità di accedere ai contenuti specialistici in qualsiasi momento e di approfondire gli argomenti affrontati durante il corso con modalità più interattive rispetto ai tradizionali strumenti di studio. La disponibilità di un supporto conversazionale basato su fonti validate consente di affrontare patologie complesse con maggiore gradualità, favorendo la comprensione delle relazioni tra aspetti clinici, biologici e diagnostici. Il confronto continuo con scenari simulati contribuisce inoltre a rafforzare la capacità di ragionamento e la sicurezza nell'interpretazione dei casi clinici.

L'esperienza di UniPa conferma come l'intelligenza artificiale possa diventare un valido supporto per la formazione odontoiatrica, contribuendo a rafforzare pensiero critico, autonomia professionale e capacità diagnostiche. Una tecnologia che, se utilizzata in modo appropriato, può arricchire il percorso educativo senza sostituire il ruolo centrale del docente e dell'esperienza clinica.

Photo Credit: ilsicilia.it

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