L'inclusione può interessare contemporaneamente più elementi all'interno del cavo orale, sebbene la letteratura e la pratica clinica delineino una precisa gerarchia di frequenza. L'elemento con la maggiore probabilità di manifestare un deficit eruttivo è il terzo molare inferiore, seguito in ordine decrescente dal terzo molare superiore, dal canino superiore, dal premolare inferiore, dal premolare superiore, dal canino inferiore, per poi terminare con l'incisivo centrale superiore e l'incisivo laterale superiore.
I fattori causali alla base dei deficit di eruzione si dividono in locali e generali. Le cause locali agiscono come ostacoli fisici diretti sul tragitto dell'elemento. Al contrario, le cause generali sono riconducibili principalmente ad alterazioni di natura endocrino-ormonale, tra cui si annoverano l'ipotiroidismo, l'ipoparatiroidismo e l'ipopituitarismo.
L'intervento di avulsione trova indicazione nei casi in cui l'elemento in disodontiasi sia associato a un quadro patologico conclamato. Al contrario, qualora il dente incluso risulti completamente asintomatico e privo di alterazioni collaterali, l'approccio chirurgico è sconsigliato, poiché i potenziali danni derivanti dal trauma operatorio potrebbero superare i benefici attesi.
Il secondo molare (settimo elemento) soffre frequentemente la vicinanza di un terzo molare incluso, specialmente se quest'ultimo si trova in una condizione di seminclusione o di inclinazione mesio-angolata. Il settimo può andare incontro a gravi problematiche parodontali oppure subire un riassorbimento radicolare esterno, evento che si verifica con maggiore frequenza a carico della sua radice distale quando questa si trova a diretto contatto con la corona dell'ottavo. Questo riassorbimento, spesso silente nelle prime fasi, rappresenta un criterio di urgenza clinica: l'espansione del sacco follicolare o la pressione meccanica diretta esercitata dalla corona del terzo molare sulla superficie radicolare del settimo può compromettere irreversibilmente la vitalità di quest'ultimo. In presenza di un'inclinazione mesio-angolata, inoltre, si crea un recesso anatomico profondo che sfugge alle comuni manovre di igiene orale, favorendo la migrazione apicale del parodonto marginale del secondo molare e la formazione di tasche ossee distali difficilmente trattabili senza la preventiva rimozione dell'elemento incluso.
A queste complicanze tissutali si aggiunge il rischio di lesioni cistiche da ritenzione, come le cisti dentigere, che originano dall'epitelio ridotto dello smalto che circonda la corona del dente incluso. L'espansione radiografica di queste aree osteolitiche, anche in totale assenza di sintomatologia dolorosa da parte del paziente, impone l'avulsione chirurgica dell'elemento associata alla contestuale enucleazione della lesione e al successivo esame istopatologico, per scongiurare il riassorbimento delle corticali ossee e il coinvolgimento delle strutture nobili adiacenti.

