INFODENT_8-9_2026

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Gestione delle lesioni parodontali avanzate: sinergia tra debridement sottogengivale e terapia bioattiva
debridement sottogengivale
Nel trattamento della parodontite avanzata, la possibilità di mantenere elementi dentari con prognosi inizialmente sfavorevole rappresenta una delle sfide più stimolanti per il clinico.

L’evoluzione delle tecniche chirurgiche e dei biomateriali ha progressivamente spostato l’obiettivo terapeutico dalla semplice stabilizzazione della malattia alla rigenerazione dei tessuti di supporto. In questo contesto, l'approccio rigenerativo conservativo non chirurgico offre nuove prospettive cliniche per il recupero di elementi fortemente compromessi.

Un recente caso clinico ha preso in esame una paziente di 60 anni, fumatrice e in buone condizioni sistemiche, presentatasi all'osservazione con sanguinamento gengivale e mobilità dentale localizzata in sede dell'elemento due punto due. La valutazione iniziale ha evidenziato parametri clinici severi, caratterizzati da una profondità di sondaggio di otto millimetri, una perdita di attacco clinico di circa nove millimetri, la presenza di sanguinamento al sondaggio e una mobilità dentale di grado secondo. L’esame radiografico contestuale ha confermato il quadro clinico, evidenziando un difetto intraosseo profondo con una spiccata componente verticale.

Il percorso terapeutico è iniziato con la classica fase causale, durante la quale la paziente è stata sottoposta a istruzioni di igiene orale personalizzate, seguite da sedute di scaling e root planing. Alla successiva rivalutazione si osservava una soddisfacente riduzione dell’infiammazione locale, che tuttavia coesisteva con la persistenza della tasca profonda. Di fronte a questo scenario, si è scelto di optare per un approccio rigenerativo conservativo non chirurgico, procedendo al trattamento del difetto mediante l'applicazione di Ubigel Inperio, utilizzato come scaffold tridimensionale per supportare la rigenerazione tissutale. Il protocollo operativo ha previsto due sedute a distanza di una settimana, della durata di circa un’ora ciascuna, durante le quali il biomateriale è stato applicato all’interno del difetto intraosseo al termine della strumentazione parodontale. Questo specifico prodotto può essere applicato fino a tre volte, a intervalli settimanali, in relazione alla profondità della tasca e alla risposta clinica attesa.

La paziente è stata successivamente rivalutata a un mese e a tre mesi dal trattamento. L’applicazione del biomateriale ha consentito di favorire la colonizzazione cellulare e di creare un ambiente favorevole ai processi rigenerativi, e i risultati preliminari ottenuti hanno permesso di posticipare un eventuale approccio chirurgico. Al follow-up a tre mesi si osservava un netto miglioramento clinico dei tessuti molli, una drastica riduzione della profondità di sondaggio, che si è attestata a quattro millimetri, e la totale assenza di sanguinamento. Per consolidare il successo terapeutico, è stato inoltre impostato un rigoroso programma di mantenimento parodontale che prevede richiami di igiene professionale ogni tre mesi nel primo anno e ogni quattro mesi negli anni successivi, in caso di stabilità clinica.

Il caso presentato evidenzia come la prognosi di un elemento dentario parodontalmente compromesso debba essere considerata dinamica e potenzialmente modificabile attraverso interventi terapeutici mirati.

La terapia causale, supportata da una buona compliance del paziente, consente una significativa riduzione della carica batterica e dell’infiammazione, mentre l’integrazione con Ubigel Inperio contribuisce alla protezione del sito trattato e alla creazione di condizioni favorevoli alla rigenerazione tissutale. Dal punto di vista delle caratteristiche cliniche, questo biomateriale offre una matrice tridimensionale, un’elevata biocompatibilità e una notevole capacità di adattamento al difetto. Le sue indicazioni principali includono i difetti intraossei contenitivi, la chirurgia rigenerativa parodontale e le situazioni in cui è richiesta stabilità del sito, mostrando rilevanti vantaggi pratici quali la facilità di applicazione, una buona gestione del difetto e il supporto ai processi di guarigione.

In conclusione, il recupero di elementi dentari con prognosi inizialmente sfavorevole è oggi una possibilità concreta nell’ambito della parodontologia non chirurgica avanzata. L’associazione tra la terapia causale intensiva e l’utilizzo di Ubigel Inperio rappresenta un’opzione terapeutica efficace nel migliorare gli outcome clinici e nel preservare i denti naturali. Rimane tuttavia fondamentale sottolineare che il successo a lungo termine è strettamente correlato all’adozione di protocolli personalizzati e basati sull’evidenza, a un attento follow-up, al mantenimento parodontale e al controllo dei fattori di rischio, in particolare il fumo.

Immagine generata con IA al solo scopo illustrativo.

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