Gli ultrasuoni focalizzati ad alta intensità (HIFU) sono un trattamento di ringiovanimento del volto, che utilizza la tecnologia a ultrasuoni per inviare onde sonore attraverso diversi strati di tessuto, causando un trauma controllato che crea una risposta di guarigione della ferita e aiuta a generare processi di neocollagenesi. HIFU rassoda e tonifica, ridefinisce le caratteristiche del volto, rimuove le rughe sottili. Attraverso l'energia sonora acustica HIFU riscalda il tessuto e provoca una necrosi coagulativa e un danno cellulare, con conseguente rimodellamento degli strati, a seguito della risposta infiammatoria. I trattamenti HIFU sono stati approvati dalla Food and Drug Administration (FDA) nel 2012 e sono indicati su persone di età superiore ai trent'anni, con lieve a moderata lassità cutanea. Le indicazioni per il trattamento sono: invecchiamento cutaneo, rilassamento delle guance e del contorno mandibolare (Jowl), riduzione delle pieghe nasolabiali e labiomentali, lassità a livello del sottomento e del platisma, borse palpebrali inferiori.
Gli effetti di HIFU sul tessuto
Il suono è un'onda di compressione meccanica che viaggia attraverso un mezzo ed è percepibile all'udito umano. L'ultrasuono è un'onda oscillante che utilizza una frequenza sonora non udibile dall'udito umano.
Riscaldamento
I tessuti assorbono l'energia degli ultrasuoni, che si traduce in energia termica e in un rapido aumento della temperatura nella zona focale. La temperatura del tessuto supera i 56 gradi centigradi per 1 secondo e causa la morte cellulare rapida, generando una necrosi coagulativa e lasciando il tessuto circostante inalterato.
Cavitazione
HIFU crea compressioni che possono causare bolle microscopiche nel tessuto che formano fluidi biologici che crescono di dimensioni e alla fine implodono. La temperatura generata dalle bolle che collassano può causare la morte delle cellule attraverso processi meccanici.
Tessuto di guarigione
Il tessuto di granulazione comincia a formarsi circa sette giorni dopo il trattamento con la presenza di fibroblasti immaturi, numerose cellule infiammatorie e nuovi capillari nell'area focale. L'area danneggiata da HIFU è parzialmente assorbita e sostituita con nuovo tessuto proliferativo di riparazione. La risposta infiammatoria cellulare primaria consiste principalmente in macrofagi, plasmacellule e linfociti.
Collagene
HIFU induce le fibre del collagene a denaturarsi e contrarsi. Il calore contrae il collagene rompendo i legami idrogeno intramolecolari e ciò si traduce in un ispessimento e accorciamento delle fibre di collagene.
Il protocollo operativo
Il numero di trattamenti viene deciso in base alla quantità di tessuto adiposo, al livello di cedimento cutaneo e al risultato desiderato dal paziente. Talvolta è sufficiente una sola sessione, ma se sono necessarie due sessioni, la seconda dovrebbe essere ad un intervallo di 3 mesi dalla prima, a risultato stabilizzato. Possono essere effettuati trattamenti di mantenimento, circa una volta all'anno. Durante il trattamento, sul manipolo possono essere montati diversi trasduttori, ognuno dei quali agisce a diverse profondità nel tessuto. Per i trattamenti del volto, solitamente si utilizzano 3 trasduttori diversi, che emettono onde a diverse profondità: 4.5 mm, 3 mm, 1.5 mm. Alcune macchine prevedono anche un trasduttore da 2 mm.
Prima del trattamento, è necessario raccogliere fotografie, nelle solite cinque proiezioni, al fine di valutare i risultati raggiunti con il trattamento HIFU. Dopo aver effettuato un'anamnesi accurata e aver acquisito il consenso del paziente, il viso viene pulito e disinfettato. Vengono segnate con una matita dermografica le aree a rischio da evitare. Viene applicato il gel ultrasonico, ipoallergenico, la cui consistenza è appositamente formulata per ridurre l'elettricità statica quando si utilizza un trasduttore. Il display sulla macchina indica il numero di colpi totali erogati nella sessione e quelli rimanenti fino all'esaurimento del trasduttore.
Trattamento della fronte e del periorbitale
Non effettuare il trattamento direttamente sui nervi sopraorbitali o temporali.
Impostare la lunghezza del colpo tra 10 mm e 15 mm, data la difficoltà per il trasduttore di rimanere a contatto sia con la regione periorbitale che con la fronte.
I pazienti devono tenere gli occhi chiusi durante il trattamento della regione periorbitale.
Nel trattare la zona intorno alla linea sopracigliare, muovere il trasduttore verso la fronte per ridurre il dolore.
Trattamento delle guance
Non trattare direttamente l'emergenza del nervo alveolare inferiore.
Nel trattamento di più strati, procedere da quello più profondo verso il più superficiale, in sequenza. Es: 4.5 mm, 3.0 mm, 1.5 mm.
Per applicazioni con 2 passaggi, si raccomanda di trattare sia in senso verticale che in orizzontale.
Trattamento delle linee e delle rughe sottili
Non effettuare il trattamento direttamente sui nervi sopraorbitali o temporali.
Impostare la lunghezza del colpo tra 10 mm e 15 mm data la difficoltà per il trasduttore di rimanere a contatto sia con la regione periorbitale che con la fronte.
I pazienti devono tenere gli occhi chiusi durante il trattamento della regione periorbitale. Nel trattare la zona intorno alla linea sopraccigliare, tirare il trasduttore verso la fronte per ridurre il dolore.
Precauzioni per il trattamento del volto
Non utilizzare i trasduttori su zone ossee, trattare un lato del viso alla volta e non applicare più colpi consecutivamente sulla stessa zona.
Evitare di trattare punti specifici che potrebbero causare una sensazione di formicolio nel paziente.
Dopo aver emesso alcuni colpi, controllare le reazioni cutanee e il livello di sensibilità del paziente. Procedere con il trattamento o ridurre i parametri, in base al livello di tolleranza del paziente.
Accertarsi di distribuire sempre i colpi in modo uniforme nella superficie da trattare.
Nel trattamento di più strati, procedere da quello più profondo verso il più superficiale, in sequenza come segue: 4.5 mm, 3.0 mm, 1.5 mm.
Le controindicazioni
Tra le principali controindicazioni al trattamento del volto con HIFU ci sono: patologie cardiovascolari, sistema immunitario compromesso, gravidanza, allattamento, impianti elettrici o pacemaker, farmaci anticoagulanti, steroidi, antidepressivi, recente intervento chirurgico, piastre o perni metallici, chemioterapia/ radioterapia, trattamenti precedenti o recenti nella zona, herpes labiale, impetigine, pelli sensibili (rosacea), paralisi di Bell, epilessia, malattie autoimmuni, ferite o lesioni aperte, acne grave o cistica.
Le complicanze
Tra le principali complicanze a seguito del trattamento del volto con HIFU ci sono: parestesie, dolore, macchie della pelle, gonfiore, intorpidimento, iperpigmentazione.
In conclusione, HIFU rappresenta per l'Odontoiatra un prezioso strumento per effettuare un lifting non chirurgico del volto. Affinché la riuscita del trattamento possa soddisfare il paziente è importante che la sua selezione sia rigorosa e il percorso terapeutico sia personalizzato, nel numero delle sedute e nella distanza tra loro.
Dott. Prof. Michele Cassetta
Laureato in Medicina e Chirurgia, esercita la libera professione, occupandosi di Odontoiatria e Medicina Estetica. Responsabile della Dental Unit della Clinica Privata Villalba di Bologna e del Mangioni Hospital di Lecco e della Medicina Estetica Odontoiatrica del Poliambulatorio Agresti a Bologna.
Già Docente presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi di Bologna. Docente presso la Scuola di Medicina Estetica e Rigenerativa “Nicalos” di Bari e presso il Master in Estetica dell'Università Unicamillus di Roma.
Componente del GDL Comunicazione della FNOMCeO. Autore di numerosi articoli e libri, responsabile Scientifico di Corsi FAD. Speaker a Corsi e conferenze e chairman in numerosi eventi culturali. Giornalista, divulgatore scientifico, autore e conduttore di trasmissioni radiofoniche e televisive di informazione sanitaria.
Autore e interprete di testi teatrali sulle neuroscienze, che porta in scena con il musicista jazz Gianluca Petrella. Protagonista del film “Il Codice Deontologico”, prodotto dall'OMCeO di Bologna e promosso dalla FNOMCeO.

