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I fili di trazione in MEO
Fili di trazione in MEO
I fili di trazione sono dispositivi medici riassorbibili utilizzati in Medicina Estetica Odontoiatrica, per sostenere e riposizionare i tessuti del volto, per un arco di tempo variabile dai 12 ai 18 mesi.
A cura del Dr. Prof Michele Cassetta.

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Vengono inseriti nel tessuto adiposo superficiale sottocutaneo con metodica minimamente invasiva e attraverso l’ausilio di una cannula. Con i fili si ottiene un effetto liftante del volto, ma non un'azione volumizzante, per la quale è indicato l'acido ialuronico. Pertanto, se nel corso di un trattamento è previsto un aumento di volume, questo va
fatto prima dell'inserimento dei fili. L’inserimento nel piano desiderato prevede attenzione da parte dell’operatore, in quanto inserire un filo in un piano sbagliato, quale quello muscolare, determina effetti secondari come il sanguinamento, il dolore e la predisposizione ad eventi avversi e complicanze, con conseguente fallimento della terapia.

 

Indicazioni

I candidati ideali per il lifting con i fili di trazione sono soggetti con segni minimi di invecchiamento, che necessitano di una leggera azione liftante, a seguito di una eccedenza della cute in prossimità della linea del contorno mandibolare (jawline), di un aspetto del terzo medio rilassato oppure di un cedimento del bordo mandibolare. Candidati non idonei sono soggetti con pelle eccessivamente flaccida in età avanzata, che presentano una pelle molto appesantita e rugosa.

 

Vantaggi

I vantaggi dei fili di trazione sono molteplici: necessitano di una semplice anestesia locale; attraverso la stimolazione dei fibroblasti, favoriscono il collagene, le fibre elastiche e la matrice cellulare di acido ialuronico; migliorano la vascolarizzazione; rendono la zona del volto ove sono impiantati più soda, elastica, idratata; sono totalmente riassorbibili in un arco di tempo massimo di 18 mesi.

 

Materiali e tipologie

I fili di trazione possono essere costituiti da diversi materiali riassorbibili, quali:

  • il polidiossanone;
  • l'acido polilattico;
  • l'acido poliglicolico;
  • l'acido polilattico-caprolattone

I fili di trazione sono biocompatibili e assicurano la loro azione per una durata limitata nel tempo e dopo tale periodo sono completamente eliminati dall'organismo per via dell'azione degli enzimi che li idrolizzano. Sul loro corpo presentano "spine" o "ancorette" che permettono la trazione.
A seconda della loro direzione vengono classificati in: 

  1. Unidirezionali: presentano spine tutte angolate in un'unica direzione.
  2. Bidirezionali: presentano spine orientate in direzioni opposte per garantire una forte trazione. Il filo bidirezionale non può migrare perchè il doppio orientamento delle spine lo fissa nella sede desiderata in modo stabile.

 

Zone di impianto e risultati

L'effetto immediato del trattamento è il sollevamento del tessuto del volto, grazie all’azione meccanica esercitata dal filo, che contrasta il cedimento della zona trattata. Questo effetto è determinato dalla disposizione delle spine sui fili.
Di seguito, alcune metodiche correttive con i fili di trazione:

  • ridefinizione del profilo mandibolare: contrasta la ptosi dei tessuti molli che determinano la perdita dei contorni della linea mandibolare;
  • ridefinizione dei tessuti molli delle guance: corregge il cedimento dei tessuti delle guance, ripristinando i volumi;
  • riposizionamento del sopracciglio: ottiene una delicata trazione verso l'alto che contrasta il cedimento determinato dall'invecchiamento;
  • riposizionamento dei tessuti molli del terzo medio e del terzo inferiore: posiziona in posizione craniale i tessuti ptosici del terzo medio e inferiore del volto che sono stati dislocati verso il basso;
  • ridefinizione delle labbra: accentua le dimensioni e la simmetria di entrambe le labbra consentendo nello stesso tempo una loro eversione. Questa metodica può essere utilizzata in associazione con i filler a base di acido ialuronico;
  • definizione di lievi ptosi della punta del naso: corregge gli inestetismi della punta del naso caratterizzati da una lieve ptosi permettendo un suo lieve sollevamento.

Inserimento fili di trazione
Follow up

È necessario fornire al paziente le corrette istruzioni per la fase post operatoria, al fine di ridurre il rischio di eventi avversi e complicanze. Sarebbe opportuna una disponibilità di assistenza clinica almeno fino ai tre giorni seguenti l’inserimento dei fili di trazione.

Le istruzioni devono riguardare più aspetti, tipo:

  • il dolore: può essere gestito con farmaci orali, come il paracetamolo;
  • il rischio infettivo: per limitarlo è preferibile prescrivere antibiotici;
  • le abitudini al domicilio: tenere la testa sollevata durante il primo giorno per ridurre il gonfiore. Il giorno successivo all'inserimento il paziente può riprendere le attività fisiche non eccessivamente faticose, mentre entro sette giorni si possono abitualmente intraprendere tutte le normali attività. Dormire sul fianco con il viso appoggiato al cuscino può complicare l’effetto della procedura, pertanto si consiglia al paziente di riposare supino per sette giorni. Bisogna inoltre evitare di spalancare troppo la bocca e di massaggiare la parte per tre settimane.

 

Eventi avversi

Prima dell'inserimento dei fili di trazione, l'operatore dovrà procedere con una meticolosa programmazione del caso clinico. Solo così sarà possibile riconoscere le conseguenze, gli effetti collaterali e le potenziali complicanze seguenti questa metodica.

Tra gli eventi avversi:

  • ecchimosi ed ematomi: conseguenti a traumi vascolari o ad errato inserimento del filo;
  • parestesie: conseguenti a coinvolgimenti di terminazioni nervose;
  • edema e flogosi: nei punti di ingresso e di uscita dei fili e nelle zone di percorrenza dei fili;
  • non uniformità della superficie cutanea: conseguente alla trazione dei tessuti;
  • asimmetria: causata da differente resistenza dei tessuti alla trazione o ad errore clinico nella trazione dei fili di uno dei due lati del volto;
  • visibilità o palpabilità del filo: legata ad un errore di inserzione del filo ed in quel caso può essere indicata la sua rimozione immediata;
  • estrusione spontanea del filo: legato ad un errore nel taglio della terminazione del filo;
  • migrazione del filo;
  • danneggiamento della parotide e/o del dotto parotideo;
  • lesione di terminazioni nervose motorie o sensitive;
  • infezioni.

 

Complicanze

Tra le complicanze: rottura del filo; sanguinamento; lesione di tessuti limitrofi e di vasi e nervi; infezione della zona; fuoriuscita del filo.
Gonfiore, dolore, ecchimosi o ematomi sono considerati normale conseguenza ed evoluzione del trattamento. Pliche cutanee da trazione devono essere immediatamente risolte dall’operatore in fase di posizionamento del filo.

In conclusione, l'inserimento dei fili di trazione a livello del volto è una procedura minimamente invasiva, ma che richiede conoscenza dell'anatomia, precisione ed esperienza.
In MEO può aiutare a finalizzare e migliorare le prestazioni odontoiatriche, contribuendo a restituire la triangolarità della forma del volto. Interessante abbinare questa tecnica ad altri trattamenti come quelli di superficie, a base di acido ialuronico e tossina botulinica.

 


 

Dr. Prof. Michele Cassetta

Medico Chirurgo, Odontoiatra, Docente Universitario.

 

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