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I risultati della Sanità italiana secondo i report OCSE
Orazio Schillaci, Brunetta e Francesca Colombo
Il 6 maggio 2026, si è svolto a Villa Lubin l'evento "Profilo della Sanità. Stato di salute del Sistema Sanitario in Italia", un'importante giornata di confronto promossa dall'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE).

L'incontro ha visto la presentazione di due rapporti cruciali: "Profilo della Sanità 2025: Italia" e "Health at a Glance", che offrono una panoramica aggiornata e comparata sui sistemi sanitari mondiali, con un focus particolare sull'Italia.

 

Un sistema sanitario tra i migliori al mondo

Il presidente del CNEL, Renato Brunetta, ha aperto l’evento ribadendo che i dati forniti dall'OCSE confermano i risultati positivi del Sistema Sanitario Nazionale (SSN) italiano. “Il nostro SSN garantisce copertura universale e risultati tra i migliori a livello internazionale, con una spesa inferiore alla media europea, pari all'8,4% del PIL contro il 9,3% della media europea", ha dichiarato Brunetta.

L'Italia si distingue in diversi indicatori chiave, superando la media OCSE in sette dei dieci principali parametri relativi allo stato di salute. Un dato significativo riguarda la mortalità prevenibile: l’Italia ha registrato 93 decessi per 100.000 abitanti, ben al di sotto della media OCSE di 145. Inoltre, l'aspettativa di vita in Italia ha raggiunto il record di 84,1 anni nel 2024, una delle più alte in Europa insieme alla Svezia. Questi risultati sono il frutto di decenni di investimenti nella sanità e nella prevenzione, e rappresentano un patrimonio condiviso dal Paese, non legato a un singolo governo.

 

Longevità e sostenibilità: le nuove sfide

Brunetta ha anche sottolineato che la longevità, con l’aspettativa di vita che continua a crescere, porta con sé nuove sfide per il sistema sanitario. Nel 2024, l’Italia ha toccato un nuovo record, ma questa accelerazione nella durata della vita implica una crescente domanda di cure e un cambiamento nelle politiche di welfare. "La sostenibilità della longevità è la vera misura della tenuta del Paese", ha affermato Brunetta.

In questo contesto, il miglioramento dell'occupazione, con il raggiungimento di oltre 24 milioni di occupati, e la valorizzazione di risorse umane inespresse, come le donne e i giovani, soprattutto nel Mezzogiorno, sono visti come fattori cruciali per riequilibrare il finanziamento del welfare e garantire un sistema sanitario e pensionistico sostenibile.

 

Prevenzione e stili di vita: la chiave per la sostenibilità

Il presidente del CNEL ha anche messo in evidenza l'importanza degli stili di vita per la sostenibilità del sistema sanitario. I dati OCSE mostrano che, nel 2021, circa 167.000 decessi in Italia sono stati causati da comportamenti a rischio come fumo, alcol, cattiva alimentazione e inattività fisica. "Con stili di vita sani, i servizi sanitari migliorano, soprattutto per le fasce di età più vulnerabili", ha affermato Brunetta. Il CNEL, in collaborazione con il Ministero della Salute, sta lavorando a un disegno di legge per promuovere un cambiamento culturale e comportamentale che favorisca una vita sana, con un focus particolare sull'educazione alimentare, l'attività fisica e la prevenzione sul luogo di lavoro.

 

Le sfide del sistema sanitario: accesso, differenze territoriali e formazione

Nel corso dell'evento, anche il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha sottolineato i progressi compiuti dal SSN, ma ha anche evidenziato le sfide future. "Abbiamo intrapreso un processo di ammodernamento del sistema sanitario, puntando su una sanità più vicina ai cittadini e più giusta", ha dichiarato Schillaci. La riforma della medicina territoriale e il rafforzamento delle cure primarie sono al centro di questa trasformazione, che mira a migliorare l’accesso alle cure, ridurre le disuguaglianze territoriali e garantire cure tempestive ed efficaci per tutti i cittadini.

L'OCSE ha evidenziato che, sebbene l'Italia offra una copertura universale, esistono ancora differenze territoriali nell’accesso e nella qualità delle cure. In particolare, le regioni del Sud continuano a presentare criticità, nonostante i miglioramenti complessivi.

 

Le risorse e la competitività del sistema

Il rapporto dell’OCSE ha anche posto l'accento sulla necessità di affrontare le sfide relative al personale sanitario. Mentre l'Italia ha un numero di medici superiore alla media europea, la carenza di infermieri e la necessità di rafforzare l’assistenza primaria e infermieristica rimangono temi cruciali. Sandra Gallina, direttrice generale della Commissione Europea per la salute e la sicurezza alimentare, ha sottolineato l’importanza di investire in innovazione e prevenzione per rendere il sistema sanitario europeo, e italiano in particolare, sempre più resiliente.

Infine, Francesca Colombo dell'OCSE ha rimarcato che l’Italia continua a eccellere nel rapporto tra risorse spese e risultati ottenuti, ma che il sistema sanitario italiano, pur essendo solido, deve essere trasformato per affrontare le nuove sfide, in particolare quelle legate alla longevità e all'invecchiamento della popolazione. La sostenibilità del SSN, la riduzione delle disuguaglianze e l’evoluzione dei modelli organizzativi sono aspetti che dovranno essere al centro delle politiche sanitarie nei prossimi anni.

L'evento al CNEL ha offerto una visione chiara dei progressi e delle sfide per il Sistema Sanitario Nazionale italiano. Con un forte impegno verso l'innovazione, la prevenzione e la trasformazione dei modelli di cura, l'Italia potrà continuare a difendere il suo modello universale di sanità, garantendo a tutti i cittadini un accesso equo e tempestivo alle cure di qualità.

Leggi il report completo.

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