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ICD Section V, Milano 2026: numeri record tra scienza, solidarietà e fellowship
ICD Section V, Milano 2026
Oltre 360 partecipanti e più di 80 nuovi Fellow per il meeting presieduto da Mauro Labanca. Tre giornate dedicate all'aggiornamento professionale, ai progetti umanitari e alla tradizione dell'International College of Dentists.

Più di 80 nuovi membri ammessi e oltre 360 partecipanti. Sono i numeri che hanno segnato l’incontro 2026 della Section V dell’International College of Dentists, riunita a Milano sotto la presidenza di Mauro Labanca.

Per il Collegio si è trattato di un appuntamento senza precedenti: la cerimonia di ammissione più numerosa mai organizzata dalla Sezione e una partecipazione superiore a quella registrata nelle precedenti edizioni. Ma limitarsi ai dati significherebbe descrivere soltanto una parte dell’evento.

Il programma, distribuito su tre giornate, ha alternato aggiornamento scientifico, confronto sui progetti umanitari, momenti istituzionali e occasioni di incontro informale. Una formula che ha permesso ai Fellow, ai candidati, ai dirigenti e agli ospiti internazionali di condividere idee e progetti, mantenendo al centro i valori storici dell’ICD: etica professionale, servizio alla comunità e cooperazione tra odontoiatri di Paesi diversi.

 

Il meeting più partecipato della Section V

L’ingresso di oltre 80 nuovi Fellow rappresenta il dato più rilevante dell’edizione milanese. Per la Section V, che riunisce membri provenienti da numerosi Paesi europei, il risultato segnala una fase di crescita e un rinnovato interesse verso le attività del Collegio. Anche le presenze complessive hanno raggiunto un nuovo massimo, superando quota 360. 

Le giornate milanesi non sono state costruite come una semplice successione di relazioni e cerimonie. Il tempo dedicato al confronto tra i partecipanti ha favorito relazioni professionali, scambi di esperienze cliniche e collaborazioni internazionali. È proprio questa dimensione, difficilmente misurabile attraverso i numeri, a costituire uno degli elementi distintivi della fellowship dell’International College of Dentists. 

 

Le sfide attuali dell’odontoiatria

Il programma scientifico ha affrontato alcuni dei temi che stanno modificando più rapidamente la pratica odontoiatrica. Tra gli argomenti discussi, la resistenza agli antibiotici, problema che impone anche al settore dentale una prescrizione più attenta e responsabile; l’intelligenza artificiale, sempre più presente nella diagnostica, nella pianificazione terapeutica e nella gestione dei dati; i fattori umani nelle situazioni di crisi e la gestione del dolore. Temi differenti, ma collegati da una stessa domanda: come integrare innovazione e progresso scientifico mantenendo elevati gli standard di sicurezza, responsabilità clinica ed etica professionale?

Il confronto sull’intelligenza artificiale, in particolare, non può ridursi all’elenco delle nuove applicazioni disponibili. Accanto alle opportunità emergono interrogativi sulla qualità dei dati, sulla tutela delle informazioni sanitarie e sulla responsabilità finale delle decisioni. La tecnologia può supportare il professionista, ma non sostituisce il giudizio clinico né il rapporto con il paziente.

 

Dalla conoscenza al servizio delle comunità

Uno spazio specifico è stato riservato al Forum sui progetti umanitari, nel quale sono state presentate iniziative rivolte a popolazioni vulnerabili e contesti con accesso limitato alle cure. Tra le esperienze illustrate figurano programmi di sensibilizzazione sul tumore del cavo orale, collaborazioni a sostegno delle fasce più fragili, attività di odontoiatria mobile a Calcutta e interventi di assistenza medica e odontoiatrica rivolti ai rifugiati sull’isola di Lesbo. Il Forum ha mostrato il versante operativo dell’impegno dell’ICD. La competenza professionale acquista infatti un significato più ampio quando viene messa a disposizione di chi, per condizioni economiche, geografiche o sociali, rischia di rimanere escluso dai percorsi di prevenzione e cura.

Questi progetti pongono anche questioni complesse. L’intervento umanitario non può limitarsi a prestazioni occasionali, ma dovrebbe essere integrato con le realtà locali, prevedere continuità assistenziale e contribuire alla formazione degli operatori presenti sul territorio. Il valore delle iniziative dipende quindi dalla capacità di produrre effetti duraturi, oltre la singola missione.

 

Un’edizione destinata a lasciare traccia

Il meeting di Milano sarà ricordato per i record di partecipazione e per il numero di nuovi Fellow. Il suo risultato più significativo, tuttavia, risiede nell’equilibrio tra le diverse componenti del programma. Scienza, responsabilità sociale, tradizione e convivialità non sono state presentate come dimensioni separate. Hanno composto un unico racconto della professione odontoiatrica: tecnicamente preparata, attenta alle trasformazioni in corso e consapevole del proprio ruolo nella società.

In una fase nella quale l’odontoiatria deve confrontarsi con nuove tecnologie, crescenti responsabilità e disuguaglianze nell’accesso alle cure, la fellowship può ancora rappresentare uno spazio utile. A condizione che il prestigio dell’appartenenza si traduca in confronto scientifico, comportamento etico e servizio concreto.

Foto credits: ICD Connect

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