INFODENT_8-9_2026

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Igiene orale come presidio ospedaliero
medico con spazzolino e modellino di denti in mano
I risultati del trial clinico australiano HAPPEN evidenziano il ruolo cruciale della prevenzione del cavo orale nel ridurre le infezioni polmonari secondarie nei pazienti allettati.

L'igiene orale si conferma uno strumento preventivo di primaria importanza non solo per il distretto stomatognatico, ma per l'intero organismo, specialmente in contesti di degenza prolungata. Una recente sperimentazione clinica condotta in Australia su una vasta coorte di oltre 8.000 pazienti ha dimostrato che un'adeguata e costante cura della pulizia dentale nei soggetti ricoverati è strettamente correlata a una drastica riduzione del 60% dei casi di polmonite acquisita in ospedale. Questo studio, presentato ufficialmente a Monaco in occasione del Congresso globale della Società europea di microbiologia clinica e malattie infettive, apre nuove e rilevanti prospettive sull'integrazione dei protocolli igienici all'interno delle routine di cura nei reparti di degenza.

La polmonite nosocomiale, o polmonite acquisita in ospedale, si definisce come un'infezione polmonare che si manifesta a partire da almeno 48 ore successive al ricovero del paziente. Questa patologia rappresenta una complicanza clinica di estrema gravità, in quanto colpisce soggetti già debilitati nel proprio sistema immunitario e in trattamento per altre morbilità. La gestione terapeutica di tale quadro è ulteriormente gravata dal fatto che gli agenti patogeni responsabili delle infezioni in corsia manifestano frequentemente ceppi di resistenza ai più comuni antibiotici, limitando drasticamente le opzioni terapeutiche disponibili.

Mentre i pazienti sottoposti a ventilazione meccanica assistita presentano storicamente un rischio elevato, l'indagine scientifica in oggetto si è focalizzata specificamente sulla polmonite ospedaliera non associata a ventilazione meccanica. Questo tipo di infezione è causato dal passaggio di fluidi contenenti batteri dalla bocca o dalla gola direttamente all'interno delle vie aeree inferiori. Durante il ricovero prolungato, il microbioma orale dei pazienti subisce alterazioni significative; l'allettamento, la mancanza di motivazione o l'impossibilità fisica di provvedere autonomamente alla propria igiene personale facilitano il deposito e la proliferazione di patogeni respiratori ospedalieri nelle prime vie aeree.

La sperimentazione è stata strutturata nell'ambito del programma denominato Hospital-acquired Pneumonia Prevention (HAPPEN). I ricercatori hanno allestito un trial clinico multifasico che ha coinvolto tre strutture ospedaliere pubbliche australiane, per un totale complessivo di 8.870 pazienti reclutati. L'intervento si è basato sulla distribuzione sistematica e scaglionata di kit dedicati all'igiene orale, contenenti spazzolino e dentifricio, affiancati da materiale informativo e da una forte componente di stimolo motivazionale. Sull'esterno dei kit distribuiti ai degenti sono state applicate indicazioni dirette e d'impatto, quali l'esortazione a lavare via la polmonite, oltre a garantire l'accesso a risorse online che dettagliavano il progetto.

Al fine di abbattere le barriere fisiche e favorire la compliance dei soggetti con limitazioni motorie, l'intervento ha previsto l'introduzione di strumenti facilitati, nello specifico spazzolini dotati di uno speciale manico ergonomico. Parallelamente, un ruolo chiave è stato affidato alla formazione del personale sanitario di reparto, opportunamente istruito per supportare e coadiuvare i pazienti non autosufficienti nelle manovre di spazzolamento quotidiano.

L'applicazione sistematica di questo protocollo ha generato un incremento straordinario della compliance: la quota di degenti che praticava una regolare igiene orale è passata da un'iniziale 15,9% a un significativo 61,5%. Al raggiungimento di tale soglia, i pazienti provvedevano alla pulizia dei denti con una media di una volta e mezza al giorno. Il confronto statistico tra i gruppi che avevano già avviato il training e quelli in attesa di inserimento ha confermato l'efficacia preventiva dell'atto igienico, dimostrando che il rischio di contrarre la polmonite è sceso da un caso ogni 100 giorni trascorsi in ospedale a soli 0,41 casi ogni 100 giorni.

L'obiettivo futuro risiede nell'individuazione di strategie capaci di rendere strutturali nel tempo questi interventi, affinché l'igiene orale entri a pieno titolo negli standard assistenziali per ogni paziente ricoverato. Per la classe odontoiatrica e per i professionisti della salute orale, questo studio rappresenta un'ulteriore conferma di come la profilassi del cavo orale costituisca uno strumento clinico di facile inserimento nella routine, privo di effetti collaterali e con un impatto sistemico determinante per la salvaguardia della salute pubblica in ambito nosocomiale.

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