INFODENT_8-9_2026

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Igiene orale nelle scuole: premiato a Milano il progetto dell'Università dell'Insurbia
Bambini a scuola con insegnante
Il programma "Smile Care Buddies", sviluppato nelle scuole primarie di Varese con il coinvolgimento degli studenti di Igiene dentale, ha vinto il Poster Award all'International Symposium on Dental Hygiene 2026. Al centro del progetto, prevenzione e peer education.

Il lavoro, sviluppato dall’Università degli Studi dell’Insubria, è stato premiato come miglior poster nella categoria RDH Project/Research, dedicata ai progetti e alle attività di ricerca condotti nell’ambito dell’igiene dentale. Il titolo scelto dal gruppo di lavoro, “Smile Care Buddies: A peer education-based oral health prevention project for primary school children”, sintetizza l’elemento centrale dell’iniziativa: utilizzare la peer education, cioè l’educazione tra pari, per rendere più efficace e partecipata la prevenzione orale in età scolare.

 

Il ritorno in Italia del simposio internazionale

L’International Symposium on Dental Hygiene, organizzato dalla International Federation of Dental Hygienists, è considerato uno dei principali appuntamenti scientifici mondiali dedicati alla professione.

L’edizione 2026 ha riunito al centro congressi di Milano oltre 1.200 partecipanti provenienti da diversi Paesi. La partecipazione dell’Insubria non si è limitata alla presentazione di un progetto accademico. Il riconoscimento attribuito dalla commissione internazionale valorizza infatti un’attività già realizzata sul territorio e costruita attorno alle esigenze concrete della popolazione scolastica.

 

“Smile Care Buddies”: prevenzione attraverso i coetanei

Il progetto è stato elaborato da un gruppo multidisciplinare composto da Giuseppina Sitra, Serena Robustino, Fabio Brusamolino, Vittorio Maurino, Michela Rossini e Davide Farronato, con la partecipazione degli studenti del corso di laurea in Igiene dentale dell’Università dell’Insubria.

Il programma è stato sviluppato nelle scuole primarie di Varese con l’obiettivo di promuovere comportamenti corretti nella cura della bocca fin dall’infanzia. La scelta metodologica è ricaduta sulla peer education, un modello nel quale i contenuti educativi vengono condivisi e trasmessi attraverso persone appartenenti allo stesso gruppo o a gruppi di età vicini. Applicata alla prevenzione orale, questa impostazione può rendere il bambino più partecipe rispetto a una lezione frontale tradizionale. Il messaggio non viene percepito soltanto come una prescrizione proveniente dall’adulto, ma come un’esperienza condivisa, più vicina al linguaggio e alle dinamiche relazionali degli alunni.

Il valore del progetto, tuttavia, dipende anche dalla qualità dei contenuti e dalla supervisione dei professionisti. La peer education non sostituisce il ruolo clinico ed educativo dell’igienista dentale o dell’odontoiatra: ne amplia la capacità di comunicazione, soprattutto in un contesto nel quale l’apprendimento passa attraverso esempi, attività pratiche e partecipazione attiva.

 

Un lavoro multidisciplinare

Tra gli aspetti apprezzati dalla commissione figurano l’impostazione scientifica e la coerenza del progetto con gli standard operativi della professione. Nel gruppo sono state integrate competenze provenienti da odontoiatria, odontoiatria pediatrica, igiene dentale e psicoterapia, oltre al contributo degli studenti universitari. La presenza di una psicoterapeuta assume un significato specifico. Promuovere la salute orale nei bambini non significa limitarsi a spiegare come utilizzare lo spazzolino, ma richiede di considerare motivazione, linguaggio, attenzione, relazioni tra pari e capacità di trasformare un’informazione in un’abitudine quotidiana.

L’approccio multidisciplinare consente inoltre di costruire interventi più adatti all’età dei destinatari, evitando che l’educazione sanitaria si riduca a una sequenza di indicazioni tecniche difficili da ricordare o da applicare nel tempo.

 

Dalla qualità scientifica alla continuità dei progetti

Il riconoscimento ottenuto a Milano rafforza il ruolo dell’Università dell’Insubria nella formazione e nella ricerca in igiene dentale. Il dato più interessante, però, non è soltanto il premio.

Il progetto indica una possibile direzione per la professione: portare competenze scientifiche e capacità educative nei luoghi in cui si formano le abitudini, a partire dalla scuola primaria.

Perché esperienze simili incidano realmente sulla salute pubblica, servono continuità, valutazione degli esiti e un collegamento stabile con il territorio. Un intervento occasionale può sensibilizzare; un programma strutturato, ripetuto e monitorato può modificare i comportamenti. È su questo passaggio che si misurerà il valore futuro dei modelli di prevenzione nati nelle università e trasferiti nelle comunità.

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