Il 90,7% degli igienisti dentali trova lavoro entro un anno dalla laurea. È uno dei dati più significativi dell’ultima analisi sugli esiti occupazionali delle professioni sanitarie, basata sul XXVIII rapporto AlmaLaurea e sulle elaborazioni del professor Angelo Mastrillo dell’Università di Bologna.
Il risultato colloca il corso di laurea in Igiene dentale al secondo posto tra le 22 professioni sanitarie considerate, subito dopo Podologia, che raggiunge il 91,1%. Rispetto alla rilevazione precedente, l’occupazione degli igienisti dentali è salita dall’86,4% al 90,7%.
Per il comparto odontoiatrico si tratta di un segnale netto. La figura dell’igienista dentale continua a essere richiesta e sembra inserirsi nel mercato del lavoro con maggiore rapidità rispetto alla maggior parte dei laureati italiani.
Professioni sanitarie vicine al 90% di occupazione
Nel complesso, l’87,9% dei laureati di primo livello nelle professioni sanitarie del 2024 risulta occupato a un anno dal titolo. La rilevazione riguarda 11.502 rispondenti su 18.957 laureati.
Il dato supera l’84,8% dell’anno precedente e rappresenta il valore più alto registrato negli ultimi 18 anni, andando oltre anche l’87% rilevato nel 2007.
Il confronto con la media universitaria generale è ampio: considerando tutti i gruppi disciplinari, il tasso di occupazione a un anno dalla laurea si ferma al 48,9%.
Le professioni sanitarie dimostrano quindi una capacità di ingresso nel mercato del lavoro difficilmente paragonabile ad altri percorsi triennali. Fisioterapisti, infermieri, logopedisti e tecnici ortopedici registrano percentuali prossime o superiori al 90%, ma il dato degli igienisti dentali assume un rilievo specifico per gli studi odontoiatrici.
Perché cresce la domanda di igienisti dentali
L’aumento dell’occupazione può essere letto alla luce di alcuni cambiamenti che interessano l’organizzazione dell’assistenza odontoiatrica. La prevenzione ha assunto un peso maggiore nei percorsi di cura, mentre richiami periodici, mantenimento parodontale, educazione all’igiene orale e gestione dei pazienti fragili richiedono competenze dedicate. Negli studi strutturati, l’igienista dentale è ormai una figura centrale nella continuità assistenziale e nella gestione a lungo termine del paziente. Un tasso di occupazione elevato segnala che il mercato assorbe rapidamente i laureati, ma non chiarisce se le condizioni professionali siano omogenee né se esistano differenze rilevanti tra aree geografiche, studi privati, strutture sanitarie e catene odontoiatriche.
Un accesso universitario ancora competitivo
Le buone prospettive lavorative rendono il corso di laurea in Igiene dentale particolarmente attrattivo. Secondo i dati riportati, nell’ultima tornata si sono registrate circa 2,1 domande per ogni posto disponibile. Il test nazionale per l’accesso ai corsi delle professioni sanitarie è indicato per il 16 settembre 2026. I posti complessivi dovrebbero essere circa 37.000, ma al momento dell’analisi mancava ancora la conferma ufficiale. Nell’anno precedente erano state presentate circa 64.000 domande. La selezione in ingresso resta quindi significativa, anche se meno serrata rispetto a corsi come Fisioterapia, dove il rapporto ha raggiunto 6,4 candidati per posto, o Logopedia, con 4,5.
Il Nord guida, ma il mercato è solido anche al Sud
A livello territoriale, i migliori tassi occupazionali per l’insieme delle professioni sanitarie si registrano in Liguria, con il 93,2%, Friuli-Venezia Giulia, con il 93,1%, Piemonte, con il 91,5%, e Lombardia, con il 91,2%. Anche le regioni meridionali mantengono però percentuali elevate. La Puglia raggiunge l’86,1%, la Sicilia l’84,9%, la Calabria l’83,5% e la Campania l’82,6%.
Questi dati sono calcolati in base alla sede universitaria in cui è stato conseguito il titolo e non dimostrano necessariamente che il laureato abbia trovato lavoro nella stessa regione. Offrono comunque l’immagine di un mercato sanitario dinamico su tutto il territorio nazionale.
Un dato utile anche per gli studi odontoiatrici
Per i titolari e i responsabili delle strutture odontoiatriche, il 90,7% di occupazione degli igienisti dentali conferma che il reperimento di queste figure potrebbe diventare sempre più competitivo. Gli studi che intendono ampliare l’attività di prevenzione e mantenimento dovranno considerare con maggiore attenzione organizzazione del lavoro, continuità delle collaborazioni, percorsi di aggiornamento e capacità di offrire condizioni professionali attrattive. La domanda elevata rappresenta una buona notizia per i neolaureati, ma anche una sfida gestionale per il settore.
L’igienista dentale non è più una figura accessoria: i numeri occupazionali indicano che il mercato ne riconosce sempre più chiaramente il valore clinico e organizzativo.

