Quattro cliniche chiuse da un giorno all’altro a Madrid, altre due sbarrate poche settimane prima a Barcellona e centinaia di pazienti che si ritrovano con piani di cura incompleti dopo aver anticipato somme da capogiro, spesso superiori ai 10.000 euro. Il copione non è nuovo, ma le conseguenze continuano a far tremare il settore. Di fronte all'ennesimo crack di una catena odontoiatrica, il Consiglio Generale degli Odontoiatri spagnolo (Consejo General de Dentistas) è tornato a bussare con forza alla porta del Governo per esigere l'approvazione urgente di una legge statale sulla pubblicità sanitaria.
Il nodo centrale risiede nelle modalità con cui queste strutture attraggono la clientela. Dalle testimonianze raccolte tra le persone danneggiate emerge un tratto comune: la scelta della clinica è dipesa direttamente dalle campagne promozionali aggressive trasmesse sui canali televisivi. Messaggi incentrati su sconti, pagamenti agevolati e promesse di risultati garantiti che hanno spinto i cittadini ad affidare la propria salute orale, ed i propri risparmi, a modelli d'affari rivelatisi economicamente instabili.
La posizione dell'ordine: "La salute non è un prodotto di consumo"
Il presidente del Consiglio Generale, il dottor Óscar Castro, ha espresso una posizione netta contro la deriva commerciale dell'odontoiatria. Promuovere l'assistenza medica con le stesse leve di marketing impiegate per i beni di consumo massivo mina alla base la natura stessa dell'atto clinico.
Secondo l'organismo professionale, la futura normativa statale deve introdurre criteri stringenti e omogenei per regolare qualsiasi messaggio promozionale diretto al pubblico. Nello specifico, la proposta del Consiglio punta a:
- bandire espressamente messaggi ingannevoli, ambigui o in grado di generare aspettative cliniche irrealistiche.
- Vietare l'uso della prestazione sanitaria come esca commerciale attraverso offerte a ribasso, promozioni aggressive o finte garanzie a vita.
- Imporre la validazione scientifica per qualsiasi affermazione diffusa nei messaggi pubblicitari.
- Introdurre un sistema di vigilanza rigoroso accompagnato da sanzioni finanziarie realmente dissuasive.
L'obiettivo dichiarato non è soffocare la libera iniziativa imprenditoriale, ma vincolare qualsiasi attività economica in ambito sanitario alla tutela del paziente e al rispetto del decollo deontologico.
Il rischio semantico e la tutela delle cartelle cliniche
Un altro aspetto critico sollevato dal Consiglio riguarda il linguaggio impiegato per definire le strutture sanitarie. L'uso del termine "negozi" per indicare gli studi e le cliniche dentali rappresenta, secondo l'istituzione, una svalutazione culturale della figura dell'odontoiatra. Definire la clinica come un semplice esercizio commerciale trasforma la diagnosi e la terapia in una transazione, riducendo il paziente al ruolo di consumatore.
Oltre alla perdita economica e all'interruzione delle terapie, i pazienti coinvolti nelle ultime chiusure devono affrontare la difficoltà di recuperare la propria documentazione clinica. Senza l'accesso alle cartelle e ai radiogrammi, proseguire i trattamenti presso altri professionisti diventa un percorso ad ostacoli, con costi aggiuntivi e ritardi operativi.
Tra tutela del paziente e sostenibilità della professione
Quanto sta accadendo in Spagna evidenzia un problema sistemico che valica i confini nazionali e tocca da vicino il mercato odontoiatrico di tutta Europa. Il modello basato sulla vendita anticipata di piani di cura complessi e sull'acquisizione massiva tramite leve di prezzo spinta mostra ciclicamente la propria fragilità strutturale.
Per i professionisti che operano secondo principi di odontoiatria etica e di prossimità, queste situazioni creano una duplice criticità: da un lato incrinano la fiducia generale dei cittadini verso la categoria; dall'altro li mettono nella posizione di dover gestire i risvolti clinici e psicologici di pazienti traumatizzati da trattamenti abbandonati a metà. La richiesta di regolamentare la pubblicità sanitaria non costituisce quindi una semplice battaglia corporativa, ma rappresenta un tassello fondamentale per garantire la trasparenza del mercato e la protezione della salute pubblica.

