Per comprendere lo stato dell'arte e valutare l'approccio diagnostico e terapeutico di queste due figure professionali, una recente indagine trasversale condotta in Danimarca e pubblicata nel 2026 su Acta Odontologica Scandinavica ha analizzato i dati relativi a cittadini e professionisti del settore dental.
L'indagine si è basata su due questionari online separati, somministrati a un campione di cittadini e alla totalità delle cliniche dentali private danesi. Dall'analisi dei dati sono emersi elementi di forte interesse per la comunità odontoiatrica, evidenziando una marcata discrepanza nei protocolli clinici, nel livello di soddisfazione e nella pianificazione digitale tra specialisti in ortodonzia e dentisti generici.
I risultati dello studio evidenziano che il 57% degli ortodontisti intervistati offre il trattamento CAT nella propria pratica privata, contro il 23% dei dentisti generici. Sebbene entrambe le categorie concordino sul fatto che circa la metà dei trattamenti venga eseguita per motivazioni prettamente cosmetiche, emerge una netta divergenza sulla gestione delle indicazioni funzionali, trattate più frequentemente mediante allineatori dai dentisti generici.
La differenza più significativa sul piano clinico risiede nella raccolta del materiale diagnostico. Gli ortodontisti includono quasi sempre una teleradiografia latero-laterale del cranio nel protocollo pre-trattamento (85% dei casi), mentre solo una minima parte dei dentisti generici (5%) adotta routinariamente questo esame radiografico, una discrepanza che si è rivelata statisticamente altamente significativa. L'assenza di un tracciato cefalometrico espone al rischio di non distinguere accuratamente se una malocclusione sia di origine dentoalveolare o scheletrica, aumentando la probabilità di impostare un piano di trattamento errato.
Anche la gestione della pianificazione digitale riflette la disparità di approccio biologico e biomeccanico. Gli ortodontisti tendono a modificare il piano di trattamento digitale iniziale nel 100% dei casi, apportando modifiche sostanziali e complesse nel 62% delle situazioni. Al contrario, la maggior parte dei dentisti generici si limita a effettuare variazioni intermedie (in una percentuale compresa tra il 50% e il 99% dei casi). Questo dato suggerisce che gli specialisti esercitano un controllo più critico sul software di pianificazione virtuale, validando i movimenti in base alle proprie competenze ed esperienze cliniche, laddove alcuni dentisti generici potrebbero risentire di una carenza formativa specifica in ambito ortodontico.
Un ulteriore punto di contrasto rilevato dalla ricerca riguarda l'indice di soddisfazione nei confronti dei risultati terapeutici ottenuti con la CAT. I dentisti generici si dichiarano mediamente "altamente soddisfatti" nel 78% dei casi, una percentuale decisamente superiore rispetto a quella degli ortodontisti, che si attesta al 51%. Questa differenza può essere attribuita a standard qualitativi più severi da parte degli specialisti o al fatto che l'ortodontista si trova a gestire casi clinici intrinsecamente più complessi.
Le principali sfide cliniche identificate dai professionisti durante l'utilizzo degli allineatori includono la non corrispondenza tra il risultato finale ottenuto e quello atteso dal software, la scarsa compliance del paziente, il superamento del numero di mascherine preventivato e la difficoltà nel raggiungimento di una corretta fase di finitura. Gli ortodontisti riscontrano inoltre una criticità significativa nella necessità di dover effettuare molteplici rifiniture e modifiche in corso d'opera.
Dal lato della cittadinanza, lo studio mostra che la consapevolezza generale nei confronti della CAT è complessivamente limitata, con un interesse maggiore concentrato nelle fasce d'età più giovani, fortemente influenzate da fattori estetici e standard di bellezza contemporanei.
La maggior parte dei pazienti che ha intrapreso il trattamento si è dichiarata soddisfatta dei risultati (82%), indicando il dolore o il discomfort come unica reale causa di insoddisfazione.
In conclusione, l'indagine scandinava evidenzia che l'efficacia e la sicurezza del trattamento con allineatori trasparenti non possono prescindere da una diagnosi rigorosa e da una solida conoscenza dei principi biomeccanici. La tendenza da parte di alcuni operatori non specialisti a omettere esami radiografici fondamentali o ad accettare passivamente i piani di trattamento standardizzati dei provider digitali evidenzia la necessità di una formazione continua e specifica. Per garantire stabilità occlusale e tutelare la salute del paziente, il clinico deve mantenere il controllo totale sulla pianificazione virtuale, assicurando al contempo un processo informativo trasparente e completo prima di intraprendere qualsiasi percorso terapeutico.

