La perimplantite rappresenta una delle complicazioni più rilevanti dell’implantologia contemporanea e può colpire fino al 43% degli impianti dentali a livello globale.
I pazienti con diabete non controllato, forti fumatori o soggetti immunosoppressi risultano particolarmente esposti. Nonostante i progressi clinici e tecnologici, restano limitati gli strumenti disponibili per prevenire l’infezione, intercettare precocemente le alterazioni tissutali e garantire stabilità a lungo termine.
Il progetto europeo I-SMarD
Il progetto I-SMarD, finanziato dall’Unione europea, punta allo sviluppo di una nuova generazione di impianti dentali multifunzionali capaci di affrontare in modo integrato infezione, guarigione e monitoraggio nel tempo.
Uno degli aspetti centrali riguarda la geometria e la morfologia superficiale dell’impianto. Le configurazioni attuali possono favorire l’adesione batterica e, in ambiente orale acido, indurre fenomeni di corrosione con rilascio di ioni metallici e possibili reazioni tissutali avverse. Anche gli impianti rivestiti di antibiotici presentano criticità legate alla farmacocinetica e al rischio di resistenze antimicrobiche.
Rivestimenti antimicrobici e rilascio controllato
Il consorzio ha sviluppato impianti in titanio rivestiti con minerali antimicrobici fotoattivi a base inorganica, in grado di rilasciare ioni in modo controllato per sopprimere l’infezione. Nei casi più aggressivi, il rivestimento può essere combinato con antibiotici per un rilascio modulato.
Il sistema è progettato per mantenere solidità meccanica sotto carico masticatorio, promuovere la formazione di minerali e favorire la guarigione. Inoltre, il rivestimento è compatibile con processi di stampa 3D e può essere applicato su diverse tipologie di impianto.
Modellizzazione e validazione sperimentale
Per ottimizzare le prestazioni biomeccaniche, il progetto ha integrato modellizzazione computazionale avanzata e validazione sperimentale. Le simulazioni hanno consentito di prevedere comportamento strutturale e longevità, con l’obiettivo di migliorare la distribuzione del carico e il potenziale di osteointegrazione.
Parallelamente, sono stati introdotti polimeri sensibili al pH e nanomateriali funzionali per potenziare l’attività antibatterica e sostenere la differenziazione osteogenica. Le valutazioni biologiche hanno confermato la biocompatibilità, mentre studi in vitro e in vivo hanno fornito evidenze incoraggianti in termini di efficacia antibatterica e rigenerazione tissutale.
Diagnostica integrata e monitoraggio delle infezioni
Una caratteristica distintiva è il rivestimento fotoattivo brevettato integrato con un dispositivo microfluidico capace di analizzare e identificare i ceppi batterici. Questo sistema consente di rilevare precocemente le infezioni, monitorare il processo di guarigione e supportare la gestione clinica nel tempo.
Verso la traduzione clinica
Il progetto ha coinvolto produttori, ingegneri, scienziati dei materiali e un comitato di utenti finali composto da clinici, aziende e pazienti, contribuendo alla definizione delle strategie di trasferimento tecnologico.
Le prossime fasi includono la creazione di un database per il monitoraggio delle infezioni nei tessuti ossei e dentali, l’adeguamento ai requisiti normativi e il percorso verso la commercializzazione. Un’analisi tecno-economica ha inoltre indicato la fattibilità della produzione su larga scala tramite processi ottimizzati di stampa e rivestimento 3D.
Fonte: CORDIS - Risultati della ricerca dell’UE

