Il rispetto delle giuste distanze che intercorrono tra occhi, naso, bocca con le corrette proporzioni, rendono un viso armonico e regolare, con l’obiettivo di realizzare un progetto di miglioramento finalizzato alla soddisfazione del nostro paziente, consapevoli che “le terapie estetiche del viso si rivolgono a pazienti che desiderano migliorare il proprio benessere psico-fisico-sociale per cui possono essere molto sensibili alle variazioni dei canoni di bellezza che si modificano nel tempo”.
La comunicazione etica e sostenibile di un professionista è alla base di un approccio terapeutico, il messaggio deve essere veritiero e coerente con il proprio sistema di valori. Indurre in errore i tuoi ascoltatori e trasmettere un messaggio che è clandestino o non veritiero è l’antitesi della comunicazione dell’etica. Un mix di competenze tecniche e relazionali che “fanno la differenza”, un approccio multidisciplinare che considera il paziente come “persona sociale”. Il tempo di cordializzazione in accoglienza, quale tempo di cura permettono di raccogliere
numerosi elementi utili al nostro progetto: l’individuazione dell’estrazione sociale, l’appartenenza al proprio disagio interiore, le aspettative, la percezione del “se”, forniscono le indicazioni per la definizione di un piano di trattamento armonico.
Il progetto prende forma sin dalla prima visita con lo studio del volto mediante una serie di azioni utili alla comprensione della migliore scelta terapeutica.
La fotografia del volto del nostro paziente su sfondo adatto al focus: luce, posizione, prossemica, qualità dello strumento di analisi, forniscono i riferimenti dai quali partire ed evidenziano nella fase di congedo il percorso di miglioramento. L’esame della pelle anche attraverso il test di ramette per valutarne il grado di sensibilità, prima di trattare un volto. Una matita dermografica ci indica le aree da trattare utilizzata metaforicamente come un artista “un pittore” che si accinge a disegnare una tela avendo cura del messaggio che si vuole testimoniare all’esterno nel rispetto dei desideri propri di un approccio empatico finalizzato ad una alleanza terapeutica. In ultimo non per ordine di importanza “la chiarezza espositiva”, durante lo studio del
volto, il professionista ha l’onere di spiegare, avendo cura della comprensione del nostro paziente, il progetto e la tipologia di trattamento suggerito, definendone ogni singolo passaggio, strumento utilizzato, effetto e sensazione. Con una maggiore consapevolezza, i pazienti possono prendere decisioni più informate riguardo al loro trattamento. La consapevolezza contribuisce a migliorare la qualità della vita, aiutando i pazienti a trovare un equilibrio tra le esigenze del trattamento e il benessere personale.
Un’anamnesi accurata precede lo studio del volto, mentre il consenso al trattamento è necessario prima di ogni terapia di tipo iniettivo o strumentale, concludendo con le raccomandazioni utili, eventuali controlli e il rinnovo della disponibilità.
Prof. Antonio Guida
Medico Chirurgo Odontoiatra Presidente Simeo Associazione Italiana Medicina Estetica Odontoiatrica.
Dr.ssa Giusy Ciani
Coach professionista.

