È questo il fulcro metodologico ed evidenziale emerso dalla nuova umbrella review intitolata "Salute orale: scenari globali e prospettive", condotta dal CERGAS dell'Università Bocconi attraverso l'analisi sistematica di 106 studi internazionali pubblicati nell'ultimo decennio.
L'indagine scientifica è stata presentata a Roma, nella cornice dell'Auditorium della Conciliazione e della Camera dei Deputati, durante il Congresso Internazionale della Salute Orale (CISO), promosso da Curasept in occasione del suo venticinquesimo anniversario. L'evento ha richiamato le massime autorità istituzionali e scientifiche, vedendo la partecipazione di Annarita Patriarca, Segretario dell'Ufficio di Presidenza della Camera, Luciano Ciocchetti, Vicepresidente della Commissione Affari sociali, e del Magnifico Rettore dell'Università Bocconi, Francesco Billari, oltre ai rappresentanti della comunità odontoiatrica ed endocrinologica nazionale.
Proprio durante le sessioni del Congresso, le principali sigle scientifiche del settore – tra cui EFP, SIdP, AIDI, ACOI, FADOI, SIC, SIOI, SIPMO, SIUEC e UNID – hanno siglato congiuntamente il primo Manifesto della Salute Orale. L'iniziativa nasce per riaffermare l'assoluta interconnessione tra cavo orale e salute sistemica, sottolineando come l'investimento in prevenzione e promozione della salute orale generi evidenti benefici clinici, economici e sociali.
Il Manifesto ha ricevuto il pieno avvallo del Ministro della Salute, Orazio Schillaci, il quale ha rimarcato come la salute orale sia parte integrante della salute della persona e debba essere pienamente inserita nelle strategie di prevenzione del Dicastero. Secondo il Ministro, questa visione sposa l'impegno per una sanità incentrata sull'individuo nella sua interezza, considerando la profilassi medica come il più importante investimento per garantire sia il benessere dei cittadini che la sostenibilità di lungo periodo del Servizio Sanitario Nazionale (SSN).
I dati epidemiologici evidenziano un quadro di stringente urgenza. A livello europeo, i casi di diabete nella fascia di età compresa tra i 20 e i 79 anni sono passati dai 22,4 milioni del 2000 ai 65,6 milioni registrati nel 2024. In Italia il trend riflette questa crescita, con un incremento che ha portato i pazienti diabetici da 3,1 a ben 5 milioni, toccando una prevalenza del 7% nella popolazione adulta. Questi volumi rendono indispensabile l'integrazione delle cure e della prevenzione odontoiatrica all'interno dei percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali delle cronicità.
A ciò si aggiunge una preoccupante disparità nell'accesso alle cure. I dati del 2024 confermano che in Europa le fasce di popolazione a rischio povertà si vedono costrette a rinunciare alle cure odontoiatriche con una frequenza quasi tre volte superiore rispetto al resto della popolazione. La salute orale, di conseguenza, cessa di essere una tematica prettamente specialistica per assumere la veste di una complessa questione di equità sociale e di accessibilità ai sistemi sanitari.
L'analisi condotta dall'Ateneo milanese si allinea con gli obiettivi strategici globali dell'OMS 2023-2030, evidenziando come i modelli d'intervento più efficienti siano quelli multicomponente. Risulta cruciale unire l'educazione sanitaria alla prevenzione clinica sul territorio, integrando il supporto comportamentale e il comportamento diretto di famiglie e istituzioni. Se per l'età pediatrica e l'adolescenza le evidenze scientifiche appaiono solide, lo studio rileva la necessità di implementare la ricerca e i protocolli clinici dedicati alla cura dei pazienti anziani, dei soggetti fragili e dei malati cronici.
Per l'odontoiatria europea e italiana si profila un radicale cambio di paradigma. È necessario superare la concezione tradizionale della disciplina intesa come prestazione prevalentemente specialistica e isolata, promuovendo una reale integrazione della salute orale nelle strategie preventive territoriali. La sfida per i professionisti della salute dentale sarà quella di supportare la creazione di modelli assistenziali capaci di valutare l'efficacia clinica degli interventi unitamente al loro impatto organizzativo ed economico sulla spesa pubblica complessiva.
Il Congresso e la sottoscrizione del Manifesto segnano un punto di svolta culturale ed operativo per tutta la classe medica e odontoiatrica. L'impegno condiviso da istituzioni, società scientifiche e mondo industriale, come sottolineato dal Presidente di Curasept Stefano Giovannardi, punta a consolidare un modello sanitario in cui il lavoro quotidiano del dentista divenga un presidio irrinunciabile per la tutela del benessere complessivo e della sostenibilità sociale.
Foto Credits Panorama della Sanità

