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L'allarme dell'OMCeO di Torino su gli "invisibili" della sanità piemontese
Medici
La sanità piemontese sta affrontando una sfida sempre più grande: la presenza di professionisti sanitari stranieri extra-UE che operano senza un riconoscimento ufficiale del loro titolo di studio.

Secondo i dati forniti dall'Ordine dei Medici e Odontoiatri di Torino, sono oltre 3.200 i sanitari che, pur operando all'interno del sistema sanitario regionale, non hanno il titolo riconosciuto dal Ministero della Salute, sollevando preoccupazioni riguardo alla qualità delle cure e alla sicurezza dei pazienti.

 

Il fenomeno degli “Invisibili”

Di questi 3.224 professionisti, 518 sono medici e oltre 160 odontoiatri, con un numero in costante crescita: da 2.445 nel giugno 2025 a quasi 1.000 in più nel 2026. Questo fenomeno non riguarda solo il Piemonte, ma è un problema che potrebbe estendersi anche ad altre regioni italiane. La Regione Piemonte ha fatto ricorso a queste misure straordinarie per far fronte alla carenza di medici, infermieri, e operatori socio-sanitari, ma questo ha comportato la gestione di una forza lavoro con titoli di studio non verificati attraverso i canali ufficiali. Ciò significa che, ad esempio, non c’è certezza sulle competenze linguistiche dei professionisti, fondamentali per una corretta interazione con i pazienti.

 

Il sistema di emergenza e la deroga alla legge

Le misure di emergenza che hanno permesso a professionisti con titoli stranieri di operare senza un riconoscimento ufficiale si fondano su un quadro normativo che risale alla pandemia, ma che è stato prorogato fino al 2029. La Regione Piemonte ha quindi aggiornato l’elenco dei professionisti stranieri abilitati all’esercizio temporaneo delle professioni sanitarie, inclusi medici, infermieri, odontoiatri, farmacisti, fisioterapisti, e operatori socio-sanitari. Tuttavia, questo sistema consente l’inserimento di professionisti stranieri senza che i loro titoli vengano verificati ufficialmente. I professionisti sono solo tenuti a dichiarare il possesso del titolo, ma non sono sottoposti a un esame che ne accerti la validità.

 

Le criticità e le preoccupazioni dell’ordine dei medici e odontoiatri

Guido Giustetto, presidente dell’Ordine dei Medici e Odontoiatri di Torino, ha sottolineato l’urgenza della questione, evidenziando come il ricorso a personale non certificato possa compromettere l’organizzazione e la qualità dei servizi offerti ai pazienti. L’Ordine dei Medici ha già espresso preoccupazioni riguardo all’equivalenza dei titoli e alla mancanza di verifiche ufficiali sulla formazione di questi professionisti. Inoltre, la natura temporanea del loro impiego potrebbe determinare una condizione di precarietà lavorativa, con ripercussioni negative sulla stabilità e sull’integrazione del personale nel sistema sanitario.

 

Odontoiatri: una questione a parte

Per quanto riguarda gli odontoiatri, la situazione è più delicata. La carenza di odontoiatri in Piemonte non giustifica l’inserimento degli stessi nella lista dei professionisti in deroga, poiché gli studi odontoiatrici privati e il settore nel suo complesso non presentano una carenza tale da giustificare questa misura straordinaria.

Inoltre, non tutti i percorsi di studio esteri sono compatibili con quelli italiani, e la mancanza di un sistema di verifica dei titoli esteri fa sì che vengano bypassati i passaggi ministeriali necessari per garantire l’omogeneità delle competenze professionali.

Un altro aspetto preoccupante riguarda la lingua: la mancata verifica della competenza linguistica, essenziale per una comunicazione efficace con i pazienti, espone il sistema sanitario a rischi di errore e incomprensioni, compromettendo la qualità dell’assistenza.

 

La richiesta dell’Ordine di Torino

La presidente della Commissione Albo Odontoiatri di Torino, Marta Mello, ha ribadito la necessità di garantire la sicurezza e la continuità delle cure, chiedendo formalmente alla Regione Piemonte di escludere gli odontoiatri dall’elenco temporaneo dei professionisti sanitari in deroga. La richiesta si fonda sulla tutela della sicurezza dei pazienti e sulla qualità delle prestazioni odontoiatriche, affinché siano garantiti alti standard di competenza e professionalità.

Alla luce di queste criticità, è evidente che le soluzioni adottate finora non siano sufficienti per risolvere la carenza di professionisti sanitari, ma solo una risposta temporanea. Per garantire una gestione più stabile e sostenibile del sistema sanitario, è necessario un piano di intervento strutturale che comprenda investimenti nella formazione, l’accelerazione delle procedure di riconoscimento dei titoli, e misure di stabilizzazione per il personale sanitario. Solo così sarà possibile superare la fase di emergenza e affrontare le sfide future in modo efficace e sicuro per i pazienti.

In conclusione, mentre l’emergenza sanitaria richiede soluzioni rapide, è fondamentale che il sistema sanitario piemontese non si regga su un equilibrio fragile, ma costruisca una base solida che garantisca la qualità dei servizi e la sicurezza dei pazienti.

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