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L'importanza dell'anatomia in MEO
modello anatomico
Anatomia facciale, formazione e sicurezza: le basi imprescindibili della medicina estetica del volto per l'Odontoiatra.

A cura del Dr. Prof. Michele Cassetta, Medico Chirurgo, Odontoiatra e docente universitario.

Dal 30 maggio 2023, gli Odontoiatri possono eseguire trattamenti non invasivi o minimamente invasivi di medicina estetica al terzo superiore, al terzo medio e al terzo inferiore del viso e pertanto possono trattare tutto il volto, che è la cornice del sorriso. La richiesta di formazione da parte degli Odontoiatri è altissima e si stanno moltiplicando Scuole e Master Universitari che danno un importante contributo alla conoscenza.

Per ottenere risultati efficaci, minimizzare i rischi, ma soprattutto per praticare in sicurezza, è fondamentale avere una solida e approfondita conoscenza dell'anatomia facciale. Per minimizzare i rischi e ottimizzare i risultati è indispensabile conoscere le strutture anatomiche del volto: cute, arterie, nervi, muscoli, compartimenti adiposi. La formazione anatomica non è solo un'opzione, ma una necessità per chiunque desideri eccellere in questo ambito.

 

La cute

La conoscenza della cute è basilare, per ridurre il rischio di complicanze e per ottenere risultati più efficaci. La cute ha molteplici funzioni, di importanza fondamentale: protezione da aggressioni fisiche, chimiche e biologiche; regolazione dell’equilibrio idrico; termoregolazione della temperatura corporea; funzione assorbente, per esempio, se si utilizzano cosmetici o farmaci; funzione sensitiva/sensoriale, tattile, termica e dolorifica; funzione sintetizzatrice, nella produzione di vitamina D.

La cute viene trattata sulla sua superficie (ad esempio con i peeling) e viene attraversata da aghi per iniettare prodotti, come ad esempio l'acido ialuronico e molti altri. Affinché si raggiungano i migliori risultati e si possano minimizzare le complicanze, è indispensabile conoscere i vari spessori e le diverse profondità iniettive. Tali spessori possono cambiare nel corso del tempo e dipendono anche dal genere, dalla genetica e dagli stili di vita. La cute del volto, partendo dallo strato più esterno e andando in profondità è composta da: epidermide; derma; ipoderma.

1° strato: epidermide

L’epidermide del volto, dal suo strato più esterno a quello più interno, presenta cinque strati di tessuto che esprimono uno spessore di circa 1 mm, mentre nella zona perioculare - molto più sottile - è intorno a 0,5 mm. Si distinguono: strato corneo; strato lucido; strato granuloso; strato spinoso; strato basale.

2° strato: derma

Il derma è la porzione di tessuto posta sotto l'epidermide (ad essa ancorato mediante la giunzione dermo-epidermica) e svolge un’importanza fondamentale poiché é ricco di vasi e di terminazioni nervose. Il derma, inoltre, conferisce alla cute le sue caratteristiche di consistenza e resistenza, grazie alle abbondanti fibre collagene, e costituisce uno strato molto elastico, che resiste anche a forti trazioni, ma non al taglio. A differenza dell’epidermide, è riccamente vascolarizzato.

Il derma presenta una ricca vegetazione cellulare composta da fibroblasti (che producono collagene ed elastina); mastociti e macrofagi (a funzione immunocompetente); sostanza amorfa composta da acqua, elettroliti, glicoproteine e proteoglicani, che garantiscono viscosità e densità. Lo spessore medio del derma del volto è di circa 2-2,5 mm nel maschio e di 1,5-1,8 mm nella femmina.

Da un punto di vista strutturale, il derma viene diviso a sua volta in due strati, che continuano l’uno con l’altro, senza alcuna distinzione netta: 

  • derma papillare: lo strato più superficiale, immediatamente sottostante l’epidermide;
  • derma reticolare: lo strato più profondo che si estende dalla base del derma papillare in profondità, fino all’ipoderma.

3° strato: ipoderma o tessuto adiposo superficiale

Il tessuto adiposo del volto, è posizionato nel proprio sito, mantiene la morfologia del volto in condizioni di stabilità, mentre con il tempo la sua dislocazione verso il basso ne modifica la conformazione estetica invertendo il "triangolo della bellezza". Il grasso sottocutaneo del volto è diviso in più compartimenti anatomici, indipendenti l'uno dell'altro, divisi da setti e legamenti, veri e falsi.

 

Le arterie

Il volto è un'area complessa, ricca di vasi sanguigni e nervi, che influenzano sia la funzione che l'estetica.
Tra le arterie più importanti da considerare nel corso dei trattamenti di medicina estetica, ci sono:

  • l'arteria facciale: fornisce sangue a gran parte della regione facciale, compresi labbra, guance e naso. La sua posizione vicina a strutture critiche rende fondamentale la sua conoscenza;
  • l'arteria temporale superficiale: rifornisce la regione temporale e la parte laterale del volto. È spesso coinvolta in procedure come il lifting e il filler;
  • l'arteria sopraorbitaria: rifornisce la parte superiore del volto e la fronte. La sua vicinanza agli occhi richiede particolare attenzione durante le procedure;
  • le arterie labiali: forniscono sangue alle labbra, sono cruciali durante l'iniezione di filler e nel trattamento di rughe periorali.

Di particolare interesse è la regione delle labbra, oggetto di molti trattamenti di medicina estetica di rimodellamento con filler di acido ialuronico. Sono irrorate dalle arterie labiali superiori e inferiori, che originano dall’arteria facciale. Questi rami si dirigono verso i due vermigli irrorando la struttura mucosa e i tessuti sottostanti.

Il calibro delle due arterie labiali, superiore e inferiore, nei primi tratti in cui penetrano il vermiglio è in media di circa 1-2 mm. L’arteria labiale superiore irrora e dirama arteriole alari e settali da entrambi i lati; i rami si intersecano e si anastomizzano fra loro provvedendo così all’irrorazione dell’intero prolabio e della base del naso e della columella, con ampie zone di anastomosi con le arterie laterali nasali, creando una rete vascolare molto efficace.

La zona perilabiale inferiore è irrorata dall'arteria labiale inferiore le due arterie labiali inferiori dei due lati si anastomizzano fra loro. Inoltre, il labbro inferiore riceve sangue dall'arteria labiomentale, anch'esso ramo dell'arteria facciale. Il drenaggio venoso, invece, è deputato alle vene omonime che decorrono adiacenti alle arterie.

 

Complicanze in medicina estetica del volto

La mancanza di una comprensione anatomica può portare a vari rischi, tra cui: 

  • complicanze vascolari: iniezioni improprie possono danneggiare le arterie. Ischemie da compressione o iniezione intravasale possono portare a necrosi tissutale;
  • ematomi o ecchimosi: iniezione errate possono provocare stravasi ematici, rendendo il recupero più lungo e visivamente sgradevole;
  • infezioni: la mancanza di sterilità o una tecnica inadeguata possono portare a infezioni, complicando ulteriormente il processo di guarigione;
  • danni neurologici: una conoscenza inadeguata dell'anatomia nervosa può portare a paralisi temporanea dei muscoli facciali;
  • risultati insoddisfacenti: un'errata valutazione delle proporzioni facciali o delle strutture sottostanti può portare a risultati poco naturali e asimmetrie del volto;
  • reazioni allergiche: alcuni materiali utilizzati, come filler o anestetici, possono dare luogo a reazioni immunomediate;
  • fenomeni di migrazione: i filler possono spostarsi dalla zona di iniezione, creando irregolarità e accumuli nel tessuto circostante.

 

Ridurre e gestire le complicanze

La medicina estetica del volto offre opportunità straordinarie per migliorare il proprio aspetto e la fiducia in sé. Tuttavia, per garantire procedure sicure ed efficaci, è fondamentale seguire oratiche rigorose che minimizzino i rischi.

Elementi chiave per evitare complicanze e garantire risultati soddisfacenti sono: la formazione continua; la valutazione accurata del paziente; l'anamnesi scrupolosa; le tecniche di iniezione sicure; la scelta di prodotti di qualità; la gestione delle aspettative del paziente; il follow-up e il monitoraggio dopo la procedura; l'educazione post-operatoria.

Investire nella sicurezza e nella qualità non solo protegge i pazienti, ma contribuisce anche alla reputazione e al successo a lungo terminbe dei professionisti nel campo della medicina estetica del volto.

 

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