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Morso inverso associato a un maggior rischio di perdita dentale
Morso inverso
Uno studio giapponese su oltre 17.000 adulti suggerisce un possibile legame tra crossbite anteriore e perdita degli elementi dentari posteriori.

Una nuova ricerca pubblicata su Clinical Oral Investigations ha evidenziato una possibile associazione tra alcune malocclusioni anteriori e il rischio di perdita dentale negli adulti. In particolare, il morso inverso anteriore (anterior crossbite) è risultato correlato a una maggiore prevalenza di perdita degli elementi posteriori, suggerendo che l'occlusione potrebbe influenzare la conservazione della dentatura nel lungo periodo.  La notizia è stata riportata da Dentistry.co.uk il 13 febbraio 2026 e si basa sui risultati di uno studio condotto da un gruppo di ricercatori della Tohoku University, in Giappone. I ricercatori hanno analizzato i dati di 17.349 adulti di età superiore ai 40 anni provenienti da due grandi coorti di popolazione giapponese: il Community-Based Cohort Study e il Three-Generation Cohort Study. I partecipanti sono stati classificati in quattro gruppi in base alle caratteristiche occlusali: occlusione normale, morso aperto anteriore, morso inverso anteriore e malocclusione combinata. Successivamente, il team ha valutato il numero di denti residui e la presenza di perdita dentale nei settori posteriori, confrontando i diversi gruppi per identificare eventuali differenze significative.

 

Crossbite anteriore e perdita dei molari

L'analisi ha mostrato che i soggetti con morso inverso anteriore presentavano una prevalenza più elevata di perdita dentale rispetto ai soggetti con occlusione normale. In particolare, il crossbite anteriore è stato associato a una probabilità superiore del 14% di perdita degli elementi molari. Al contrario, il morso aperto anteriore non ha mostrato la stessa associazione. Secondo gli autori, questo dato suggerisce che differenti tipologie di malocclusione anteriore possano influenzare in modo diverso la conservazione degli elementi dentari nel corso della vita. 

 

Quale potrebbe essere il meccanismo?

Sebbene lo studio non fosse progettato per dimostrare un rapporto causale, i ricercatori ricordano che alcune malocclusioni possono modificare la distribuzione delle forze masticatorie sui denti posteriori. Crossbite e open bite alterano infatti la dinamica occlusale e possono determinare schemi di carico differenti rispetto a quelli osservati in presenza di un'occlusione fisiologica. Questa redistribuzione delle forze potrebbe contribuire, nel tempo, a influenzare la stabilità degli elementi dentari e la loro sopravvivenza.

Secondo Kento Numazaki, primo autore dello studio, mantenere almeno 20 denti naturali rappresenta un obiettivo rilevante per la salute pubblica, poiché la riduzione del numero di elementi dentari può compromettere la funzione masticatoria, lo stato nutrizionale, la fragilità dell'anziano e l'aspettativa di vita in buona salute. Gli autori sottolineano che il rischio di perdita dentale non dovrebbe essere valutato esclusivamente alla luce di carie e malattia parodontale. Anche le caratteristiche occlusali potrebbero infatti rappresentare un fattore da considerare nella valutazione complessiva del paziente e nella pianificazione dei programmi di prevenzione. 

 

Le prospettive future della ricerca

Il gruppo di ricerca definisce questo lavoro come la prima evidenza epidemiologica su larga scala che collega il morso inverso anteriore alla perdita dentale nella popolazione adulta. Tuttavia, gli autori evidenziano la necessità di ulteriori studi longitudinali per comprendere meglio l'evoluzione della perdita dentaria nei pazienti con crossbite anteriore e per verificare se le stesse associazioni siano osservabili anche in popolazioni diverse da quella giapponese.


Fonte: Numazaki K. et al. Association of anterior crossbite and open bite with the number of remaining teeth: a cross-sectional study from the Tohoku Medical Megabank Cohort. Clinical Oral Investigations, 2026.

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