Un dinosauro con il mal di denti accoglie i piccoli pazienti nella sala d’attesa della Clinica odontoiatrica della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza. Si chiama Dino, abbreviazione di Gerardino, ed è il protagonista di un nuovo progetto dedicato ai bambini che devono affrontare visite e trattamenti odontoiatrici.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra la Clinica odontoiatrica diretta da Marco Baldoni e ABIO Brianza, l’Associazione per il bambino in ospedale. L’obiettivo è concreto: ridurre l’ansia, favorire la collaborazione durante le cure e costruire un rapporto di fiducia con il personale sanitario.
Il progetto assume un valore particolare per i bambini con bisogni assistenziali complessi, che ogni anno rappresentano una parte rilevante dell’attività clinica. In questi casi, la qualità dell’accoglienza non è un elemento accessorio. Può incidere sulla possibilità stessa di eseguire la visita, raccogliere informazioni attendibili e portare a termine il trattamento senza aumentare il disagio del paziente e della famiglia.
Un personaggio già conosciuto dai bambini
Dino non è una presenza nuova all’interno dell’ospedale monzese. Il personaggio era già stato introdotto nel centro prelievi pediatrico per accompagnare i bambini durante un’esperienza spesso percepita come difficile. Nella nuova ambientazione odontoiatrica, la sua storia parte da un problema comune: dopo aver mangiato troppe caramelle, il dinosauro avverte dolore a un dente. Presentato in questi termini, Dino potrebbe sembrare soltanto un espediente per distrarre i bambini. Il progetto, però, interviene su un problema clinico e organizzativo ben noto agli odontoiatri: la gestione della paura.
Il ruolo di ABIO Brianza
La realizzazione del progetto è stata sostenuta da ABIO Brianza, impegnata nel miglioramento dell’esperienza dei bambini in ospedale. Secondo la presidente Susanna Bocceda, la storia di Dino permette di trasformare la visita odontoiatrica da momento temuto a esperienza educativa, nella quale il bambino può sentirsi accolto e coinvolto. Il coinvolgimento non equivale a lasciare al piccolo paziente decisioni cliniche che non gli competono. Significa piuttosto spiegare, ascoltare e rispettare i suoi tempi, rendendolo parte attiva per quanto consentito dall’età e dalla condizione individuale.
Un’attività clinica in crescita
La direzione ospedaliera segnala che nel 2025 l’attività della Clinica odontoiatrica è aumentata dell’11% rispetto agli anni precedenti. L’aumento rende ancora più rilevante la gestione dei flussi pediatrici e dei pazienti fragili. Più accessi significano maggiore pressione sugli spazi, sul personale e sui tempi di cura. In questo contesto, un progetto di accoglienza è efficace quando viene integrato nell’organizzazione ordinaria e non rimane un intervento isolato.
La paura del dentista nei bambini non si supera dicendo semplicemente che “non fa male”. Richiede preparazione, linguaggio adeguato, gradualità e attenzione ai segnali del paziente. Dino può funzionare perché non nega il problema: ha mal di denti, è preoccupato e deve affrontare una cura. Per i professionisti del settore, il progetto del San Gerardo offre uno spunto organizzativo più ampio. L’odontoiatria pediatrica e speciale beneficia di ambienti progettati per ridurre l’incertezza, ma soprattutto di équipe capaci di usare quegli ambienti in modo coerente.
Il personaggio può aprire la porta. A costruire la fiducia restano però il tempo dedicato al bambino, la continuità degli operatori e la capacità di adattare il percorso clinico alle sue reali necessità.

