INFODENT_8-9_2026

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Parafunzioni e malattia parodontale: uno studio ridefinisce le cause principali
Dr. Giuseppe Grech
Uno studio clinico controllato e randomizzato, condotto dal Dr. Giuseppe Grech, ha messo in luce i principali fattori alla base della malattia parodontale, ridefinendo il ruolo della flora batterica e delle abitudini funzionali nella patogenesi.

La ricerca, pubblicata sulla rivista OAT open access text "Dental, Oral and Maxillofacial Research", condotta su 420 pazienti di età compresa tra 30 e 60 anni con parodontite cronica moderata-severa, ha analizzato 498 campioni di fluido crevicolare per valutare la presenza predominante di batteri e la carica batterica totale prima e dopo terapia non chirurgica (scaling e root planing). Un sottogruppo di 78 pazienti è stato campionato nuovamente dopo il trattamento per monitorare i cambiamenti microbiologici.

I risultati hanno evidenziato un dato sorprendente: le parafunzioni orali, come bruxismo, serramento, deglutizione atipica, respirazione orale, insieme a malocclusioni, precontatti e dispositivi protesici incongrui, risultano essere i fattori locali “diretti e scatenanti” della malattia parodontale, e non più semplici cause predisponenti come tradizionalmente si pensava. La presenza batterica, pur significativa, appare quindi in secondo piano rispetto a questi fattori funzionali e meccanici.

Dal punto di vista microbiologico, tra i batteri più rilevanti si segnalano:

  • Fusobacterium nucleatum, presente nel 72,5% dei campioni, con carica batterica media del 6,46%, spesso persistente anche dopo il trattamento, e noto anche per il suo ruolo nell’intestino e nella correlazione con il cancro colorettale.
  • Porphyromonas gingivalis, Tannerella forsythia e Treponema denticola, presenti rispettivamente nel 25,5%, 31,3% e 32,7% dei campioni, con valori medi significativamente ridotti dopo il trattamento.
  • Aggregatibacter actinomycetemcomitans e Campylobacter rectus risultano meno diffusi, con percentuali rispettivamente del 2,2% e 37,5%.

Il trattamento non chirurgico ha portato a una riduzione drastica della carica batterica totale, confermando l’efficacia dello scaling e root planing nel controllo microbiologico, anche se la persistenza di Fusobacterium nucleatum in una quota dei pazienti suggerisce l’importanza di monitorare questo batterio per la prevenzione sistemica e orale.

Lo studio rappresenta un passo significativo nella comprensione della malattia parodontale, evidenziando come l’approccio terapeutico debba integrare non solo il controllo batterico ma anche l’individuazione e la correzione delle parafunzioni e degli elementi meccanici che scatenano l’infiammazione.

Approfondisci lo studio completo.

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Autore: Dr. Giuseppe Grech
Il Dr. Giuseppe Grech è nato a Tripoli (Libia) il 16/05/1967. Odontoiatra… Continua
Dr. Giuseppe Grech
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