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Parodontite, dopo sette giorni cambia l'equilibrio tra batteri e funghi
parodontite
Una formulazione locale con acido ialuronico, perossido di idrogeno e glicina è stata associata a una riduzione della profondità di sondaggio e a una riorganizzazione del microbiota subgengivale. Lo studio, condotto su 13 pazienti, offre però dati ancora preliminari.

La tasca parodontale non è popolata soltanto da batteri. Al suo interno convivono anche funghi e altri microrganismi che competono, cooperano e modificano le condizioni del biofilm. Osservarne una sola componente rischia quindi di restituire un’immagine incompleta della malattia.

Da questa premessa nasce uno studio pilota pubblicato sul Journal of Dentistry. Il lavoro ha valutato gli effetti di una formulazione con acido ialuronico, perossido di idrogeno e glicina sul batterioma e sul micobioma subgengivale, verificando il possibile passaggio da una comunità disbiotica a un profilo più vicino a quello dei siti sani.

 

Tredici pazienti, sette giorni di trattamento

Il trial prospettico randomizzato, con disegno split-mouth, ha coinvolto 13 adulti con parodontite, nove donne e quattro uomini, con un’età media di 58,1 anni. Tutti erano in attesa di iniziare un trattamento ortodontico, rinviato per la presenza di tasche attive.

In ciascun paziente sono stati confrontati un sito parodontale e un’area clinicamente sana. La formulazione BMG0703A è stata applicata localmente due volte al giorno per sette giorni, per circa due minuti. I campioni di placca subgengivale sono stati raccolti prima e dopo il trattamento e analizzati mediante sequenziamento delle regioni 16S rRNA e ITS2.

Il perossido di idrogeno esercita un’azione antimicrobica; l’acido ialuronico può interferire con l’adesione di Candida albicans e sostenere l’omeostasi tissutale; la glicina è stata inserita per la biocompatibilità e il possibile supporto alla barriera epiteliale. Lo studio non ha misurato il contributo specifico delle singole sostanze.

 

Meno anaerobi, più Rothia

Prima del trattamento, le tasche mostravano una maggiore presenza di generi anaerobi rispetto ai siti sani. Dopo una settimana, Olsenella è scesa dal 3,15% all’1,18% e Peptostreptococcus dal 3,68% al 2,34%. Anche altri taxa associati alla disbiosi, tra cui Dialister, Mogibacterium, Atopobium e Megasphaera, hanno mostrato una riduzione.

Nello stesso periodo è quasi raddoppiata la presenza di Rothia, passata nelle tasche dall’11,91% al 22,68%. Il genere è comunemente rilevato nel cavo orale sano e il suo aumento è stato interpretato come il segnale di una transizione verso un ambiente più aerobico. Streptococcus, invece, è rimasto relativamente stabile. Il quadro suggerisce una riorganizzazione della comunità, più che una riduzione indiscriminata del microbiota.

Anche la diversità batterica si è modificata. Al basale, le tasche ospitavano una comunità più ricca rispetto alle aree sane, un dato che nella parodontite può riflettere l’accumulo di specie anaerobie e proteolitiche. Dopo il trattamento, ricchezza e indice di Shannon si sono avvicinati ai valori dei siti di controllo.

 

Candida si riduce dal 22,8% al 9,1%

Prima del trattamento, il micobioma delle tasche era dominato soprattutto da Malassezia, Candida e Saccharomyces. Dopo sette giorni, l’abbondanza relativa di Candida è scesa dal 22,8% al 9,1% nei siti patologici. Nei siti sani è passata dal 19,5% al 9,2%.

Alla riduzione di Candida si è accompagnato un aumento di Malassezia, dal 39,2% al 45,5% nelle tasche. La ricchezza fungina complessiva è rimasta stabile, mentre la distribuzione delle specie è diventata più uniforme. L’analisi multivariata ha confermato una riorganizzazione significativa del micobioma.

Lo studio ha inoltre rilevato correlazioni tra alcuni batteri e specifici funghi. Non sono prove di un rapporto causale, ma indicano che il recupero di una comunità batterica più compatibile con la salute potrebbe ridurre lo spazio per alcuni lieviti opportunisti. Batterioma e micobioma sembrano quindi rispondere come parti della stessa rete.

 

Profondità di sondaggio ridotta di 1,46 millimetri

Sul piano clinico, la profondità media di sondaggio nelle tasche è diminuita di 1,46 ± 1,3 millimetri dopo una settimana, mentre nei siti sani è rimasta stabile. Il risultato descrive una risposta precoce e localizzata, ma non dimostra una rigenerazione dei tessuti di sostegno: in un periodo così breve, la variazione può dipendere soprattutto dalla riduzione dell’infiammazione e dell’edema.

Il possibile interesse riguarda soprattutto i pazienti in attesa di trattamento ortodontico. Ridurre rapidamente l’infiammazione e modificare l’ambiente microbico potrebbe facilitare la preparazione prima dell’applicazione delle forze ortodontiche. La formulazione resta comunque un possibile supporto, non un’alternativa alla strumentazione meccanica e al controllo professionale del biofilm.

La prudenza è necessaria. Lo studio comprende soltanto 13 pazienti, dura sette giorni e non prevede un confronto diretto con placebo, antisettici o trattamenti già validati. Le istruzioni di igiene orale potrebbero inoltre aver contribuito ai risultati. Servono studi randomizzati più ampi e follow-up di almeno tre-sei mesi per capire se i cambiamenti persistano e quale beneficio aggiungano alla terapia convenzionale.

Leggi lo studio originale.

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