Per ospitare l’iniziativa è stato scelto il Teatro della Sapienza di Perugia, luogo dal forte valore simbolico.
“Perugia – spiega il Presidente della FNOMCeO, Filippo Anelli – è storicamente riconosciuta, insieme ad Assisi, come Città della Pace. Per questo, proprio in occasione degli 800 anni dalla morte di San Francesco, Patrono d’Italia, abbiamo scelto questi luoghi per il nostro convegno contro la violenza nei confronti dei curanti e per la pace nel mondo”.
“I medici – continua Anelli – sono operatori di pace. La Professione medica nasce per sollevare la sofferenza, tutelare la vita e proteggere i pazienti più fragili, nel rispetto della dignità di ogni persona. Ogni atto medico è un atto di pace. I moderni sistemi sanitari sono infrastrutture di pace”.
In uno scenario definito dallo stesso Presidente come di “Terza guerra mondiale a pezzi”, nel quale ogni giorno si accende un nuovo teatro di conflitto in qualche parte del mondo, diventa centrale la vocazione della medicina e dei medici quali realizzatori dei diritti umani. “I medici operano anche nei contesti di conflitto per curare i drammi della guerra, alleviare la sofferenza, proteggere i più vulnerabili, testimoniare che l’umanità non può essere sospesa nemmeno nella violenza. Curare in guerra non significa accettarla. Al contrario, significa opporsi alla sua logica, affermare che ogni persona resta titolare di diritti e di dignità anche nel conflitto”.
Violenza contro i professionisti della salute: un tema strutturale
“Desidero sottolineare – afferma Verena De Angelis, Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Perugia – il valore alto di questa giornata di studio e confronto, dedicata ai diversi profili e forme di violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari. Un tema che non è più solo emergenziale, episodico, ma che è diventato strutturale e che richiede risposte sistemiche, coordinate e concrete”.
“La violenza contro i professionisti della salute non è soltanto un problema di sicurezza individuale: è una ferita al Servizio sanitario nazionale nel suo complesso, perché mina la fiducia, compromette la qualità delle cure e indebolisce il rapporto tra cittadini e istituzioni. Per questo è fondamentale il contributo della FNOMCeO e dell’Osservatorio nazionale, così come il lavoro condiviso con la Regione Umbria e con la Consulta delle Professioni sanitarie”.
L’incontro, organizzato dalla FNOMCeO, dall’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Perugia e dalla Regione Umbria, con la collaborazione della Fondazione Onaosi e moderato dal giornalista di Rai3 Andrea Gerli, si aprirà alle 8.30 con la presentazione della Giornata da parte di Filippo Anelli, Verena De Angelis e Daniela Donetti, Direttrice Direzione Regionale Salute e Welfare.
Seguiranno i saluti istituzionali del Ministro della Salute Orazio Schillaci, della Presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, di Francesco Zaffini, Presidente della 10ª Commissione Permanente Affari sociali, Sanità, Lavoro pubblico e privato, Previdenza Sociale del Senato della Repubblica, dei Prefetti di Perugia e Terni Francesco Zito e Antonietta Orlando, di Costanza Spera in rappresentanza del Sindaco di Perugia Vittoria Ferdinandi, del Vescovo di Perugia Ivan Maffeis, del Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Perugia Massimiliano Marianelli, del Presidente ENPAM Alberto Oliveti e del Presidente della Fondazione ONAOSI Amedeo Bianco.
Nel corso dei lavori Mariella Mainolfi presenterà le attività dell’Osservatorio Nazionale sulla Sicurezza degli Esercenti le Professioni Sanitarie e Socio-Sanitarie. Raffaele Cantone interverrà sui “Profili penali delle violenze verso gli operatori sanitari”. Lucilla Gagliardi ricorderà il ruolo degli Ordini e il contributo all’Osservatorio Nazionale per il contrasto alla violenza. David Lazzari illustrerà il contributo della psicologia nella prevenzione e gestione della violenza nei contesti di cura.
Saranno inoltre presentati i nuovi dati regionali sul fenomeno e il Documento di impegno regionale realizzato in collaborazione tra la Consulta delle professioni sanitarie e la Regione Umbria. I dati e le buone pratiche territoriali saranno discussi in una Tavola Rotonda che vedrà il confronto tra rappresentanti delle professioni sanitarie, delle istituzioni, delle forze dell’ordine e del mondo dell’informazione.
“Particolarmente significativa – aggiunge De Angelis – è l’attenzione riservata non solo agli aspetti normativi e organizzativi, ma anche alla dimensione psicologica, indispensabile per comprendere e gestire situazioni ad alta conflittualità nei contesti di cura. La presenza delle istituzioni sanitarie, delle professioni, delle forze dell’ordine e del mondo dell’informazione testimonia la volontà di costruire un’alleanza ampia e responsabile”.
Il Manifesto e il gesto simbolico ad Assisi
A concludere la Giornata saranno la presentazione del Manifesto “Medici e Pace” e la consegna di targhe di riconoscimento ai rappresentanti di Emergency, Medici Senza Frontiere Italia e Medici con l’Africa CUAMM.
Seguirà la visita alle spoglie di San Francesco ad Assisi. “È un gesto di forte valore simbolico – commenta De Angelis – perché, in un tempo segnato da tensioni e conflitti, richiamarsi alla figura del Santo della pace rappresenta un ulteriore segno di attenzione e di impegno verso una cultura della non violenza, del dialogo e del rispetto, principi che devono ispirare anche l’agire quotidiano di chi opera nella sanità”.
“Nell’ottavo centenario dalla sua morte – conclude – San Francesco ci consegna una lezione sempre attuale: quella di consumare la sua vita per gli altri, di bruciare d’amore per il prossimo e il creato. Una lezione che, oltre che spirituale e religiosa, è anche profondamente laica e ben si attaglia a quello che fanno i medici ogni giorno, mettendo la propria vita e le proprie competenze a disposizione dei pazienti”.

