Un contenuto può raggiungere migliaia di utenti in poche ore, essere modificato rapidamente e scomparire prima ancora di una segnalazione. È qui che si concentra una delle questioni più delicate per la professione odontoiatrica: come vigilare sulla pubblicità sanitaria nell’epoca dei social network.
Informare i cittadini sulle prestazioni offerte è legittimo. La comunicazione, però, deve restare corretta, trasparente e verificabile, perché riguarda la salute e può influenzare direttamente le decisioni del paziente.
Dai mezzi tradizionali ai contenuti effimeri
In Italia, la vigilanza sul rispetto delle norme deontologiche spetta agli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri. Il loro compito è intervenire quando la comunicazione assume caratteri ingannevoli, suggestivi, denigratori o esclusivamente commerciali.
Il problema è che il modello di controllo si confronta oggi con Facebook, Instagram, TikTok e altre piattaforme, dove i contenuti sono numerosi, brevi e immediati. Storie temporanee, video modificabili, campagne sponsorizzate e post rimossi dopo poche ore rendono difficile un monitoraggio sistematico. Questo non significa che il sistema sia inefficace. Significa che quantità e velocità dei messaggi richiedono strumenti più moderni, procedure più rapide e una maggiore collaborazione tra Ordini, professionisti e piattaforme digitali.
Più strumenti, criteri condivisi
La crescita dei contenuti digitali impone un aggiornamento della vigilanza. Servono procedure tempestive, criteri interpretativi omogenei e modalità efficaci per conservare le prove digitali quando un contenuto viene modificato o eliminato.
Anche la coerenza territoriale è un punto centrale. Regole applicate in modo diverso possono generare incertezza e indebolire l’efficacia dei controlli. Linee operative condivise aiuterebbero a distinguere meglio la divulgazione corretta dalla comunicazione promozionale incompatibile con i principi professionali.
Il confronto proposto da AIO
L’Associazione Italiana Odontoiatri ha annunciato l’intenzione di promuovere un tavolo di confronto con le altre sigle sindacali e con la Commissione Albo Odontoiatri.
L’obiettivo è individuare soluzioni condivise, coerenti con i principi deontologici e applicabili alle nuove modalità di comunicazione digitale.
La direzione è corretta, a condizione che il confronto produca indicazioni operative, esempi concreti e risposte rapide sui formati più problematici.
La sfida non è ridurre lo spazio dell’informazione sanitaria. È evitare che la velocità dei social cancelli la distinzione tra cura e consumo. Una vigilanza aggiornata tutela il paziente e, allo stesso tempo, i professionisti che comunicano in modo serio e responsabile.

