Dopo anni di rinvii e occasioni mancate, CNA SNO Liguria ha lanciato un forte appello al Governo per chiedere una decisione definitiva sul riconoscimento della professione odontotecnica. L'associazione spinge per il completamento dell'iter previsto dall'articolo 5 della legge 43/2006, un procedimento amministrativo rimasto finora incompiuto. Questa storica battaglia sindacale, sostenuta da CNA Nazionale, ha ripreso vigore grazie a recenti sviluppi normativi, tra cui un'interrogazione parlamentare e una fondamentale pronuncia del Consiglio di Stato, riaprendo il confronto tra tutte le componenti della filiera sanitaria.
Il quadro normativo e l'iter incompiuto della legge 43/2006
La richiesta avanzata da CNA SNO Liguria non punta all'introduzione di nuove figure professionali né all'avvio di percorsi formativi inediti. L'obiettivo primario è semplicemente quello di portare a compimento un percorso amministrativo già tracciato dal legislatore vent'anni fa e mai finalizzato. Secondo l'associazione di categoria, oggi sussistono tutti gli elementi normativi e giuridici necessari per giungere a una conclusione rapida del procedimento. Questo passaggio formale viene considerato fondamentale per dare stabilità a un settore che attende da troppo tempo un quadro regolatorio certo e definitivo.
A riaccendere i riflettori sulla questione sono intervenuti due atti specifici che hanno sbloccato l'impasse istituzionale. Da un lato, l'interrogazione parlamentare presentata dall'onorevole Ilenia Malavasi; dall'altro, la recente e significativa sentenza del Consiglio di Stato n. 932/2024. Questi due elementi hanno fornito nuove basi giuridiche e politiche alla richiesta di CNA, spingendo le rappresentanze a riaprire con fermezza il tavolo delle trattative con il Ministero della Salute e con le istituzioni competenti.
Il ruolo dell'odontotecnico moderno tra digitalizzazione e normativa europea MDR
La sollecitazione verso l'esecutivo si fonda sulla reale evoluzione che la categoria ha vissuto negli ultimi anni. In Italia operano attualmente oltre 25 mila professionisti e più di 10 mila laboratori odontotecnici, strutture che hanno investito massicciamente in innovazione tecnologica, digitalizzazione dei flussi di lavoro e formazione continua. Gli odontotecnici rappresentano oggi una componente essenziale e insostituibile della filiera dentale e del sistema sanitario, gestendo quotidianamente standard qualitativi e protocolli operativi di altissimo livello a tutela della salute pubblica.
Sotto il profilo operativo, i titolari di laboratorio assumono responsabilità crescenti dal punto di vista tecnico, documentale e della sicurezza. Ogni giorno progettano e realizzano dispositivi medici su misura nel pieno rispetto della complessa normativa europea MDR 2017/745.
Questa evoluzione verso una manifattura digitale e certificata trasforma l'odontotecnico in un partner tecnico avanzato, il cui valore professionale merita, secondo CNA, di essere ufficialmente sancito da un riconoscimento giuridico che rifletta i reali doveri e le competenze espresse alla poltrona e in laboratorio.
La sentenza del Consiglio di Stato e l'assenza di sovrapposizioni con l'odontoiatria
Un passaggio ritenuto decisivo per superare i vecchi ostacoli istituzionali è rappresentato proprio dalla pronuncia del Consiglio di Stato. Secondo l'analisi di CNA SNO Liguria, la sentenza n. 932/2024 ha chiarito in modo definitivo uno dei nodi storici che per anni ha rallentato il confronto, stabilendo che il riconoscimento della professione odontotecnica non comporta alcuna sovrapposizione con le competenze dell'odontoiatra. I ruoli, le mansioni e le responsabilità delle due figure rimangono infatti nettamente distinti e perfettamente definiti dalla legge.
Alla luce di questo chiarimento giurisprudenziale, l'associazione sostiene che non sia più possibile richiamare un presunto rischio di interferenza professionale per giustificare il blocco dell'iter. Come dichiarato dal coordinatore regionale di CNA SNO Liguria, Luciano Vazzano, la categoria non richiede corsie preferenziali o privilegi, ma il rispetto dei percorsi di legge. La politica ha oggi l'opportunità di ascoltare una platea di imprese e professionisti che producono qualità all'interno del sistema sanitario, ponendo fine a una situazione di incertezza intollerabile.
L'associazione ribadisce che continuerà a presidiare tutte le sedi istituzionali attraverso proposte tecniche e iniziative legislative per ottenere una riforma condivisa, sottolineando che il futuro del comparto deve essere deciso con il coinvolgimento diretto di chi esercita quotidianamente l'attività.

