INFODENT_8-9_2026

È online la rivista digitale di Agosto-Settembre.

Scuole di specializzazione odontoiatriche, AIO chiede tempi certi e programmazione pluriennale
Scuole di specializzazione odontoiatriche
L'Associazione Italiana Odontoiatri sollecita il provvedimento necessario per l'avvio dell'anno accademico 2025/2026 e richiama il Governo sulla necessità di pianificare borse e fabbisogno specialistico.

Le procedure sono state programmate, i bandi pubblicati e i concorsi conclusi. Manca però ancora il provvedimento necessario a consentire l’avvio delle Scuole di specializzazione odontoiatriche per l’anno accademico 2025/2026.

A segnalare il ritardo è l’Associazione Italiana Odontoiatri, che chiede alle istituzioni di intervenire rapidamente per evitare che un passaggio amministrativo già previsto si trasformi in un problema per università, specializzandi e strutture cliniche. La questione non riguarda soltanto il calendario accademico. L’incertezza incide sui percorsi professionali dei giovani odontoiatri e rischia di indebolire la programmazione della formazione specialistica, con effetti che potrebbero emergere anche negli anni successivi.

 

Una formazione che non può dipendere dai ritardi burocratici

Secondo AIO, chi supera un concorso per accedere a una scuola di specializzazione deve poter contare su tempi definiti e procedure trasparenti. Il mancato rispetto delle scadenze espone i candidati a una fase di sospensione difficile da gestire, tanto sul piano personale quanto su quello professionale.

«I giovani odontoiatri devono poter costruire il proprio futuro professionale all’interno di un sistema prevedibile, meritocratico ed efficiente», afferma il presidente nazionale AIO Vincenzo Musella.
Il problema è particolarmente evidente quando le università hanno già organizzato i percorsi e completato le selezioni. In questa fase, eventuali ritardi possono condizionare l’inizio delle attività formative, la pianificazione didattica e il lavoro clinico svolto all’interno delle strutture universitarie.

 

Specializzazioni e qualità dell’assistenza

Le scuole di specializzazione non hanno soltanto una funzione accademica. Contribuiscono alla formazione di professionisti con competenze avanzate, sostengono l’attività clinica degli atenei e partecipano alla produzione scientifica. Per questo, secondo AIO, la loro continuità riguarda direttamente anche la qualità dell’assistenza odontoiatrica. Una disponibilità adeguata di specialisti consente di rispondere meglio ai bisogni della popolazione e di garantire il ricambio generazionale nelle diverse discipline.

«Le Scuole di Specializzazione rappresentano un patrimonio per il Paese», sottolinea Musella. «Contribuiscono all’attività clinica delle strutture universitarie, alla ricerca scientifica e alla crescita culturale della professione».

L’effetto di una programmazione insufficiente non sarebbe immediato, ma progressivo. Ridurre o ritardare le opportunità formative oggi può significare avere domani meno specialisti nei settori in cui la domanda assistenziale è maggiore.

 

Il nodo delle borse di studio

Accanto all’avvio delle scuole, AIO pone il tema del numero delle borse disponibili. Secondo l’associazione, la loro definizione dovrebbe essere legata a un’analisi del fabbisogno nazionale e non a decisioni episodiche. La programmazione dovrebbe considerare il numero di professionisti necessario nelle diverse aree dell’odontoiatria, le esigenze del Servizio sanitario, la distribuzione territoriale e l’evoluzione demografica della popolazione. Una riduzione delle borse priva di una valutazione strutturata rischierebbe infatti di limitare l’accesso alla formazione senza risolvere eventuali squilibri. Il punto non è aumentare o ridurre i posti in modo automatico, ma stabilirli attraverso criteri verificabili e condivisi.

 

Oltre l’emergenza dell’anno accademico

L’Associazione Italiana Odontoiatri chiede al Governo di adottare in tempi rapidi il provvedimento necessario per rendere operative le scuole nel 2025/2026. Ma la richiesta va oltre la soluzione del ritardo attuale.

AIO propone una programmazione pluriennale, capace di offrire maggiore stabilità agli atenei e ai giovani professionisti. Un quadro prevedibile permetterebbe alle università di organizzare meglio attività didattiche e cliniche e agli odontoiatri di pianificare con maggiore consapevolezza il proprio percorso.

«L’Italia ha bisogno di una programmazione pluriennale della formazione specialistica odontoiatrica, fondata su criteri oggettivi, condivisi e trasparenti», afferma Musella.

La richiesta appare ragionevole anche sul piano gestionale. Senza una prospettiva di medio periodo, ogni anno accademico rischia di riaprire la stessa fase di incertezza, con conseguenze sulla qualità dei percorsi e sulla capacità del sistema di formare gli specialisti necessari.

 

La formazione come investimento

Nel dibattito sulle risorse, la formazione specialistica viene spesso trattata come una voce di costo. AIO propone invece di considerarla un investimento sul funzionamento futuro dell’odontoiatria italiana. Garantire continuità alle scuole significa sostenere la ricerca, mantenere attive le strutture cliniche universitarie e offrire ai pazienti professionisti più qualificati. Significa anche evitare che i giovani odontoiatri siano costretti a costruire il proprio percorso in un sistema segnato da scadenze incerte e decisioni tardive. L’associazione ha confermato la disponibilità a collaborare con istituzioni, università e rappresentanze professionali. Il confronto, però, dovrà tradursi in atti concreti. Perché, una volta conclusi i concorsi, l’avvio dei percorsi non dovrebbe dipendere da un’attesa amministrativa senza una data certa.

Materiale informativo
Non ci sono materiali per questa news.
Video
Non ci sono video per questa news.
A cura di
Redazione Infodent
Via Teverina, 64D
Viterbo (VT)
T. E. info@infodent.it W. https://www.infodent.it