L'accordo punta a consolidare e velocizzare la cooperazione istituzionale nell'ambito dei procedimenti penali e disciplinari legati all'esercizio delle professioni sanitarie. Firmato dal Procuratore Giovanni Bombardieri, insieme al Presidente dell’Ordine Guido Giustetto e alla Presidente della CAO Marta Mello, il testo si muove nel perimetro del DPR 221/1950 e del Codice di Deontologia Medica, introducendo un coordinamento senza precedenti tra l'autorità giudiziaria e l'organo ordinistico.
Quali sono gli obiettivi del Protocollo contro l'esercizio abusivo della professione?
L’esigenza primaria di questo accordo risiede nella necessità di garantire uno scambio informativo tempestivo e sistematico tra le parti, tutelando rigorosamente il segreto investigativo. Questo canale preferenziale permetterà all’Ordine di attivare tempestivamente le proprie funzioni disciplinari e i meccanismi interni di vigilanza. La sinergia punta in modo prioritario a prevenire e contrastare l’abusivismo clinico, un fenomeno purtroppo in espansione che l’istituzione ordinistica considera una minaccia centrale per la sicurezza dei cittadini-pazienti e per la dignità del lavoro svolto quotidianamente da dentisti e igienisti.
Come funziona lo scambio di informazioni tra Magistratura e Albo Odontoiatri?
I dettagli dell'intesa prevedono una circolazione bilaterale dei dati giudiziari. La Procura si impegna a segnalare ufficialmente l’avvio dell’azione penale nei confronti degli iscritti agli Albi, oltre all’applicazione di eventuali misure cautelari personali, reali o interdittive. Parallelamente, l'autorità fornirà dettagli anche su soggetti non iscritti qualora coinvolti in inchieste per esercizio illecito, dando modo alla CAO e all'OMCeO di valutare con rapidità le azioni legali adeguate e l'acquisizione di informazioni dai registri giudiziari nei limiti consentiti dalla legge.
L'Ordine come parte offesa: la costituzione di parte civile nei processi
Una delle novità più significative inserite nel testo riguarda l’esplicita identificazione dell’Ordine quale parte offesa all’interno dei procedimenti penali. Questa qualifica giuridica favorirà la partecipazione attiva dell'ente attraverso la formale costituzione di parte civile durante i processi. La scelta assume un rilievo sociale fondamentale per combattere l'esercizio abusivo, una pratica che genera forte allarme collettivo a causa dei rischi diretti sulla salute, permettendo all'istituzione di affiancare concretamente i professionisti onesti e i pazienti danneggiati dalle strutture e dai soggetti illegali.
Monitoraggio delle malattie professionali e applicazione delle linee guida
Il Protocollo estende il proprio raggio d'azione oltre l'abusivismo, includendo una fattiva collaborazione per ottimizzare le segnalazioni mediche relative alle sospette cause di morte collegate a malattie professionali. L’attenzione si rivolge nello specifico ai tumori a bassa frazione attribuibile (Bef), neoplasie la cui origine occupazionale è stimata tra l’1% e il 20% dei casi clinici. Le nuove linee guida operative stabilite dall'accordo troveranno applicazione immediata per tutti i procedimenti giudiziari e disciplinari avviati successivamente alla data della firma.
Questo accordo rappresenta un modello di riferimento per l'integrazione tra la giustizia ordinaria e l'ordinamento sanitario, a totale beneficio della sicurezza collettiva. Il Protocollo d'intesa di Torino ottimizza i tempi di trasmissione delle notizie di reato tra l'autorità giudiziaria e l'OMCeO, rispettando il segreto investigativo. La Procura segnalerà i casi di esercizio abusivo commessi anche da soggetti non iscritti, permettendo azioni tempestive a tutela degli odontoiatri. L’Ordine viene riconosciuto come parte offesa nei reati di abusivismo, aprendo la strada alla costituzione sistematica di parte civile nei tribunali. Viene potenziato il sistema di segnalazione delle malattie professionali correlate ai tumori a bassa frazione attribuibile nell'esercizio dell'attività medica.

