Secondo il sindacato, il decreto rischia di penalizzare le strutture odontoiatriche più qualificate e organizzate, generando un effetto paradosso che contrasta con l’obiettivo di premiare la qualità delle prestazioni.
L'incontro, convocato dal Dirigente Generale ad interim, Dott. Bologna, ha visto la partecipazione di rappresentanti dell’Assessorato e delle organizzazioni sindacali della specialistica ambulatoriale accreditata. Durante la riunione, SIOD Sicilia ha presentato un memorandum specifico sulla branca odontoiatrica, evidenziando il rischio che il D.A. 418/2026, pur mirando a superare il sistema dei budget storici, non consideri adeguatamente la qualità delle strutture odontoiatriche.
Il Segretario Generale SIOD Sicilia, Dott. Francesco Romano, ha sottolineato che il sindacato non si pone in contrapposizione con l’Assessorato, ma condivide l’obiettivo di costruire un sistema meritocratico, fondato sulla qualità reale delle strutture. Tuttavia, il D.A., nella sua formulazione attuale, non rispetta appieno questi principi, rischiando di non misurare adeguatamente la qualità organizzativa delle strutture odontoiatriche.
Il rischio evidenziato da SIOD è che un meccanismo pensato per premiare la qualità potrebbe finire per penalizzare le strutture più organizzate, con personale stabile e adeguate dotazioni. In odontoiatria, infatti, la qualità non si misura solo in termini di prestazioni cliniche, ma anche attraverso la gestione efficiente delle risorse, la continuità assistenziale e la sicurezza dei percorsi.
Per questi motivi, SIOD Sicilia ha richiesto all'Assessorato regionale un intervento correttivo dei criteri applicativi del decreto, affinché venga maggiormente valorizzata l’organizzazione delle strutture, il personale stabile e le dotazioni realmente impiegate nell’attività odontoiatrica accreditata. Inoltre, il sindacato ha chiesto una simulazione preventiva degli effetti del decreto per provincia e per branca, prima della sua applicazione definitiva, per evitare conseguenze distorsive.
SIOD ha anche proposto l’introduzione di una “clausola anti-paradosso” nel decreto, per impedire che le strutture di alta qualità, con piena capacità produttiva, possano essere penalizzate da un algoritmo di riparto non adeguato alla realtà organizzativa della branca odontoiatrica.
Oltre a questi correttivi specifici, SIOD ha sollevato altre questioni trasversali di interesse generale, tra cui l'obsolescenza delle tariffe e la necessità di un adeguamento periodico coerente con l’aumento dei costi. Il sindacato ha inoltre richiesto l'apertura di un tavolo tecnico regionale sulle tariffe e la riformulazione di clausole contrattuali che possano comprimere i diritti delle strutture accreditate.
“Non chiediamo privilegi, ma che il sistema misuri veramente ciò che dice di voler premiare: qualità, organizzazione, sicurezza e capacità di rispondere ai bisogni dei cittadini”, ha concluso il Dott. Romano.
SIOD Sicilia ha ribadito la propria disponibilità a collaborare con l’Assessorato, la VI Commissione Salute dell’ARS e tutte le sigle sindacali per una specialistica ambulatoriale più equa, moderna e realmente orientata alla qualità del servizio.

