La novità, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, interessa direttamente gli studi odontoiatrici che assumono assistenti, personale amministrativo, addetti alla segreteria o altre figure con contratto di lavoro subordinato. Non si tratta di una semplice modifica alla modulistica: cambiano le informazioni da raccogliere, i documenti da consegnare e, in alcuni casi, i contributi da calcolare e versare. Il rischio principale è accorgersi dell’errore mesi dopo, quando diventa necessario ricostruire la posizione del lavoratore, correggere i flussi contributivi e recuperare somme non versate.
Dalla scelta entro sei mesi al termine di 60 giorni
Per i lavoratori alla prima assunzione nel settore privato dopo il 30 giugno 2026, il tempo disponibile per decidere la destinazione del TFR passa dai precedenti sei mesi a 60 giorni. Entro questo termine il dipendente può scegliere di destinare il TFR maturando a una forma pensionistica complementare oppure di mantenerlo presso il datore di lavoro, secondo il regime previsto dall’articolo 2120 del Codice civile.
Se non comunica alcuna decisione, allo scadere dei 60 giorni si perfeziona l’adesione automatica alla forma pensionistica collettiva individuata dal contratto applicato nello studio. La decorrenza economica risale però alla data di assunzione: il datore avvia i versamenti dal mese successivo alla scadenza del termine, includendo quanto maturato dall’inizio del rapporto.
Non entra in gioco soltanto il TFR
Con il nuovo meccanismo, l’adesione automatica può comportare il versamento della contribuzione piena prevista dalla contrattazione collettiva: TFR, quota a carico del datore di lavoro e quota a carico del dipendente. Per gli studi che applicano il CCNL Studi Professionali, la forma pensionistica di riferimento è Fon.Te. Il fondo ha comunicato di essere operativo per raccogliere le adesioni automatiche dal 1° luglio 2026, in conformità alle istruzioni adottate dalla COVIP.
La riforma produce quindi un effetto che può essere anche economico, non soltanto amministrativo. Prima di procedere con una nuova assunzione è opportuno stimare il costo complessivo del personale insieme al consulente del lavoro, includendo l’eventuale contribuzione alla previdenza complementare.
La storia lavorativa del dipendente cambia le regole
Per chi entra per la prima volta nel lavoro subordinato privato dopo il 30 giugno 2026, in assenza di una scelta entro 60 giorni scatta l’adesione automatica. Per chi ha già lavorato, invece, lo studio deve ricostruire la precedente posizione. Se il dipendente aveva già destinato il TFR a un fondo pensione e la posizione è ancora attiva, dovrà indicare a quale forma pensionistica conferire il TFR del nuovo rapporto. In linea generale, non potrà tornare a mantenerlo presso il datore di lavoro. Se nel precedente impiego aveva lasciato il TFR in azienda, quella decisione continua invece a produrre effetti anche nel nuovo rapporto, salva la possibilità di aderire successivamente a un fondo pensione. Una disciplina specifica riguarda inoltre chi abbia riscattato integralmente una precedente posizione previdenziale.
Una procedura interna per ridurre errori e rettifiche
Per uno studio odontoiatrico, la soluzione più efficace è inserire la gestione del TFR nella checklist di ogni nuova assunzione. Il protocollo dovrebbe prevedere l’identificazione del contratto collettivo applicato, la raccolta della storia lavorativa e previdenziale, la consegna dell’informativa, l’acquisizione della scelta scritta e un avviso automatico prima della scadenza dei 60 giorni. A questo va aggiunto il coordinamento con il consulente del lavoro, affinché la posizione venga trattata correttamente nei flussi paga e nelle comunicazioni al fondo pensione.
La riforma rende evidente un dato spesso sottovalutato: la gestione del personale è parte dell’organizzazione clinica. Un errore amministrativo non rimane confinato in segreteria, ma assorbe tempo, genera costi e può compromettere il rapporto di fiducia con il dipendente.
Preparare oggi documenti e procedure permette di trasformare il nuovo obbligo in un passaggio ordinato dell’assunzione. E consente al titolare di tornare prima possibile al compito che gli compete: governare lo studio e garantire qualità e continuità delle cure.

