Con una nota indirizzata al Ministro della Salute Orazio Schillaci e al Sottosegretario di Stato Marcello Gemmato, il Presidente della CAO nazionale Andrea Senna ha chiesto che la professione odontoiatrica venga espressamente esclusa dall’ambito di applicazione della disposizione.
La norma prevede la possibilità, per i professionisti sanitari che hanno conseguito il titolo all’estero, di esercitare temporaneamente la propria attività presso strutture sanitarie o sociosanitarie pubbliche, private o private accreditate, in deroga al riconoscimento delle qualifiche professionali da parte del Ministero della Salute e senza iscrizione agli Ordini. Una misura introdotta in risposta alla carenza di personale e successivamente prorogata fino al 31 dicembre 2029, con un riferimento specifico al personale medico e infermieristico.
La richiesta della CAO nazionale
Secondo Andrea Senna, la disposizione sarebbe stata pensata principalmente per affrontare le esigenze del Servizio sanitario nazionale legate alla carenza di medici e infermieri e non sarebbe applicabile alla professione odontoiatrica.
La disciplina, osserva Senna, è evidentemente calibrata sulla professione medica e su quella infermieristica, in considerazione soprattutto della carenza di personale nel Servizio sanitario nazionale.
Il Presidente della CAO sottolinea inoltre come il settore odontoiatrico presenti caratteristiche differenti, con circa 65mila professionisti che esercitano, nella maggior parte dei casi, in regime libero-professionale. Secondo Senna, la professione odontoiatrica non sarebbe quindi interessata da una situazione di carenza di professionisti analoga a quella che ha portato all’introduzione della misura.
Il tema dell’applicazione della norma
Nella nota inviata ai rappresentanti del Governo viene evidenziato anche un possibile problema interpretativo relativo all’ambito di applicazione della disposizione.
La norma fa riferimento all’esercizio temporaneo presso “strutture sanitarie o sociosanitarie pubbliche, private o private accreditate”. Secondo la CAO, sarebbero però emerse situazioni in alcune Regioni nelle quali odontoiatri con titoli esteri eserciterebbero in deroga anche negli studi privati, un ambito che, secondo l’interpretazione della Commissione, non sarebbe ricompreso dalla legge.
Per questo motivo Andrea Senna ha chiesto al Ministero della Salute un parere che chiarisca in modo definitivo l’esclusione della professione odontoiatrica dalla normativa, così da prevenire possibili differenze interpretative e applicative sul territorio nazionale.
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