INFODENT_8-9_2026

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Vent'anni di monitoraggio dell'industria dentale italiana
Analisi di settore UNIDI
Si consolida il comparto: produzione stabile a oltre 1,35 miliardi, mercato domestico a circa 1,74 miliardi.

Presentata in Franciacorta la ventesima edizione dello Studio di Settore UNIDI, realizzata come ogni anno in collaborazione con Key-Stone. Un traguardo che testimonia vent'anni di monitoraggio continuo del comparto, consolidando quello che è oggi l'osservatorio più longevo e strutturato dell'industria dentale italiana.

Un progetto nato dalla visione lungimirante di UNIDI, che ha saputo investire fin dall'inizio in uno strumento di analisi rigoroso e continuativo, sostenuto negli anni dai consigli direttivi e costruito attraverso una collaborazione virtuosa con Key-Stone. Nel tempo questa scelta si è rivelata strategica: lo studio UNIDI/Key-Stone è infatti diventato un vero benchmark per le altre associazioni in diversi paesi del mondo.

I dati del 2025 confermano la solidità strutturale del comparto dentale italiano, con una produzione industriale stabile rispetto all'anno precedente e un mercato finale solido con un +1%, nonostante la severa situazione congiunturale internazionale. Due i temi al centro dell'analisi di quest'anno: la divergenza tra le dinamiche dei consumabili e delle attrezzature, e il ruolo crescente delle Specialties come traino della domanda interna.

 

La produzione industriale

La produzione dentale italiana si attesta nel 2025 a oltre 1.350 milioni di euro, registrando una piccola flessione del -1% rispetto al 2024. Il risultato consolida un percorso di crescita strutturale che, misurato sul lungo periodo, esprime un CAGR del +5% dal 2011, con valori ormai stabilmente superiori di oltre il 30% rispetto al 2020.

La crescita della produzione è trainata dai prodotti consumabili per dentisti e produzioni digitali. Le attrezzature registrano per il secondo anno consecutivo una lieve flessione (-1% nel 2025 sul 2024), riconducibile all'effetto combinato del rinnovo del parco installato avvenuto nel triennio precedente e alla riduzione degli incentivi fiscali. Il forecast 2025 relativo alla produzione indica un -8% sull’Implantologia, da imputarsi esclusivamente alle esportazioni.

Il mercato delle esportazioni si conferma il principale driver del comparto, con un valore di circa 914 milioni di euro e un CAGR del +6% dal 2011. Nel 2025 il comparto si conferma ai valori dell’anno precedente, sostenuto in particolare dai prodotti di consumo per i dentisti. Le attrezzature si mantengono all’incirca allo stesso livello, grazie alla forte spinta proveniente dall’esportazione delle tecnologie digitali. 

Il quadro complessivo della produzione conferma la solidità strutturale del comparto: i volumi raggiunti nel post-Covid sono stati consolidati, resistendo alle pressioni geopolitiche internazionali e alle incertezze delle politiche doganali statunitensi. Un risultato che non si legge come un rimbalzo congiunturale, ma come l'espressione di una maturità conquistata del made in Italy e una conferma dell'unicità dell'industria dentale italiana.

Il mercato domestico: due velocità tra consumabili e attrezzature

Il mercato finale italiano, misurato ai prezzi di sell-out, raggiunge nel 2025 la soglia di 1.737 milioni di euro, con una crescita del +1% sul 2024. Per il quarto anno consecutivo il settore si mantiene sulla soglia di oltre 1,7 miliardi: circa 270 milioni di euro superiore a quello del 2019. Il CAGR degli ultimi 15 anni si attesta al +2%, in linea con la crescita del sistema economico nazionale.
L'analisi per macrocategoria rivela due mondi con dinamiche opposte.

 

Materiali di consumo: il motore della crescita

I consumabili clinici rappresentano il 30% del mercato finale (circa 671 milioni di euro nel 2025, +2% sul 2024) e confermano un ruolo di ancora dell'intero settore, con consumi legati agli interventi ordinari degli studi dentistici. L’Ortodonzia mostra le performance più brillanti: trainata dagli allineatori, ma con un recupero della tradizionale, cresce a ritmi superiori alla media. L'implantologia, dopo anni di forte espansione post-Covid, entra in una nuova fase di maturità comunque positiva (+3% nel 2025).

Complessivamente, il polo dei materiali di consumo e dei servizi rappresenta oggi oltre il 76% del mercato finale, con un trend di lungo periodo solidamente positivo che indica una domanda strutturale robusta e relativamente anelastica.

 

Attrezzature: fase riflessiva dopo il ciclo di rinnovo

Il comparto delle attrezzature, che include riuniti, radiologia, strumentazione per laboratorio e tecnologie CAD-CAM, rimane stabile nel 2025 a 406 milioni di euro, con un peso sul mercato finale sceso al 23% dal 28% del 2022. Riuniti e sistemi radiografici evidenziano cali (-3% riuniti e -6% radiografici), in crescita arredi e sterilizzatori. Rallenta la crescita delle tecnologie digitali con un +3%, dopo il forte sviluppo degli ultimi anni.

La flessione è interpretabile come l'esito fisiologico di un ciclo di investimento straordinario: gli studi e i laboratori che hanno rinnovato il parco attrezzature nel triennio 2021-2023, sostenuti da incentivi fiscali significativi, non generano oggi nuova domanda nella stessa misura. La riduzione degli incentivi ha accentuato questo effetto. Un riavvio del ciclo è atteso nei prossimi anni, man mano che le attrezzature installate raggiungeranno la soglia di obsolescenza e, certamente, in caso di eventuali nuovi incentivi.

"I dati confermano che consumabili e attrezzature obbediscono a logiche di domanda profondamente diverse. I prodotti di consumo sono legati alla quantità e al mix delle prestazioni erogate, mentre il mondo delle attrezzature attraversa cicli di rinnovo influenzati anche da fattori esogeni come gli incentivi fiscali. Dietro questa dinamica c'è una trasformazione più profonda: stiamo assistendo a una democratizzazione delle aspirazioni di salute e benessere, in cui il consumo dentale si sposta progressivamente da una dimensione funzionale a una identitaria. È un tema che approfondirò nei prossimi mesi e che ho presentato anticipatamente durante l’evento UNIDI."

Roberto Rosso, Presidente Key-Stone

Note metodologiche

Lo Studio di settore UNIDI viene condotto ogni anno da Key-Stone su un campione rappresentativo di produttori e distributori italiani. La produzione è valorizzata ai prezzi ex-fabbrica; la distribuzione ai valori di sell-in; il mercato finale ai prezzi di sell-out, stimati applicando un ricarico standard ai valori di sell-in. I dati per macro-famiglie sono considerati affidabili a partire dal 2011.

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A cura di
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