Il congresso, tenutosi l’11 giugno 2026, ha rappresentato un momento di dialogo tra università, sanità e politica, con particolare attenzione al futuro della professione medica, all’integrazione tra sistema universitario e sistema sanitario, al finanziamento della ricerca e alle prospettive della formazione medica.
Tra i relatori è intervenuto anche Filippo Anelli, presidente della FNOMCeO, che ha dedicato il proprio contributo al ruolo del medico di medicina generale. Una figura che Anelli definisce “medico della persona”: il professionista che, grazie al rapporto di fiducia costruito nel tempo, conosce la storia del paziente, lo segue nel percorso di cura, lo orienta e lo accompagna.
In una sanità sempre più complessa, segnata dalla frammentazione dei percorsi, dalla burocrazia e dal rischio di abbandono, il medico di medicina generale assume dunque un ruolo fondamentale. È il punto di riferimento a cui il paziente può rivolgersi quando si trova disorientato, soprattutto nei momenti in cui la malattia porta con sé fragilità e solitudine.
Proprio sul tema della solitudine davanti alla malattia si è concentrato uno dei passaggi più significativi dell’intervento di Anelli. “Il Servizio Sanitario Nazionale nasce per una ragione precisa: liberare la persona dalla solitudine davanti alla malattia”, ha affermato il presidente FNOMCeO.
Secondo Anelli, l’ispirazione del sistema sanitario italiano è legata anche all’esperienza del National Health Service britannico, ma nel nostro Paese ha assunto un significato ancora più profondo. Il Servizio Sanitario Nazionale nasce infatti in risposta alle forti disuguaglianze territoriali, sociali ed economiche che, prima della riforma sanitaria, condizionavano l’accesso alle cure.
Il richiamo al valore del SSN si inserisce quindi in una riflessione più ampia sul rapporto tra sanità, diritti e dignità della persona. In questa prospettiva, la cura non può essere ridotta alla sola prestazione sanitaria, ma deve essere intesa come un percorso in cui il paziente viene accompagnato, ascoltato e sostenuto.
Il XXI Congresso annuale COLMED è stato così l’occasione per ribadire la centralità della formazione medica, della ricerca e dell’integrazione tra università e sanità, ma anche per riaffermare il ruolo sociale del Servizio Sanitario Nazionale. Un sistema che, nelle parole di Anelli, ha il compito di non lasciare sola la persona nel momento della malattia.

