Al centro dell’inchiesta un presunto progetto per la realizzazione di un villaggio turistico extralusso in stile Costa Smeralda e di un parco eolico in Nicaragua, proposto a investitori privati come opportunità sicura e ad alta redditività. Secondo le accuse, invece, si sarebbe trattato di una colossale operazione fittizia, orchestrata da soggetti che avrebbero raggirato oltre un centinaio di risparmiatori, tra cui una settantenne vedova romana e suo figlio, eredi di un noto costruttore capitolino, e numerosi piccoli investitori, anche della provincia viterbese.
Durante la prima udienza del processo, ha deposto uno dei militari della guardia di finanza, che ha illustrato gli elementi emersi dalle indagini: l’odontoiatra avrebbe avuto la disponibilità di due conti correnti sui quali sarebbero transitate ingenti somme di denaro ritenute di provenienza illecita, presumibilmente collegate alla catena di società legate al progetto immobiliare.
Tra le parti civili figurano proprio gli eredi del costruttore romano, ai quali sarebbero stati sottratti, secondo le stime investigative, circa 16 milioni di euro. I due – madre e figlio – sarebbero stati convinti da due broker ad investire nel progetto Nicaragua, attraverso una rete di intermediari e professionisti oggi finiti nel mirino della magistratura.
Già nel gennaio 2018, nell’ambito dell’indagine sulla bancarotta della società Hi Real, nata come evoluzione delle società coinvolte nella truffa, erano state arrestate otto persone, tra cui cinque viterbesi. Tra loro anche Franco Maria Mattioli, imprenditore 62enne definito dalla procura di Milano il promotore dell’intera operazione, accusato di truffa, riciclaggio, intestazione fittizia di beni e appropriazione indebita.
Sarebbe stato proprio in casa di Mattioli, durante una perquisizione, che gli investigatori hanno rinvenuto contratti e documentazione che – secondo l’accusa – collegherebbero l’odontoiatra viterbese alla vicenda. Il medico sarebbe stato indicato come socio occulto della società Santa Marta, al centro dei flussi finanziari relativi al progetto, e i suoi conti correnti sarebbero stati utilizzati per restituire denaro ad alcuni investitori, probabilmente per placare i primi sospetti sul presunto raggiro.
Durante la testimonianza, lo stesso finanziere ha però sottolineato che l’odontoiatra potrebbe essere stato a sua volta truffato: secondo questa interpretazione, il medico avrebbe investito nel progetto senza conoscerne la reale natura e senza essere mai stato né perquisito né intercettato dagli inquirenti.
Il processo è stato aggiornato a novembre, quando sarà ascoltato il figlio della vedova romana, ritenuto una delle principali vittime della presunta frode.

