Farmaci, visite e dentista: gli italiani pagano di tasca propria
portafogli e visite
L’ultima rilevazione della Ragioneria dello Stato indica che per curarsi gli italiani spendono sempre di più, in 6 anni la spesa out of pocket è cresciuta del 43%.

Questi i dati emersi dall’ultimo monitoraggio sulla spesa sanitaria, e i numeri in genere non mentono: la spesa sanitaria complessiva, quella privata in primis, sta toccando quote sempre più alte.

È quella che si definisce spesa out of pocket che secondo la Ragioneria generale dello Stato nel 2022 ha raggiunto la cifra di 40,26 miliardi, ben il 43% in più rispetto a 6 anni prima. Una cifra che rappresenta ormai un quarto della spesa sanitaria totale. Rispetto al 2021 la spesa è cresciuta dell’8,3%, un’impennata che si è sentita di più nella provincia di Bolzano dove si è registrato un +17,5% in un anno, segue il Molise (+14,1%) e la Provincia di Trento (+12,8%).

La fetta più grande della spesa sanitaria a carico dei privati è rappresentata dalle visite specialistiche e dagli interventi, che continuano ad avere un peso prevalente (45,8%) sul totale. Anche le spese odontoiatriche la fanno da padrone, come anche quelle per lo psicologo (1,5 miliardi), i farmaci (12 miliardi) e l’ottico (2,4 miliardi), senza dimenticare i 3 miliardi di ticket. Tutte prestazioni per cui il cittadino, sempre di più, è costretto a mettere mano al portafoglio.


Distribuzione percentuale per tipologia di spesa e struttura di erogazione
Distribuzione percentuale per tipologia di spesa e struttura di erogazione


La rilevazione della spesa sanitaria privata per visite specialistiche ed interventi chirurgici proviene prevalentemente dagli odontoiatri, pari a circa il 30%, parliamo in media di 1.385 euro all’anno, pagati dalle famiglie. Come detto, seguono le cure psichiatriche e psicologiche: 883 euro, che solo l’8% decide di affrontare, la riabilitazione fisica, cure per malattie croniche e supporto costano 541 euro: la prima è sostenuta dal 20% delle famiglie, le seconde dal 14%. Solo il 25%, un italiano su quattro, decide di spendere 501 euro per le medicazioni, mentre le cure oftalmiche, 436 euro, sono affrontate da 1 italiano su 2. E ancora per le cure ortopediche si spendono 426 euro, e le sostiene il 21% della popolazione, il 20% affronta la spesa di 393 euro per consulti medici, l’11% i 384 euro per curare l’udito.

Le cure a cui si rinuncia di più sono, nell’ordine:

  • cure odontoiatriche: 38%
  • cure oftalmiche: 22%
  • riabilitazione fisica: 15%
  • cure ortopediche: 11%
  • cure dell’udito: 6%.

Soluzioni? Attualmente purtroppo non ce ne sono. Un quadro così sconfortante avrebbe bisogno di un ripensamento radicale degli investimenti per il settore sanitario. Invece la spesa pubblica per la salute diminuisce di anno in anno. In pratica la salute non è una priorità per le istituzioni, che si preoccupano di ridurre i finanziamenti proprio nel settore che ne ha più bisogno. 

 

 

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