Progetto San Bartolomeo: equità e accesso alle cure per i più fragili
Presentazione Progetto San Bartolomeo
Un progetto concreto per superare barriere sanitarie, linguistiche e culturali, con un focus anche sull'odontoiatria.

Il 5 e 6 aprile 2025 si è celebrato a Roma il Giubileo degli ammalati e del mondo della sanità, un’occasione per ribadire l’importanza della dimensione umana nel prendersi cura delle persone, specialmente di quelle più fragili. In questo contesto si inserisce il progetto San Bartolomeo, un’iniziativa nata dalla sinergia tra l’Ospedale Isola Tiberina Gemelli Isola, la Comunità di Sant’Egidio, Deloitte e Fondazione Deloitte, uniti per offrire assistenza gratuita in tre ambiti clinici fondamentali: ginecologia/ostetricia, senologia e odontoiatria, con un'attenzione particolare anche all’odontoiatria pediatrica.

 

L’odontoiatria al centro dell’inclusione sanitaria

San Bartolomeo nasce con l’obiettivo di contrastare le crescenti disuguaglianze nell’accesso alla prevenzione e alla cura, fornendo prestazioni sanitarie gratuite e di qualità a chi vive in condizioni di fragilità sociale ed economica. Inoltre, unisce competenze cliniche, organizzative, sociali e culturali, offrendo un approccio integrato e accessibile alla salute.

Il progetto rappresenta un esempio concreto di come la pratica clinica possa diventare anche strumento di inclusione. L’accesso alle cure odontoiatriche – spesso considerato un lusso per chi vive in condizioni di vulnerabilità – viene qui garantito gratuitamente a pazienti che altrimenti ne sarebbero esclusi, con particolare attenzione anche ai minori. Dal lancio del progetto, quasi 100 bambini hanno ricevuto cure odontoiatriche, con il 24% che ha effettuato almeno un follow-up, segnando un importante risultato in termini di continuità assistenziale.

 

Più di 70 Paesi raggiunti e 2.880 prestazioni erogate

L’impatto sanitario e sociale del progetto è significativo: oltre 780 pazienti trattati, di cui più del 70% donne, provenienti da 71 Paesi, per un totale di 2.880 prestazioni sanitarie erogate (dati aggiornati al 4 marzo 2025). Le aree geografiche di provenienza più rappresentate sono Centro-Sud America, Sud-Est Europa e Medio Oriente. Ucraina, Siria, Afghanistan, Perù e Italia sono i principali Paesi d’origine, con l’Ucraina e l’Afghanistan che si distinguono per la complessità dei contesti socio-sanitari.

 

Oltre la cura: mediazione e prevenzione

Il progetto San Bartolomeo non si limita alla prestazione clinica: integra servizi di mediazione linguistica e culturale per abbattere le barriere che ostacolano l’accesso alla sanità pubblica. Inoltre, si impegna nella promozione dell’educazione sanitaria e della prevenzione, riconoscendo il ruolo chiave della consapevolezza nel miglioramento della salute a lungo termine.


Il San Bartolomeo si propone come un modello innovativo e replicabile di assistenza, in cui il paziente è protagonista attivo del proprio percorso di cura. Un approccio che integra professionalità clinica e attenzione alla persona, con un forte orientamento all’inclusione sociale e al rispetto della dignità umana, in linea con il messaggio di Papa Francesco: saper riconoscere e custodire la bellezza degli “incontri di grazia” che si realizzano nei luoghi di cura.


Photo credits: Affaritaliani

 

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